mercoledì 30 aprile 2014

Gioia piena

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. 

(Evangelii Gaudium)

Cosa rimane?

domenica 27 aprile 2014

Poker di papi oggi

Un evento senza precedenti nella storia della Chiesa e che difficilmente si ripeterà. Oggi 27 aprile 2014, seconda domenica di Pasqua, festa della divina misericordia, Papa Francesco, entrato da poco più di un mese nel secondo anno del suo pontificato, iscrive nell’albo dei santi il papa di Sotto il Monte che ha convocato il Concilio, l’evento più importante della storia della chiesa cattolica del ‘900, e il papa polacco che ha traghettato la chiesa nel 2000, indiscusso protagonista storico del xx secolo. E a concelebrare con Francesco c’è il suo predecessore Benedetto XVI, oggi Papa emerito, che con la sua rinuncia dell’11 febbraio 2013, ha aperto una nuova primavera della Chiesa. Quattro papi, riuniti quindi oggi idealmente, quattro pontefici diversi per origini, biografia e personalità, ma tutti capaci di leggere i segni dei tempi e di ascoltare lo Spirito, testimoniando la fede in Cristo e l’amore per la Chiesa. 
(Fabio Colagrande)

mercoledì 23 aprile 2014

Gioia vera, profonda...

- Perché cerchi tra i morti Colui che è VIVO tu che aspiri alla bellezza, alla perfezione spirituale, alla giustizia, alla pace?
Abbiamo bisogno di sentirci ripetere e di ricordarci a vicenda l’ammonimento dell’angelo! Questo ammonimento, ci aiuta ad uscire dai nostri spazi di tristezza e ci apre agli orizzonti della gioia e della speranza. Quella speranza che rimuove le pietre dai sepolcri e incoraggia ad annunciare la Buona Novella, capace di generare vita nuova per gli altri. 






sabato 19 aprile 2014

Per te, per me.

A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. (Da un'antica «Omelia sul Sabato santo»)