venerdì 29 aprile 2016

SANTA CATERINA DA SIENA (f)

Questa giovane santa è con san Francesco d’Assisi la patrona d’Italia perché rappresentativa di un periodo-chiave della storia italiana e protagonista luminosa di una mentalità feconda d’impegno religioso e civile insieme.
Caterina Benincasa entrò nel terz’ordine di san Domenico all’età di 16 anni e cominciò, in casa sua, una vita austera attestata anche da alcuni suoi scritti. Attorno a lei si formò una piccola famiglia spirituale di amici. Lanciò incessanti appelli alla pace in tempi particolarmente torbidi, richiamò il papa da Avignone a Roma, gettò il seme della vera riforma della Chiesa, operò sempre per l’unità e la carità.
Paolo VI ha additato alla Chiesa intera la dottrina contenuta negli scritti della santa, pieni di afflato mistico, e l’ha proclamata « dottore »: prima donna accanto ai maestri della Tradizione.L’esempio di Caterina farà comprendere a tutti coloro che progettano riforme che queste sono frutto d’amore e non di rivolta; frutto della tensione escatologica che stimola la Chiesa. Ogni riforma si deve proporre di far in modo che la Chiesa attui sempre più adeguatamente il regno di Dio.

Vergine e Dottore della Chiesa, Patrona d'Europa e d'Italia(1347-1380)

Vangelo  Mt 11,25-30

In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
 

martedì 26 aprile 2016

La luce della speranza

“Siate certi sempre che Dio vi ama personalmente, per Lui non ha importanza la vostra età o la vostra cultura, non ha importanza nemmeno che cosa siete stati, le cose che avete fatto, i traguardi che avete ottenuto, gli errori che avete commesso, le persone che abbiamo ferito”.

Francesco ai carcerati: tenete accesa la luce della speranza