martedì 20 ottobre 2015

Abbraccio senza misura

“E’ vero, noi sempre abbiamo l’abitudine di misurare le situazioni, le cose con le misure che noi abbiamo: e le nostre misure sono piccole. Per questo, ci farà bene chiedere allo Spirito Santo la grazia, pregare lo Spirito Santo, la grazia di avvicinarci almeno un po’ per capire questo amore e avere la voglia di essere abbracciati, baciati con quella misura senza limiti”. 
Papa Francesco, oggi.




lunedì 12 ottobre 2015

Strumenti buoni al servizio del male, purtroppo.

"Le nuove tecnologie sono concepite in un modo tale che riducono la capacità di dire cose complesse: si pensi a Twitter. Oppure accentuano il conformismo, la tirannia della maggioranza predetta da Tocqueville: non consentono all’individuo di esprimere il suo pensiero, ma fanno sì che l’onda enorme del conformismo si abbatta sull’individuo e lo schiacci. Se mettete in Google il nome di una persona che è stata oggetto di una campagna di denigrazione, i risultati della ricerca vi offriranno il nome di quella persona associata a parole come “omofobo”, “bigotto”, “di destra”, eccetera. Questo è sintomo del fatto che le nuove tecnologie informatiche sono funzionali a un disegno totalitario. Abbiamo l’illusione di essere liberi, e invece stiamo contribuendo a un nuovo totalitarismo".


John Waters: ma io non oso separare fede e ragione

Maria Chiara Mangiacavallo - 16 Marzo 2015















mercoledì 23 settembre 2015

E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. (Dal Vangelo di oggi)

Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia verso di te, mio Dio, poiché le nostre iniquità si sono moltiplicate fin sopra la nostra testa; la nostra colpa è grande fino al cielo. Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi noi siamo stati molto colpevoli, e per le nostre colpe noi, i nostri re, i nostri sacerdoti siamo stati messi in potere di re stranieri, in preda alla spada, alla prigionia, alla rapina, al disonore, come avviene oggi. (Dalla Prima Lettura: Esd 9, 5-9)




Benedetto Dio che vive in eterno,
benedetto il suo regno;
egli castiga e ha compassione.
Fa scendere agli inferi, nelle profondità della terra,
e fa risalire dalla grande perdizione:
nessuno sfugge alla sua mano

giovedì 27 agosto 2015

Maranatha

L'Europa sta lasciando agonizzare cittadini e non, la Cina è quasi tutta un inferno, l'Africa... l'India... è un mondo crudele! Solo benedire Dio per le Sue opere (quali opere degli uomini meritano?) come i tre giovani nella fornace ci permette di non morire.
Canta e cammina. (Sant'Agostino)


Chi ti ama, ti corregge



Chi ama essere corretto? In che modo?

domenica 19 luglio 2015

Borsellino, l'ultimo discorso pubblico prima dell'attentato del 19 luglio



"Io accetto, ho sempre accettato più che il rischio...le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall'inizio che dovevo correre questi pericoli. La sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi, come viene ritenuto, in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro"




Best of Rondo Veneziano

Dagli scritti di san Francesco Saverio

1. Per prima cosa cercare una grande umiltà circa il predicare, attribuendo, per prima cosa e in maniera perfetta, tutto quanto a Dio.

2. In secondo luogo terrò il popolo davanti ai miei occhi, considerando come Dio abbia dato la devozione al popolo per udire la Sua parola, e proprio a motivo della devozione popolare, ha concesso a me la grazia per predicare e al popolo la devozione per ascoltarmi.

3. Impegnarsi nell'amare molto il popolo, considerando l'obbligo che gli devo perché, per sua intercessione, Dio mi ha dato la grazia di predicare.

4. Considerare inoltre come questo bene mi sia venuto grazie alle preghiere e ai meriti dei membri della Compagnia, che con molta carità, amore e umiltà, chiedono a Dio le grazie e i doni per quelli della Compagnia stessa, e ciò per maggior gloria di Dio e salvezza delle anime.

5. Pensate continuamente che mi devo umiliare molto perché quello che predico non è affatto mio, ma concesso liberalmente da Dio; e servirmi con amore e timore di tale grazia, come colui che ne deve rendete stretto conto a Dio nostro Signore, guardandomi dall'attribuire alcuna cosa a me stesso, eccetto le molte colpe, i peccati, la superbia, la negligenza e l'ingratitudine sia verso Dio come verso il popolo e i membri della Compagnia, per merito dei quali Dio mi ha concesso questa grazia.

6. Chiedere a Dio con grande insistenza che mi faccia sentire, dentro la mia anima, gli impedimenti che io metto da parte mia e a causa dei quali Egli tralascia di concedermi grazie maggiori e di servirsi di me per grandi cose.

7. Umiliarmi molto nell'intimo davanti a Dio, che vede i cuori degli uomini, e guardandomi in tutti i modi possibili dal dare scandalo al popolo nel predicare, nel conversare e nell'agire, umiliandomi assai davanti al popolo poiché come ho già detto prima voi gli dovete tanto.

8. Quello che soprattutto dovrete fare, meditando sui punti suddetti, è di notare con grande attenzione le cose che Dio nostro Signore vi fa sentire dentro la vostra anima, scrivendole in qualche libretto e imprimendole nella vostra anima, poiché in questo consiste il frutto. E di quello che il Signore vi comunicherà voi mediterete alcuni punti e da essi ne nasceranno altri di grande frutto. E meditando sulle cose che Dio vi comunicherà, esse andranno crescendo soltanto per la misericordia di Dio e voi farete molti progressi se persevererete in questo santo esercizio di umiltà e conoscenza interiore delle vostre colpe, perché in ciò consiste tutto il frutto. Per amore di Dio nostro Signore e per il molto che dovete a nostro Padre Ignazio e a tutta la Compagnia del nome di Gesti, vi prego una volta, un'altra, e tante altre volte quanto posso, di esercitarvi continuamente in questi esercizi di umiltà poiché, se farete il contrario, temo che vi perderete. Infatti saprete per esperienza che molti si sono perduti per mancanza di umiltà: guardatevi di non essere voi fra costoro.

9. Non dimenticatevi neanche per un momento che nell'inferno vi sono molti predicatori che ebbero maggiori doti di voi nel predicare, e che con le loro prediche ottennero più frutto di quanto voi fate, e per di più essi furono lo strumento affinché molti lasciassero di peccare. Ma quello che più fa meraviglia è che furono loro la causa strumentale grazie alla quale molti sono andati alla gloria, mentre loro stessi, i miseri, sono andati all'inferno, avendo attribuito a sé quello che era di Dio, gettandosi in mezzo al mondo, rallegrandosi di venire lodati da esso, crescendo in una vana opinione di sé e in una grande superbia, e per tale motivo si sono perduti.
Pertanto ognuno si preoccupi di questo, perché, se ben consideriamo, non abbiamo di che gloriarci al di fuori delle nostre malvagità, perché soltanto esse sono opere nostre. Infatti le buone opere Dio le fa per mostrare la Sua bontà e per la nostra confusione nel vedere che con strumenti tanto vili Egli si vuole manifestare agli altri.

10. Badate di non disprezzare i Fratelli della Compagnia, se vi sembra di fare più di loro e che loro non fanno nulla. Abbiate per certissimo che proprio per un riguardo ai Fratelli i quali servono in uffici bassi e umili e per i loro meriti, Dio vi fa più doni e vi dà la grazia per bene operare: di conseguenza voi siete più obbligati con loro di quanto essi non lo siano verso di voi. Questa conoscenza interiore vi avvantaggerà per non disprezzarli mai, ma anzi per amarli e per umiliarvi sempre.

XVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno B

Meditazione del giorno 
San Gregorio Nisseno (ca 335-395), monaco e vescovo 
Omelie sul Cantico dei cantici; PG 44, 801
« Si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore »
    “Dove vai a pascolare il gregge”, o buon pastore che porti tutte le tue pecore sulle spalle? Il genere umano infatti è una pecora unica che ti sei presa sulle spalle. Mostrami il luogo del tuo pascolo, fammi conoscere le acque tranquille, guidami ai pascoli erbosi, chiamami per nome, affinché io ascolti la tua voce, io che sono la tua pecora, e la tua voce sia per me la vita eterna.
     
    Sì, “dimmelo, o amore dell’anima mia”. Con quel nome io ti chiamo, perché il tuo Nome è al di sopra di ogni altro nome, inesprimibile e inaccessibile a qualunque creatura dotata di ragione. Questo nome, testimone dei miei sentimenti per te, esprime la tua bontà. Come non amarti, tu che mi hai amata quand’ero tutta nera, fino al punto di dare la tua vita per le pecore di cui sei il pastore? Non è possibile immaginare amore più grande di questo: aver dato la tua vita per la mia salvezza.

    Insegnami dunque “dove vai a pascolare il gregge”, ch’io possa trovare il pascolo della salvezza, saziami del cibo celeste di cui ogni essere umano deve nutrirsi se vuole entrare nella vita, correre verso di te che sei la fonte e bere a grandi  sorsi l’acqua divina che hai fatto sgorgare per quanti hanno sete. Quest’acqua discende dal tuo fianco squarciato dalla lancia e chiunque ne beve diventa sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.

venerdì 3 luglio 2015

Naomi Klein, scrittrice e attivista di fama mondiale in Vaticano

La Laudato si’ non è rivolta solamente al mondo cattolico, ma riguarda «ogni persona che vive su questo pianeta. Posso dire che in quanto femminista, ebrea e laica è stata per me una sorpresa essere invitata in Vaticano». È quanto ha affermato Naomi Klein, scrittrice e attivista di fama mondiale, sui temi legati alla globalizzazione economica e al cambiamento climatico, intervenendo ieri presso la Sala Stampa della Santa Sede nel corso della conferenza stampa di presentazione del Convegno internazionale: "Le persone e il Pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta". 


Viva la Grecia!

martedì 19 maggio 2015

Quando il Signore ci chiama all’altra riva.

 “A Dio affido la mia anima; a Dio affido la mia storia; a Dio affido i miei; a Dio affido tutto”. “Che Gesù morto e risorto ci invii lo Spirito Santo, perché noi impariamo quella parola, impariamo a dirla, ma esistenzialmente, con tutta la forza: l’ultima parola, addio”.   Papa: ci fa bene pensare al momento del nostro congedo

domenica 10 maggio 2015

Incontro con rabbini, cardinali e vescovi.

Giovedì scorso si è concluso in Israele, il I incontro internazionale ebraico-cristiano di rabbini, cardinali e vescovi, promosso dal Cammino neocatecumenale, in occasione del 50° anniversario della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate e nel ricordo del 70° anniversario della fine della Shoah. Si è tenuto presso la Domus Galilaeae, sul lago di Tiberiade e vi hanno partecipato 120 rabbini, 7 cardinali (Pell, Rylko, Toppo, Schonborn, Cordes, Yeom Soo-jung e Romeo) e 20 vescovi provenienti da tutto il mondo. Presenti anche gli itineranti del Cammino e personalità del mondo accademico, dell’arte e della cultura di entrambe le confessioni religiose. Papa Francesco ha inviato un messaggio per sottolineare e riconoscere questo evento come uno strumento per rafforzare la fraternità tra i due popoli.Roberto Piermarini ha chiesto a Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale come è nato questo evento interreligioso:
R. – E’ stata un’idea dei rabbini di New York. Avendo realizzato la Sinfonia “La sofferenza degli innocenti”, al Lincoln Centre, a New York, che è piaciuta moltissimo ai rabbini, hanno pensato poi di eseguirla anche ad Auschwitz, davanti alla “Porta della morte”, per la quale sono arrivati 60 vescovi dalla Polonia, 15 mila fratelli e tanti rabbini. Allora, il rabbino Rosenbaum, riformista, è rimasto molto colpito e ha detto di non volere che questo rapporto di amore e comunione con il Cammino si fermasse. “Pochi rabbini, infatti – ha detto – hanno conosciuto quello che sta succedendo nella Chiesa cattolica con il Cammino Neocatecumenale: questo amore che voi avete per il popolo ebraico, che viene dal catecumenato della comunità cristiana. Nel Cammino si spiegano le radici profonde della nostra fede: Abramo, l’Esodo, la storia della salvezza e così via”. Allora ha detto: “Perché non facciamo un incontro alla Domus, invitando più rabbini: tutti i rabbini d’Europa e del mondo?”. Ed io ho detto: “Mamma mia, è difficile! Però, va bene! Scrivete voi”. Allora lui e il rabbino Greenberg, che ha molto prestigio, hanno scritto una lettera di invito a tutti i rabbini, per questi giorni di maggio, che è stata firmata da me, da due rabbini, anche dal cardinale O’Malley, dal cardinale Cañizares e dal rabbino Rosen, l’incaricato del rapporto tra cattolicesimo ed ebraismo. Siamo stati, dunque, a vedere cosa succedeva e la sorpresa è stata che si sono presentati 120 rabbini di tutto il mondo. E’ stato fantastico! Sono venuti anche da rami diversi: ortodossi, liberali, riformisti. E’ la prima volta che si trovavano assieme, “e questo – dicono - è un miracolo che potevano fare solo i cattolici!”. 
D. – Qual è la missione che in questo momento storico hanno ebrei e cristiani?
R. – Abbiamo eseguito la Sinfonia, cantando tutti assieme Shemà Israel. Alcuni piangevano, veramente emozionati, perché il Talmud dice: “Il giorno che i cattolici, i goim, con gli ebrei, canteranno Shemà Israel, verrà il Messia”. Erano, dunque, tutti impressionati. Dopo abbiamo fatto un questionario per gruppi, mescolando vescovi, cardinali e rabbini. Una delle domande è stata: qual è la missione salvifica del popolo ebraico e della Chiesa cattolica in questo momento del mondo? Abbiamo spiegato come il Cammino si stia aprendo adesso all’Asia – in Cina, nel Laos, in Vietnam, in Cambogia – e di come noi stiamo portando la Torah, che è la luce del mondo, e il Vangelo a tutte queste nazioni, che sono state sotto il comunismo. Erano molto impressionati, molto uniti. Siamo uniti in questa grande missione.
D. – Qual è stata la risposta dei rabbini?
R. – Fantastica! Fantastica! Il rabbino Brodman, uno dei rabbini più importanti, ha detto: “Questo è un evento che dimostra che il Messia è alle porte”. Dopo hanno detto cose meravigliose: la bellezza della Domus Galilaeae che li ha accolti è piaciuta moltissimo...poi i canti. Abbiamo danzato, perché in questi giorni ricorreva la fine del Lag Ba’omer, un tempo di lutto che ricorda il sacrificio del Rabbi Akiva. C’è un momento, quando finisce il Lag Ba’omer, in cui si fa un grande fuoco in tutte le sinagoghe e si danza. Noi lo abbiamo fatto anche qui, danzando tutti assieme: cardinali, vescovi e tutti i rabbini. E’ stato emozionante! Loro non credevano ai loro occhi, a quello che stava succedendo. E’ veramente un fatto storico. Vogliono quindi che continuiamo questo rapporto. Una cosa che li ha molto impressionati è stato il passaggio della fede, alle nuove generazioni, perché loro hanno molti problemi su questo. I giovani, infatti, si secolarizzano. Abbiamo proiettato un video che spiegava come avviene il passaggio della fede nel Cammino. Sono rimasti impressionati su come i genitori sappiano spiegare la Parola ai figli; su come domandino ai figli: cosa ti dice oggi questa Parola nella tua vita? Sono rimasti impressionatissimi e vogliono che li aiutiamo in questo.  
Il direttore della Domus Galilaeae, il Centro del Cammino neocatecumenale in Galilea, don Rino Rossi, tra gli organizzatori dell'evento, spiega quali sono stati i momenti salienti dello storico 'incontro
R. – Senz’altro li ha colpito moltissimo la presentazione, perché è stata fatta attraverso gli itineranti del Cammino Neocatecumenale delle varie nazioni che hanno presentato i rabbini, e nel dare la loro esperienza – anche brevemente – questi itineranti hanno presentato, ad esempio, la loro situazione di coniugati magari con 8, 10, 12 figli … Questo ha creato un impatto impressionante nei rabbini, che lo hanno ricordato nelle esperienze. Poi, senz’altro, una cosa che ha colpito moltissimo è stato il concerto della Sinfonia degli Innocenti: è venuta qui l’orchestra, e ho visto molti rabbini piangere; sono stati molto toccati. Poi, un altro momento importante è stato il questionario, dove hanno potuto parlare, dire le loro esperienze, ma soprattutto lo scambio che c’è stato fra i cardionali, i vescovi, i catechisti itineranti e i rabbini.
 D. – C’è stata una preghiera comune?
 R. – Abbiamo avuto i Vespri, guidati da un rabbino, mercoledì sera, con tutta la loro forma, a cui abbiamo partecipato; e poi, giovedì mattina, hanno anche voluto che si facesse una preghiera cristiani, e abbiamo fatto le Lodi, presiedute dal cardinale Schönborn, con i salmi, con una lettura del profeta Isaia e il capitolo 60, 1-5, con una omelia fatta dal cardinale Schönborn che è stata molto gradita.
 D. – Al termine dell’incontro qual è stata la reazione dei rabbini?
 R. – Abbiamo ricevuto esperienze emozionanti. Ha cominciato un rabbino di Israele, il rabbino David Brodman, che ha dato un’esperienza che ha commosso l’assemblea. Ha parlato di questo incontro come di un incontro fondamentale, di questo rapporto tra la Chiesa cattolica e il mondo ebraico che lui mai si sarebbe potuto aspettare. Ha detto: “Questo era il mio sogno. Io desideravo – e il Signore me lo concede, alla fine della mia vita – di vedere queste cose”. E ha citato il libro di un rabbino che per lui è molto importante; ha detto che noi siamo in un momento in cui stiamo vivendo "le doglie del parto" per preparare l’arrivo del Messia in mezzo a noi, e lui sta già vedendo tutto questo; anche in questo incontro, lo vedeva come una preparazione a questa venuta del Messia. Poi c’è stato un altro rabbino dell’Olanda che ha raccontato anche la sua esperienza, come lui da piccolo è stato salvato da una famiglia cristiana. E parlando anche di questo incontro, ha detto: “Io ho visto veramente operare Dio in mezzo a noi”. Un altro rabbino che diceva: “Io vi dico sinceramente, che ho capito una cosa, ascoltando Kiko. Io nella mia famiglia, nella mia tradizione non ho mai sentito che Dio ci ama”, e l’ha detto con una forza che ha commosso l’assemblea. “L’ho visto qui, in questa casa. - ha detto - L’ho visto veramente nei fatti: come ci hanno accolto …”, nelle esperienze che ho sentito nei gruppi, come parlavano queste coppie, queste famiglie, questi fratelli del Cammino neocatecumenale che dicevano con la loro vita, come Dio li aveva amati, come li aveva riscattati, li aveva salvati … Ha detto: “Bene: qui, io ho chiesto a mia moglie: ‘Ma tu, per esempio, hai sentito da qualcuno nella tua vita, nella Sinagoga, questa parola, che Dio ci ama?’”. E la moglie gli diceva: “No, io non l’ho mai sentito, mai sentito!”. E diceva il rabbino: “Anche io …”. E’ stata anche molto commovente l’esperienza del rabbino Greenberg degli Stati Uniti. L’ambiente che si è creato alla fine non si può descrivere, veramente! Poi, anche abbiamo avuto momenti molto familiari, abbiamo avuto delle danze … c’era uno spirito di comunione veramente molto forte!

mercoledì 6 maggio 2015

"Una scuola che funzioni e che sia interessante" !!!

Pace, giustizia e perdono.

Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono: ecco ciò che voglio annunciare in questo Messaggio a credenti e non credenti, agli uomini e alle donne di buona volontà, che hanno a cuore il bene della famiglia umana e il suo futuro. Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono: questo voglio ricordare a quanti detengono le sorti delle comunità umane, affinché si lascino sempre guidare, nelle loro scelte gravi e difficili, dalla luce del vero bene dell'uomo, nella prospettiva del bene comune. Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono: questo monito non mi stancherò di ripetere a quanti, per una ragione o per l'altra, coltivano dentro di sé odio, desiderio di vendetta, bramosia di distruzione.

San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa

Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2002


(Grazie a In... visibile: Non c'è pace senza giustizia)





mercoledì 15 aprile 2015

L’essere umano ha bisogno della reciprocità tra uomo e donna

Il Papa ha dedicato la catechesi odierna durante l’udienza generale in Piazza San Pietro “a un aspetto centrale del tema della famiglia: quello del grande dono che Dio ha fatto all’umanità con la creazione dell’uomo e della donna e con il sacramento del matrimonio. Questa catechesi e la prossima riguardano la differenza e la complementarità tra l’uomo e la donna, che stanno al vertice della creazione divina”. Le due che seguiranno, saranno sul Matrimonio.
Differenza tra uomo e donna è per la comunione
Papa Francesco ha iniziato con un breve commento al primo racconto della creazione, nel Libro della Genesi. “Qui leggiamo che Dio, dopo aver creato l’universo e tutti gli esseri viventi, creò il capolavoro, ossia l’essere umano, che fece a propria immagine: «a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò» (Gen 1,27). Come tutti sappiamo – ha detto - la differenza sessuale è presente in tante forme di vita, nella lunga scala dei viventi. Ma solo nell’uomo e nella donna essa porta in sé l’immagine e la somiglianza di Dio: il testo biblico lo ripete per ben tre volte in due versetti (26-27): uomo e donna sono immagine e somiglianza di Dio. Questo ci dice che non solo l’uomo preso a sé è immagine di Dio, non solo la donna presa a sé è immagine di Dio, ma anche l’uomo e la donna, come coppia, sono immagine di Dio. La differenza tra uomo e donna non è per la contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio”.
L’essere umano ha bisogno della reciprocità tra uomo e donna
“L’esperienza ce lo insegna: per conoscersi bene e crescere armonicamente l’essere umano ha bisogno della reciprocità tra uomo e donna. Quando ciò non avviene, se ne vedono le conseguenze. Siamo fatti per ascoltarci e aiutarci a vicenda. Possiamo dire che senza l’arricchimento reciproco in questa relazione – nel pensiero e nell’azione, negli affetti e nel lavoro, anche nella fede – i due non possono nemmeno capire fino in fondo che cosa significa essere uomo e donna”.
Teoria del gender, espressione di frustrazione: è passo indietro
“La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio, io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Eh, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione. Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita. Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, elo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta”.
La voce della donna abbia peso reale nella società e nella Chiesa
“Dio ha affidato la terra all’alleanza dell’uomo e della donna: il suo fallimento inaridisce il mondo degli affetti e oscura il cielo della speranza. I segnali sono già preoccupanti, e li vediamo. Vorrei indicare, fra i molti, due punti che io credo debbono impegnarci con più urgenza. Il primo. E’ indubbio che dobbiamo fare molto di più in favore della donna, se vogliamo ridare più forza alla reciprocità fra uomini e donne. E’ necessario, infatti, che la donna non solo sia più ascoltata, ma che la sua voce abbia un peso reale, un’autorevolezza riconosciuta, nella società e nella Chiesa. Il modo stesso con cui Gesù ha considerato la donna, - ma diciamo che il Vangelo è così - in un contesto meno favorevole del nostro, perché in quei tempi la donna era proprio al secondo posto , no? E Gesù l’ha considerata in una maniera che dà una luce potente, che illumina una strada che porta lontano, della quale abbiamo percorso soltanto un pezzetto. Ancora non abbiamo capito in profondità quali sono le cose che ci può dare il genio femminile, le cose che la donna può dare alla società e anche a noi, che sa vedere le cose con altri occhi che completano il pensiero degli uomini.  E’ una strada da percorrere con più creatività e audacia”.
Crisi di fiducia in Dio genera crisi alleanza uomo-donna
“Una seconda riflessione riguarda il tema dell’uomo e della donna creati a immagine di Dio. Mi chiedo se la crisi di fiducia collettiva in Dio, che ci fa tanto male, ci fa ammalare di rassegnazione all’incredulità e al cinismo, non sia anche connessa alla crisi dell’alleanza tra uomo e donna. In effetti il racconto biblico, con il grande affresco simbolico sul paradiso terrestre e il peccato originale, ci dice proprio che la comunione con Dio si riflette nella comunione della coppia umana e la perdita della fiducia nel Padre celeste genera divisione e conflitto tra uomo e donna. Da qui viene la grande responsabilità della Chiesa, di tutti i credenti, e anzitutto delle famiglie credenti, per riscoprire la bellezza del disegno creatore che inscrive l’immagine di Dio anche nell’alleanza tra l’uomo e la donna. La terra si riempie di armonia e di fiducia quando l’alleanza tra l’uomo e la donna è vissuta nel bene. E se l’uomo e la donna la cercano insieme tra loro e con Dio, senza dubbio la trovano. Gesù ci incoraggia esplicitamente alla testimonianza di questa bellezza che è l’immagine di Dio”.
Dare a uomo e donna stessa dignità e uguaglianza
Infine, salutando i fedeli di lingua araba, ‎il Papa ha detto:
“Dio creò l'uomo, maschio e femmina, a ‎sua ‎immagine, dando ad entrambi la stessa dignità e uguaglianza: ‎lavoriamo, nella ‎Chiesa e nella società, affinché tale uguaglianza ‎venga rispettata, rifiutando ogni ‎forma di‏ ‏sopruso o di ‎ingiustizia, in particolare contro le donne”. 

sabato 28 marzo 2015

Le Palme

Nella domenica delle Palme, la liturgia ci propone il racconto della Passione tratto dal Vangelo secondo Marco. Gesù dice ai discepoli:
«Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: “Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».
Sul significato di questa domenica ascoltiamo il commento di don Ezechiele Pasotti:
Fin dall’antichità la Chiesa commemora oggi, con la processione delle palme, l’ingresso trionfale del Signore a Gerusalemme, prima della sua passione. E la palma, o il ramo di ulivo, che la tradizione vuole poi presente nelle nostre case durante tutto l’anno, è segno tangibile della passione e morte del Signore e della sua gloriosa risurrezione. Non può essere un gesto banale o solo devozionale, specialmente in questi nostri tempi così significativi per noi cristiani e per la nostra fede. Noi non seguiamo un vincitore, un trionfatore umano, ma neppure un vinto. Seguiamo uno che è risorto dalla morte, perché si è consegnato volontariamente alla morte. Il grido: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”, risuona ancora oggi, come forse mai prima nella storia della Chiesa, contro tanti cristiani, spesso anche dimenticati! Per ben due volte la liturgia ci proporrà in questi giorni la passione del Signore. È l’ora delle tenebre, l’ora della vittoria del male, l’ora in cui Dio stesso sembra aver dimenticato la sua creatura, l’ora che sembra senza speranza alcuna. Ma Dio c’è. Quell’uomo che muore su quei due pezzi di legno è Dio. Dio è lì, sulla croce stessa. Grida all’uomo che non crede, a me ed a te: “Ecco come ama Dio!”. “Ecco fino a che punto ama Dio!”. Facciamo nostra la preghiera di Benedetto XVI alla Vergine della speranza, perché ci aiuti a ritrovare i segni di questa presenza di Dio: “Madre della speranza, che nel buio del sabato santo andasti con incrollabile fiducia incontro al mattino di Pasqua, dona ai tuoi figli la capacità di discernere in  ogni situazione, fosse pure la più buia, i segni della presenza amorosa di Dio” (Benedetto XVI, Preghiera a Nostra Signora di Sheshan – Cina). E faremo Pasqua con il Signore!

venerdì 13 marzo 2015

Francesco


Dalla pagina Facebook di Mango:"Oggi è il secondo anno di pontificato di Papa Francesco,
il nostro piccolo omaggio in musica è un brano che Mango scrisse ispirandosi a San Francesco d'Assisi.
Quanto sole su di noi.
Tu appartieni a me, 
come un sentiero ai passi suoi.
Quanto sole su di noi
sei nascente, come se
fosse giorno nuovo in me.
Quanto sole su di noi.
Non ho più paura
e forte di te
m'innalzerò con te.
E' un po' come perdersi,
oh no, senza di te, oh no,
è fumo nell'anima
chiusa in un brivido.
Sorprendimi subito.
Sei tu, mistero che non so.
Io sono l'ultima
luce possibile.
Quanto sole su di noi.
Tu appartieni a me,
come un sentiero ai passi suoi.
Quanto sole su di noi.
Sei nascente, come se
fosse giorno nuovo in me.
Quanto sole su di noi.
Non ho più paura
e forte di te
m'innalzerò con te.
E' un po' come perdersi.
Da te fino al cuore.
Con te
scendo dal sogno mio
sospeso a un cantico.
Non voglio più perderti.
Vorrei poterti dire
che sei l'azzurro,
nobile sposo dei secoli.
Pregherò.
Cercherò.
Morirò di te".

venerdì 6 marzo 2015

Udienza di oggi del Papa al Cammino Neocatecumenale



Sintesi:


Papa: la Chiesa ha "la necessità di passare da una pastorale di semplice conservazione a una pastorale decisamente missionaria"
 Il Cammino poggia su quelle tre dimensioni della Chiesa che sono la Parola, la Liturgia e la Comunità. Perciò l'ascolto obbediente e costante della Parola di Dio; la celebrazione eucaristica in piccole comunità dopo i primi vespri della domenica, la celebrazione delle lodi in famiglia nel giorno di domenica con tutti i figli e la condivisione della propria fede con altri fratelli sono all'origine dei tanti doni che il Signore ha elargito a voi, così come le numerose vocazioni al presbiterato e alla vita consacrata. Vedere tutto questo è una consolazione, perché conferma che lo Spirito di Dio è vivo e operante nella sua Chiesa, anche oggi, e che risponde ai bisogni dell'uomo moderno".
"In diverse occasioni ho insistito sulla necessità che la Chiesa ha di passare da una pastorale di semplice conservazione a una pastorale decisamente missionaria (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 15). Questa è la cosa più importante da fare se non vogliamo che le acque ristagnino nella Chiesa. Il Cammino da anni sta realizzando queste missio ad gentes in mezzo ai non cristiani, per una implantatio Ecclesiae, una nuova presenza di Chiesa, là dove la Chiesa non esiste o non è più in grado di raggiungere le persone. «Quanta gioia ci date con la vostra presenza e con la vostra attività!» - vi ha detto il beato Papa Paolo VI nella prima udienza con voi (8 maggio 1974: Insegnamenti di Paolo VI, XII [1974], 407). Anch'io faccio mie queste parole e vi incoraggio ad andare avanti, affidandovi alla Santa Vergine Maria che ha ispirato il Cammino Neocatecumenale. Lei intercede per voi davanti al suo Figlio divino".

Famiglie in missione: doniamo la gioia della fede che abbiamo ricevuto



giovedì 5 marzo 2015

Kiko Argüello: "Un evento di nuova evangelizzazione"

Cammino Neocatecumenale: domani il Papa invia 31 missio ad gentes


 L’udienza di Papa Francesco col Cammino Neocatecumenale verrà trasmessa in diretta sia per televisione che per radio.
TELEVISIONE:
In ITALIA: 
a. dalla televisione della Conferenza Episcopale Italiana TV2000 visibile
• sul digitale terrestre canale 28
• sul satellite al canale 140 SKY
• sulla piattaforma satellitare tivùsat al canale 18
• in streaming via internet sul sito www.tv2000.it
b. dalla televisione TELEPACE andando sul sito www.telepace.it
• digitando “digitale terrestre” per conoscere il canale della propia zona/regione
In EUROPA
Sul satellite di TELEPACE: Entelsat Hotbird 13 B @ 13 E; canale 515 del decoder SKY HD e tivusat HD
STATI UNITI e CANADA (East Coast)
AMERICA del SUD
Tramite le televisioni cattoliche che si collegheranno Attraverso il satellite TELSTAR 12 15° WEST
VIA INTERNET in streaming oltre a TV2000 potete collegarvi al living streaming sul sito www.vatican.va in 6 lingue sui siti vaticani di YouTube
In PORTOGHESE streaming video in www.cn.org.br
RADIO
RADIOMARIA trasmetterà in diretta l’incontro
La Radiovaticana trasmetterà in diretta l’udienza in 4 lingue:
ITALIANO zona di Roma: MHz 105,0 FM 
Italia e zona di Roma: DAB+ RVaticana Italia
WEB: Canale 5
Streaming audio video player www.radiovaticana.va/player
INGLESE zona di Roma: MHz 93,3 FM