lunedì 31 dicembre 2012

Buon viaggio della vita a tutti!

Da Zenit: UN SEGNO DI SPERANZA SUL TRENO DELLA VITA

Grazie a Daniele ed Elvira Taormina per questa preghiera di fine anno di Don Tonino Bello:
Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei. È perché, purtroppo, molti passi, li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà... faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te. Forse mai, come in questo crepuscolo dell'anno, sentiamo nostre le parole di Pietro: "Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla". Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente. Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di te, non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto. Ma ci sono altri motivi, Signore, che, al termine dell'anno, esigono il nostro rendimento di grazie. Ti ringraziamo, Signore, perché ci conservi nel tuo amore. Perché continui ad avere fiducia in noi. Grazie, perché non solo ci sopporti, ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi. Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi. Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini. Anzi, ci metti nell'anima un cosi vivo desiderio di ricupero, che già vediamo il nuovo anno come spazio della speranza e tempo propizio per sanare i nostri dissesti. Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza. Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza. Donaci un futuro gravido di grazia e di luce e di incontenibile amore per la vita. Aiutaci a spendere per te tutto quello che abbiamo e che siamo. E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore. Fino alle lacrime.

Fino a quando, Signore?

Strage di cristiani in Nigeria. Mons. Kaigama: non abbiamo paura, la fede vince l’odio...>

domenica 30 dicembre 2012

Auguri FAMIGLIA: sii quello che devi essere!

Il Papa all'Angelus: la famiglia resti una solida speranza per tutta l'umanità...>



Noi abbiamo festeggiato la nostra insieme alla S.Famiglia cominciando con l' Eucaristia ed il rinnovo delle promesse matrimoniali, poi lodi, pranzo, dolci e fragolino.



Sta bene il neonato abbandonato nel water di un fastfood di Roma...>


Nuovo stupro di gruppo in India, morta un'altra donna...>


Siria. L'opposizione denuncia nuove stragi, molti bambini tra le vittime...>

La famiglia cristiana è la speranza di oggi.

Diretta TV

ZENIT - Il futuro dell'umanità nelle mani della famiglia cristiana


sabato 29 dicembre 2012

Dall'ora media

SALMO 118, 169-176
Giunga il mio grido fino a te, Signore, *
fammi comprendere secondo la tua parola.
Venga al tuo volto la mia supplica, *
salvami secondo la tua promessa.

Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, *
poiché mi insegni i tuoi voleri.
La mia lingua canti le tue parole, *
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

Mi venga in aiuto la tua mano, *
poiché ho scelto i tuoi precetti.
Desidero la tua salvezza, Signore, *
e la tua legge è tutta la mia gioia.


Possa io vivere e darti lode, *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; †
cerca il tuo servo, *
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.


Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.



Alleluia
Alleluia
For the Lord God Almighty reigns

Alleluia
Alleluia
For the Lord God Almighty reigns

Alleluia
Holy
Holy are You Lord God Almighty
Worthy is the Lamb
Worthy is the Lamb

You are holy
Holy are You Lord God Almighty
Worthy is the Lamb
Worthy is the Lamb

Alleluia
Alleluia
For the Lord God Almighty reigns

Alleluia
Alleluia
For the Lord God Almighty reigns

Alleluia
Holy
Holy are You Lord God Almighty
Worthy is the Lamb
Worthy is the Lamb

You are holy
Holy are You Lord God Almighty
Worthy is the Lamb
Worthy is the Lamb

You are holy
Holy are You Lord God Almighty
Worthy is the Lamb
Worthy is the Lamb

You are holy
Holy are You Lord God Almighty
Worthy is the Lamb
Worthy is the Lamb

You are holy
Holy are You Lord God Almighty

(MICHAEL W. SMITH - AGNUS DEI)


venerdì 28 dicembre 2012

Per noi tutti che soffriamo


Preghiera a Cristo:
Abbiamo bisogno di te Signore
di te solo, e di nessun altro.
Tu solamente, che ci ami, puoi sentire
per noi tutti che soffriamo, la pietà che ciascuno di noi
sente per se stesso.
Tu solo puoi sentire quanto è grande,
immisurabilmente grande, il bisogno che c'è di te
in questo mondo, in questa ora del mondo.
Nessun altro, nessuno dei tanti che vivono
nessuno di quelli che dormono nella mota della gloria,
può dare, a noi bisognosi, riversi nell'atroce penuria,
nella miseria più tremenda di tutte, quella dell'anima
il bene che salva.

Tutti hanno bisogno di te, anche quelli che non lo sanno
e quelli che non lo sanno assai più di quelli che lo sanno. 

L'affamato s'immagina di cercare il pane e
ha fame di te;
l'assetato crede di voler l'acqua e
ha sete di te;
il malato s'illude di agognare la salute e
il suo male è l'assenza di te.
Chi ricerca la bellezza nel mondo cerca,
senza accorgersene, te che sei la bellezza intera e perfetta;
chi persegue nei pensieri la verità, desidera, senza volere,
te che sei l'unica verità degna d'esser saputa;
e chi s'affanna dietro la pace cerca te,
sola pace dove possono riposare i cuori più inquieti.

(G. Papini)


In difesa della famiglia cristiana


Domenica la manifestazione in difesa della famiglia cristiana a Madrid...>


Per seguirla in streaming...>

SANTI INNOCENTI Martiri

Che cosa temi, o Erode, ora che hai sentito che è nato il Re? Cristo non è venuto per detronizzarti, ma per vincere il demonio. Tu, questo non lo comprendi, perciò ti turbi e infierisci; anzi, per togliere di mezzo quel solo che cerchi, diventi crudele facendo morire tanti bambini. Le madri che piangono non ti fanno tornare sui tuoi passi, non ti commuove il lamento dei padri per l'uccisione dei loro figli, non ti arresta il gemito straziante dei bambini. La paura che ti serra il cuore ti spinge ad uccidere i bambini e, mentre cerchi di uccidere la Vita stessa, pensi di poter vivere a lungo, se riuscirai a condurre a termine ciò che brami. (Dai «Discorsi» di san Quodvultdeus, vescovo)

martedì 25 dicembre 2012

La Verità sta germogliando: AUGURI!

«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». BUON NATALE!!! (YOUCAT)

venerdì 21 dicembre 2012

Ecco viene il Signore onnipotente: sarà chiamato Emmanuele, Dio-con-noi.

Benedetto XVI al FT: «Cristiani impegnati 
senza cedere all'ideologia»...>


Nella difesa della famiglia c’è in gioco l’uomo stesso...>


Il rispetto della natura è anche non manipolare la famiglia uomo donna...>




Terra Santa: prima ordinazione diaconale nel seminario Redemptoris Mater di Galilea...>

Cantate a Lui un canto nuovo.

Dal libro del profeta Sofonìa 
Rallégrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».
 

Dal Salmo 32
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.


(Dal Vangelo di oggi)
 A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

mercoledì 19 dicembre 2012

Canterò senza fine la tua gloria, Signore.

Salmo Responsoriale (Dal Salmo 70)

Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.

Verrò a cantare le imprese del Signore Dio:
farò memoria della tua giustizia, di te solo.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.


martedì 18 dicembre 2012

A forza di silenzio il mondo è marcito.

Avete taciuto abbastanza. 
E' ora di finirla di stare zitti! 
Gridate in centomila lingue! 
Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito. 
[Santa Caterina da Siena 1347 - 1380]

Puoi essere una giovane mente brillante, puoi farti un vanto di essere ateo, anarchico, nichilista, puoi farti beffe delle vecchiette che fanno il rosario o della pietà popolare, ma non puoi impedire alla Grazia di raggiungerti... (cit.)

mercoledì 12 dicembre 2012

Comunicare: ieri e oggi.

Dalla prima benedizione via radio (Pio XI) alla prima benedizione via twitter (Benedetto XVI)

Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno.

La mia sorte, ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole. 
Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa. 

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

I lacci degli empi mi hanno avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua legge.
Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.

Sono amico di coloro che ti sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.
Del tuo amore, Signore, è piena la terra; *
insegnami il tuo volere.
(Dal Salmo 118)

Ringrazio Dio per ciò che ha operato MALGRADO me. Per GRAZIA DI DIO sono quella che sono: il nome GIOVANNA significa appunto GRAZIA DI DIO, DIO HA AVUTO MISERICORDIA.

Festa di Nostra Signora di Guadalupe

Nostra Signora di Guadalupe, Madre della Speranza, Patrona delle Americhe e Stella della Nuova Evangelizzazione. 

News.va Italiano


martedì 11 dicembre 2012

Meglio accendere una candela che maledire l'oscurità!

P. Spadaro: su Twitter il Papa si mette in gioco per incontrare l’uomo di oggi...>

  

L'uomo nella prosperità non comprende, 
è come gli animali che periscono. (Dal Salmo 48)

Per il mistero della tua venuta, accendi in noi il fuoco della carità,
realizza le nostre aspirazioni di giustizia e di pace. 
Vieni, Signore Gesù.


Premio Madre Teresa di Calcutta alle mamme d'Europa.

Dove Dio Piange: Albania

Don Tonino Bello - A coloro che non trovano pace

Cos'è il battesimo? LE DOMANDE DEI BAMBINI.

Don Tonino Bello - CON LA BOCCA DEI BAMBINI

Asia Bibi, lettera dal carcere.

Preghiera della sera a Maria



 O Vergine, si fa tardi,
tutto si addormenta sulla terra,
è l'ora del riposo: non abbandonarmi!

Metti la tua mano sui miei occhi,
come una buona Madre.
Chiudili dolcemente alle cose di quaggiù.

L'anima mia è stanca di affanni e di tristezze.
La fatica che mi attende è qui, a me vicina.
Metti la tua mano sulla mia fronte,
arresta il mio pensiero.

Dolce sarà il mio riposo,
se benedetto da Te.
Perché domani, il tuo povero figlio
si desti più forte
e riprenda allegramente
il peso del nuovo giorno.

Metti la tua mano sul mio cuore.
Lui solo vegli sempre
e ridica al suo Dio
un amore eterno.
Amen.

lunedì 10 dicembre 2012

Vieni, Signore, non tardare.

Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia, *
la tua fedeltà e la tua grazia 
mi proteggano sempre, 

poiché mi circondano mali senza numero, †

le mie colpe mi opprimono *
e non posso più vedere.

Sono più dei capelli del mio capo, *
il mio cuore viene meno.

Dégnati, Signore, di liberarmi; *
accorri, Signore, in mio aiuto.

Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano, †
dicano sempre: «Il Signore è grande» *
quelli che bramano la tua salvezza. (Dal Salmo 39)

Madonna di Loreto

venerdì 7 dicembre 2012

Ave, o stella del mare

Mòstrati Madre per tutti,
offri la nostra preghiera,
Cristo l'accolga benigno,
lui che si è fatto tuo Figlio.

Dall'Inno dei PRIMI VESPRI

Solo Dio basta.

Come la cerva anela
ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anela 
a te, o Dio.

L'anima mia ha sete di Dio, 
del Dio vivente:
quando verrò e vedrò
il volto di Dio?

Le lacrime sono il mio pane 
giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: 
“Dov'è il tuo Dio?”.

Questo io ricordo
e l'anima mia si strugge:
avanzavo tra la folla,
la precedevo fino alla casa di Dio, 
fra canti di gioia e di lode
di una moltitudine in festa.

Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, 
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

In me si rattrista l'anima mia;
perciò di te mi ricordo
dalla terra del Giordano e dell'Ermon, 
dal monte Misar.

Un abisso chiama l'abisso 
al fragore delle tue cascate; 
tutti i tuoi flutti e le tue onde 
sopra di me sono passati.

Di giorno il Signore mi dona il suo amore 
e di notte il suo canto è con me,
preghiera al Dio della mia vita.

Dirò a Dio: “Mia roccia! 
Perché mi hai dimenticato? 
Perché triste me ne vado, 
oppresso dal nemico?”

Mi insultano i miei avversari 
quando rompono le mie ossa,
mentre mi dicono sempre:
“Dov'è il tuo Dio?”.

Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, 
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Dal Salmo 41 (42)  Desiderio del Signore e del suo tempio


Il salmista è un deportato sottoposto alle angherie dei suoi carcerieri.
Egli inizia il suo canto di lode con un vivissimo desiderio di Dio. Egli gli domanda quando verrà a lui, così da vedere il suo volto; cosa che avverrà nel cielo.
I vincitori continuamente lo provocano dicendogli: “Dov’è il tuo Dio?”. Intendendo con ciò che il suo Dio è fuggito di fronte agli dei di Babilonia, e addirittura che non è esistente. I vincitori vogliono che lasci la sua fede e accolga gli idoli, che si vedono e si toccano. Ma il deportato, in camino verso il suo luogo di schiavitù, non rinuncia alla sua fede e pensa a quando era gioioso nella casa di Dio. Ricordi dolorosi ora, ma non vi rinuncia.
Egli si esorta a non cedere alla tristezza: “Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?”.
Egli è ormai fuori dalla grande vallata del Giordano; è ai piedi dell’Ermon e del monte Mizar, che sarebbe il monte Zaorah, vicino alle sorgenti del Giordano.
E’ la stagione delle piogge e dello scioglimento delle nevi. Vasti e profondi catini d’acqua al fondo di precipizi (un abisso) accolgono fragorose cascate. Questo rumore sembra un incessante richiamo ad altre e altre acque, quelle dell’abisso (il mare Mediterraneo) che giungono per via delle piogge e delle nevi. Uno spettacolo così grandioso il salmista lo utilizza come paragone dell’assommarsi delle sventure su di lui. La descrizione non ha il “come”, poiché ha già in sé la prospettiva di presentare il cumulo delle sventure sul povero deportato: “Tutti i tuoi flutti e le tue onde sopra di me sono passati ”.
Il cammino è lungo e aspro, ma il Signore lo sostiene: “Di giorno il Signore mi dona il suo amore”. Lui, poi, durane la notte passa ore in preghiera.
L’insulto, la provocazione, la tentazione, è continua, martellante: “Dov’è il tuo Dio?”, visto che sei nelle nostre mani e non puoi fuggire? Ma il deportato lotta, reagisce e dice alla sua anima: “Perché ti rattristi”; e si vincola alla speranza: “Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio”. Salvezza del volto, nel senso di salvezza da un volto disperato, sgomento, senza più dignità.







giovedì 29 novembre 2012

Se saremo agnelli vinceremo, se lupi saremo vinti.


Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi, saremo sconfitti, perché saremo privi dell'aiuto del pastore. Egli non pasce lupi, ma agnelli. Per questo se ne andrà e ti lascerà solo, perché gli impedisci di manifestare la sua potenza.
È come se Cristo avesse detto: Non turbatevi per il fatto che, mandandovi tra i lupi, io vi ordino di essere come agnelli e colombe. Avrei potuto dirvi il contrario e risparmiarvi ogni sofferenza, impedirvi di essere esposti come agnelli ai lupi e rendervi più forti dei leoni. Ma è necessario che avvenga così, poiché questo vi rende più gloriosi e manifesta la mia potenza. La stessa cosa diceva a Paolo: «Ti basta la mia grazia, perché la mia potenza si manifesti pienamente nella debolezza» (2 Cor 12,9). Sono io dunque che vi ho voluto così miti.
Per questo quando dice: «Vi mando come agnelli» (Lc 10,3), vuol far capire che non devono abbattersi, perché sa bene che con la loro mansuetudine saranno invincibili per tutti.
E volendo poi che i suoi discepoli agiscano spontaneamente, per non sembrare che tutto derivi dalla grazia e non credere di esser premiati senza alcun motivo, aggiunge: «Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe» (Mt 10,16). Ma cosa può fare la nostra prudenza, ci potrebbero obiettare, in mezzo a tanti pericoli? Come potremo essere prudenti, quando siamo sbattuti da tante tempeste? Cosa potrà fare un agnello con la prudenza quando viene circondato da lupi feroci? Per quanto grande sia la semplicità di una colomba, a che le gioverà quando sarà aggredita dagli avvoltoi? Certo, a quegli animali non serve, ma a voi gioverà moltissimo.
E vediamo che genere di prudenza richieda: quella «del serpente». Come il serpente abbandona tutto, anche il corpo, e non si oppone pur di risparmiare il capo, così anche tu, pur di salvare la fede, abbandona tutto, i beni, il corpo e la stessa vita.
La fede è come il capo e la radice. Conservando questa, anche se perderai tutto, riconquisterai ogni cosa con maggiore abbondanza. Ecco perché non ordina di essere solamente semplici o solamente prudenti, ma unisce queste due qualità, in modo che diventino virtù. Esige la prudenza del serpente, perché tu non riceva delle ferite mortali, e la semplicità della colomba, perché non ti vendichi di chi ti ingiuria e non allontani con la vendetta coloro che ti tendono insidie. A nulla giova la prudenza senza la semplicità.
Nessuno pensi che questi comandamenti non si possano praticare. Cristo conosce meglio di ogni altro la natura delle cose. Sa bene che la violenza non si arrende alla violenza, ma alla mansuetudine.
Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo...>


mercoledì 28 novembre 2012

Annunciatori di Cristo e non di noi stessi

Il Papa all'udienza generale: Dio non è lontano, è amore concreto e si prende cura di noi...>
Paolo - sottolinea il Papa - non parla di una sua filosofia, non inventa sue idee, ma "parla del Dio che è entrato nella sua vita", del Cristo crocifisso e risorto. Non vuole creare un gruppo di ammiratori ma annuncia Cristo e vuole guadagnare persone per Lui non per se stesso. Parlare di Dio vuol dire quindi "espropriare il proprio io offrendolo a Cristo, nella consapevolezza che non siamo noi a poter guadagnare gli altri a Dio, ma dobbiamo attenderli da Dio stesso, invocarli da Lui. Il parlare di Dio nasce quindi sempre dall’ascolto”. 

domenica 25 novembre 2012

Vergine Maria, aiutaci!

 “La Vergine ci aiuti tutti a vivere il tempo presente in attesa del ritorno del Signore, chiedendo con forza a Dio: «Venga il tuo Regno», e compiendo quelle opere di luce che ci avvicinano sempre più al Cielo, consapevoli che, nelle tormentate vicende della storia, Dio continua a costruire il suo Regno di amore”. BENEDETTO XVI


venerdì 23 novembre 2012

Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce. (Gesù)

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL'UNIVERSO

Anno B - Solennità  


Gesù Cristo è il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della ter­ra si batteranno il petto. Sì, Amen!
Dice il Signore Dio: Io sono l'Alfa e l'Omèga, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!

mercoledì 21 novembre 2012

Il Papa all'udienza generale: la fede è ragionevole.

“La fede – ha rilevato - permette un sapere autentico su Dio che coinvolge tutta la persona umana: è un “sàpere”, un conoscere che dona sapore alla vita, un gusto nuovo d’esistere, un modo gioioso di stare al mondo. La fede si esprime nel dono di sé per gli altri, nella fraternità che rende solidali, capaci di amare, vincendo la solitudine che rende tristi. Questa conoscenza di Dio attraverso la fede non è perciò solo intellettuale, ma vitale. E’ la conoscenza di Dio-Amore, grazie al suo stesso amore. L’amore di Dio poi fa vedere, apre gli occhi, permette di conoscere tutta la realtà, oltre le prospettive anguste dell’individualismo e del soggettivismo che disorientano le coscienze. La conoscenza di Dio è perciò esperienza di fede e implica, nel contempo, un cammino intellettuale e morale: toccati nel profondo dalla presenza dello Spirito di Gesù in noi, superiamo gli orizzonti dei nostri egoismi e ci apriamo ai veri valori dell’esistenza”. 
...
Benedetto XVI ha esortato a confidare “che il nostro impegno nell’ evangelizzazione aiuti a ridare nuova centralità al Vangelo nella vita di tanti uomini e donne del nostro tempo. E preghiamo perché tutti ritrovino in Cristo il senso dell’esistenza e il fondamento della vera libertà: senza Dio, infatti, l’uomo smarrisce se stesso. Le testimonianze di quanti ci hanno preceduto e hanno dedicato la loro vita al Vangelo lo confermano per sempre. E’ ragionevole credere, è in gioco la nostra esistenza. Vale la pena di spendersi per Cristo, Lui solo appaga i desideri di verità e di bene radicati nell’anima di ogni uomo: ora, nel tempo che passa, e nel giorno senza fine dell’Eternità beata”.

La fede è ragionevole, il mistero di Dio non è irrazionale ma sovrabbondanza di verità

lunedì 19 novembre 2012

Benedetto XVI: Pace, mai più terrorismo e guerra.

Il Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini ricorda come la striscia di Gaza da molti anni viva «sotto il peso di un embargo assurdo, che rende inumana l’esistenza quotidiana di un milione e mezzo di persone, fomentando sentimenti di ostilità permanente nei confronti di Israele».: “L’Onu riconosca la Palestina come osservatore permanente”


"Una situazione che preoccupa la diplomazia internazionale, impegnata febbrilmente nella ricerca di una soluzione all’intricata vicenda". Raid israeliani a Gaza
Tutti vogliamo la PACE, ma nessuno smette di prendersela con qualcuno.






Apokálypsis in greco significa semplicemente “rivelazione”

 E’ stolto affannarsi a voler scrutare quando sarà la fine del mondo, quando per ciascuno di noi la fine del mondo può essere stasera, o domani, perché la morte per ciascun individuo è la fine di questo mondo. Quindi, c’è un richiamo fortissimo che, purtroppo, lo sappiamo bene, non ci entra facilmente nelle orecchie, a noi uomini, ed è il richiamo che Gesù fa quando dice: “Vigilate”. Se avessimo davanti un’ora precisa, alla quale ognuno di noi sapesse di dover morire, inizierebbe un conteggio alla rovescia che sarebbe il parossismo dell’angoscia. Quindi, ha fatto bene Dio a tener nascosta sia l’ora della nostra fine, sia quella della fine del mondo.

P. Cantalamessa: la "fine del mondo" non è paura di false profezie, ma speranza in Cristo...>

domenica 18 novembre 2012

La Parola di Dio non muta

''Nel passato, in Occidente, in una società ritenuta cristiana, la fede era l’ambiente in cui si muoveva; il riferimento e l’adesione a Dio erano, per la maggioranza della gente, parte della vita quotidiana. Piuttosto era colui che non credeva a dover giustificare la propria incredulità. Nel nostro mondo, la situazione è cambiata e sempre di più il credente deve essere capace di dare ragione della sua fede'' 
(Benedetto XVI - Udienza generale 14 novembre 2012).

Franco Cardini è da ascoltare!

Oggi a raiuno ha detto che Teresa D'Avila è stato l'uomo che lui vorrebbe essere: è troppo forte!

giovedì 15 novembre 2012

Teologia del corpo



La divisione è scandalo

Ecumenismo e nuova evangelizzazione richiedono entrambi il dinamismo della conversione, inteso come sincera volontà di seguire Cristo. (Benedetto XVI)

La verità è principio della tua parola, 
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia. (Dal SALMO 118)

La Buona Notizia di oggi

Dal vangelo secondo Luca (17, 20-25)

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
 


  Dal discorso “Sulla consolazione della morte”
di san Giovanni Crisostomo, vescovo


Cristo è testimone della risurrezione futura,
e con lui gli apostoli, i martiri,
e la madre dei Maccabei

Chiediti soltanto questo, se Cristo abbia promesso la risurrezione e quando da tante testimonianze avrai appreso l’esistenza di questa promessa, allora, sicuro per la garanzia dello stesso Cristo Signore e confermato nella tua fede, smetti di temere la morte. Solo chi non crede teme ancora: costui commette un peccato imperdonabile, poiché con la sua incredulità osa affermare o che Dio è privo di potere o che è menzognero. Non così pensavano i santi apostoli e gli stessi martiri. Gli apostoli, proprio per predicare la risurrezione predicavano il Cristo risorto e in lui annunciavano la risurrezione dei morti, non ricusando di sopportare per questo né morte, né torture, né la stessa morte di croce. Ora se «ogni cosa è risolta sulla bocca di due o tre testimoni» (Mt 18,16), come può essere ancora messa in dubbio la risurrezione dei morti, per la quale esistono così numerosi e grandi testimoni che la proclamano con il loro sangue? E che cosa ne hanno detto i martiri? Furono sicuri della risurrezione oppure no?
Se non ne avessero avuto la certezza, non avrebbero accolto come il massimo guadagno una morte così carica di torture e sofferenze: non guardavano ai supplizi del momento presente, ma al premio che ne sarebbe seguito. Sapevano infatti che «le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne» (2Cor 4,18).
Ascoltate ancora, fratelli, questo esempio di virtù. La madre esortava i suoi sette figli e non piangeva, anzi si rallegrava; vedeva che ai suoi figli venivano strappate le unghie, che erano colpiti di spada, arrostiti sulla graticola e non versava lacrime, non urlava, ma piena di sollecitudine li esortava a sopportare tutto pazientemente. Quella madre non era certo crudele, ma fedele; amava i figli, non con mollezza, ma con forza. Esortava i figli al sacrificio e come gioì quando ella stessa dovette affrontarlo! Era infatti sicura della risurrezione sua e della loro.
Che cosa aggiungere di tanti uomini, donne, ragazzi e fanciulle? Quasi come giocassero con una simile morte, passavano con estrema rapidità nelle schiere celesti.
Avrebbero potuto certo continuare a vivere se l’avessero voluto, poiché stava a loro decidere se vivere rinnegando Cristo, o morire confessandolo: ma hanno preferito disprezzare questa vita mortale per assurgere alla vita eterna, essere esclusi dalla terra per divenire cittadini del cielo.
C’è ancora posto per qualche dubbio, fratelli? Su cosa potrà mai basarsi ancora la paura della morte? Se siamo figli di martiri, se vogliamo mostrarci loro compagni, non lasciamoci rattristare dalla morte, non piangiamo i nostri cari che ci hanno preceduto presso il Signore; altrimenti saranno gli stessi martiri a beffarsi di noi dicendo: Oh, come avete fede! come desiderate il regno di Dio! Piangete con tanto dolore i vostri cari che muoiono delicatamente sui loro letti di piume; se li aveste veduti torturati e uccisi dai pagani per il nome del Signore, che cosa avreste fatto?

Responsorio                             (Is 25,8; 1Cor 15,24.26)
R.  Dio eliminerà la morte per sempre. *Il Signore asciugherà le lacrime su ogni volto.
V.  Cristo ridurrà al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza; l’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte.
R.  Il Signore asciugherà le lacrime su ogni volto.

mercoledì 14 novembre 2012

Dal SALMO 93

Dio che fai giustizia, o Signore, *
Dio che fai giustizia: mostrati! 
Alzati, giudice della terra, *
rendi la ricompensa ai superbi. 

Fino a quando gli empi, Signore, *
fino a quando gli empi trionferanno? 
Sparleranno, diranno insolenze, *
si vanteranno tutti i malfattori? 

Calpestano il tuo popolo, *
opprimono la tua eredità, Signore.
Uccidono la vedova e il forestiero, *
danno la morte agli orfani. 

Dicono: «Il Signore non vede, *
il Dio di Giacobbe non se ne cura». 

Comprendete, insensati tra il popolo, *
stolti, quando diventerete saggi? 
Chi ha formato l'orecchio, forse non sente? *
Chi ha plasmato l'occhio, forse non guarda? 

Chi regge i popoli forse non castiga, *
lui che insegna all'uomo il sapere? 
Il Signore conosce i pensieri dell'uomo: *
non sono che un soffio.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

IV SETTIMANA DEL SALTERIO DEL T. O. - MERCOLEDÌ

martedì 13 novembre 2012

Pietà di me, o Dio.

IL DIGIUNO CHE PIACE AL SIGNORE
* Digiuna dal giudicare gli altri:
scopri Cristo che vive nel fratello.
* Digiuna dall'amarezza del risentimento:
riempiti di generosità nel perdono.
* Digiuna dal dire parole che feriscono:
riempiti di frasi che risanano ed edificano.
* Digiuna dal dare importanza a te stesso:
riempiti di attenzione per gli altri.
* Digiuna dal pensare alle cose grandi:
riempiti di attenzione per quelle piccole.
* Digiuna dalle parole vuote e inutili:
riempiti della Parola di verità.
* Digiuna dalla tristezza:
riempi il tuo volto di gioia.
* Digiuna dallo scoraggiamento:
riempiti di entusiasmo nella fede.
* Digiuna dalle paure:
riempi la tua vita della presenza di Dio.
* Digiuna dal pessimismo:
riempiti di speranza cristiana.
* Digiuna dall'essere pretenzioso:
riempiti di gratitudine per il molto che hai.
* Digiuna dalle reazioni emotive:
riempiti di pazienza, tolleranza e autocontrollo.
* Digiuna dalle preoccupazioni inutili:
riempiti di fiducia in Dio.
* Digiuna dal lamentarti:
riempiti di stima per quella meraviglia che è la vita.
* Digiuna dalle pressioni e insistenze: riempiti di una preghiera incessante.
* Digiuna dall'ansia per le tue cure: riempiti del gusto dell’essenziale.
* Digiuna dal catastrofismo:
riempiti dello sguardo di Dio salvatore.
* Digiuna dalle tue voglie smodate:
riempiti del gusto della volontà di Dio.
* Digiuna dal pensiero di essere un arrivato: riempiti del senso del tuo limite e del provvisorio. 
* Digiuna da tutto ciò che ti allontana da Gesù: riempiti di tutto ciò che a lui ti avvicina.

domenica 11 novembre 2012

Ritiro a Licata

Siamo afflitti, ma sempre lieti;
poveri, facciamo ricchi molti;
gente senza nulla, possediamo tutto:
il Signore del cielo e della terra. 
(Antifona al Benedictus delle Lodi di oggi)