mercoledì 11 giugno 2014

Dall'udienza di oggi

“Il timore di Dio è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell'abbandonarci con umiltà, rispetto e fiducia nelle sue mani”.
Il "timore di Dio", l'ultimo "dono dello Spirito Santo" di cui il Papa ha parlato nella udienza generale del mercoledì, "è anche un allarme di fronte alla pertinacia del peccato: quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio e sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive solo per i soldi, per la vanità, il potere, per il suo orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta, 'attenzione - ci dice - con tutto questo potere, soldi, orgoglio e vanità non sarai felice'". "Penso per esempio alle persone che hanno responsabilità sugli altri e si lasciano corrompere; penso a coloro che vivono della tratta di persone e del lavoro schiavo; penso a coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre... Che il timore di Dio - ha concluso Papa Francesco - faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio".
«Corrotti e schiavisti al giudizio di Dio»

venerdì 6 giugno 2014

Incontro vocazionale con Kiko nelle Filippine

L'incontro vocazionale con Kiko nelle Filippine è appena terminato. Tante famiglie, molti ragazzi e, per la prima volta, molte più ragazze si sono offerti a Cristo per la NUOVA EVANGELIZZAZIONE. Ringraziamo Dio.










Portano la pecora perduta sulle spalle, come tutti i pastori buoni, perché sono tante le pecore che si sono smarrite e soffrono.

Vocational Meeting with Francisco Argüello in The Philippines

giovedì 5 giugno 2014

Quella libertà che dà lo Spirito Santo!

“L’uniformità. La rigidità. Sono rigidi! Non hanno quella libertà che dà lo Spirito Santo. E fanno confusione fra quello che Gesù ha predicato nel Vangelo con la loro dottrina, la loro dottrina di uguaglianza. E Gesù mai ha voluto che la sua Chiesa fosse così rigida. Mai. E questi, per tale atteggiamento, non entrano nella Chiesa. Si dicono cristiani, si dicono cattolici, ma il loro atteggiamento rigido li allontana dalla Chiesa”.

“Io entro nella Chiesa, ma con questa idea, con questa ideologia. E così la loro appartenenza alla Chiesa è parziale. Anche questi hanno un piede fuori della Chiesa. Anche per questi la Chiesa non è casa loro, non è propria. Affittano la Chiesa ad un certo punto. Al principio della predicazione evangelica ce n’erano! Pensiamo agli gnostici, che l’Apostolo Giovanni bastona tanto forte, no? ‘Siamo... sì, sì... siamo cattolici, ma con queste idee’. Un’alternativa. Non condividono quel sentire proprio della Chiesa”.

“Gli affaristi. Li conosciamo bene! Ma dal principio ce n’erano. Pensiamo a Simone il Mago, pensiamo ad Anania e a Saffira. Questi approfittavano della Chiesa per il proprio profitto. E li abbiamo visti nelle comunità parrocchiali o diocesane, nelle congregazioni religiose, alcuni benefattori della Chiesa, tanti, eh! Si pavoneggiavano di essere proprio benefattori e alla fine, dietro il tavolo, facevano i loro affari. E questi, anche, non sentono la Chiesa come madre, come propria. E Gesù dice: ‘No! La Chiesa non è rigida, una, sola: la Chiesa è libera!’”.

“Che il Signore – ha concluso il Pontefice – ci invii lo Spirito Santo e che faccia questa armonia nelle nostre comunità - comunità parrocchiali, diocesane, comunità dei movimenti - che sia lo Spirito a fare questa armonia, perché come diceva un Padre della Chiesa: Lo Spirito, Lui stesso è l’armonia”.

Papa Francesco Omelia Santa Marta - Giovedì 5 Giugno 2014