domenica 31 luglio 2011

Un libro di Valter Binaghi e Giulio Mozzi

Ci sono almeno 10 buoni motivi per continuare ancora 

a essere cattolici...>        

**A scanso di equivoci è bene chiarire che Mozzi e Binaghi non hanno voluto scrivere un saggio di apologia del cattolicesimo, semplicemente rammentare i fondamenti di una religione “oggi in Italia quasi sconosciuta”, chiarire ai male informati che “il cristiano cattolico non è una persona che ha dei problemi con i preservativi, ma una persona che aspetta con viva speranza la fine del mondo”. La cosa è forse ancora meno rassicurante per i loro lettori progressisti in perenne lotta contro le “ingerenze” del Vaticano e le superstizioni medioevali. Se ne facciano una ragione; i veri ribelli sono proprio i cattolici che esprimono “la più radicale diversità sperimentabile”.

Il perdono di Assisi 1-2 Agosto


COME OTTENERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI (per sé o per i defunti)

venerdì 29 luglio 2011

Santa Marta

"La forza di un nome di uomo" di Davide Rondoni
Cosa è essere la 40 esima o 41 esima vittima di una guerra lontana, in terra Afghana? Essere un nome che quasi nessuno ricorda se non chi lo ha sempre pronunciato e fissato in qualche luce del centro e del sud d'Italia. Essere la 40esima o 41esima vittima per una mina, un attacco, un cavolo di sbaglio o di fatalità in una guerra che non tocca le nostre case, di cui parlano giusto i politici tra loro (e quelli che hanno i nomi di questi uomini 40esimi, 41esimi cuciti nel sangue e nel sorriso e nel pianto) - essere qualcosa di secondario, di strano in questa cronaca che va dal possibile fallimento dello stato americano alle bustarelle possibili del Pd. Qualcosa che però ha la forza di un nome inciso nella morte e nella guerra. Una forza che nessuna polemicuzza politica, nessuna caduta o resurrezione di governo ha. La forza di un nome d'uomo inciso nella morte e nella guerra. Una piastra di sole nella terribile perpetua micidiale guerra umana. Si chiamava David, 28 anni, di Ostia nuova. 41esima vittima. Sua madre ha accarezzato a lungo la bara, prima di lasciarla andare. Come una madre antica e futura. Non è cronaca. E' l'eterno e il tempo che si uniscono e gridano insieme. E insieme possono anche cantare, anche in mezzo alla guerra. 

Laddove un cuore può rispondere come Marta: «Sì, io credo», Cristo è presente. Pur invisibile, sta lì, persino davanti a un letto di morte o a una tomba. Sia benedetto il suo nome! Nessuno può toglierci questa sicurezza. Per il suo Spirito, siamo tanto certi che egli è presente, quanto se lo vedessimo. (John Henry Newman)

Un sorso al calice

mercoledì 27 luglio 2011

Formarsi senza conformarsi alla mentalità del secolo.

La formazione dei seminaristi e dei religiosi alle nuove tecnologie
 Educare non significa istruire. Il primo significato di questa parola dovrebbe essere in realtà “capire ciò che si vive”, cioè ragionare sull’esperienza, e innanzitutto sulla propria.

lunedì 25 luglio 2011

La Rete è il luogo del dono

ZENIT - Spiritualità ed elementi per una teologia della comunicazione in Rete

Semplicistiche etichette non compiono un buon servizio alla Verità.

Oslo, una fede senza Dio...> Il fanatismo è proprio di chi pensa di possedere la Verità, e non di averla incontrata in una carne.


Certamente cattolico non è...> Anche se per tanti il gioco è fatto: è la fede che genera questi mostri, e fede viene così associata a «fondamentalismo», e in questo modo possiamo stare tranquilli.
Affidiamoci pure alla ragione, e questi orrori scompariranno dal mondo. Ho già citato il bellissimo (e purtroppo profetico) libro di Benson Il Padrone del mondo: sembra il trionfo dell’Umanitarismo che, nell’illusione di un’era di pace e benessere, da un lato rende gli uomini schiavi di una ideologia totalitaria e violenta, dall’altro non può che cercare di togliere di mezzo la Chiesa, unico baluardo di autentica civiltà, e questo perché conosce il cuore dell’uomo, non si illude di una sua ipotetica e mitica bontà originaria che sarebbe cancellata dalla esperienza religiosa...

sabato 23 luglio 2011

Massone non cristiano

Chi parla di integralista cristiano non sa quel che dice...>

S. BRIGIDA di Svezia, Religiosa, Compatrona d'Europa (festa)

Con cuori confidenti a te ci rivolgiamo, S. Brigida, 
per domandare in questi tempi di oscurità 
e di miscredenza la tua intercessione...>

venerdì 22 luglio 2011

#1 killer

Dostoevskij, Lettere

Quest'uomo ingiuriava Cristo in mia presenza con i più bassi insulti, e tuttavia non è mai stato capace di mettere a confronto con Cristo se stesso e tutti i progressisti di questo mondo. Non è mai stato capace di accorgersi quanto c'era in lui stesso di meschino amor proprio, di odio, d'insofferenza, d'irritabilità, di volgarità, ma soprattutto di amor proprio. Insultando Cristo, lui non si è chiesto: ma cosa metteremo al suo posto? Non possiamo mica metterci noi stessi, che siamo così spregevoli.

Fëdor Michajlovic Dostoevskij, Lettere

Diffondi le "Dieci righe" tra i tuoi amici!

Giornata Nazionale della Colletta Alimentare 2011, pubblichiamo le "Dieci Righe" | Fondazione Banco Alimentare

In missione nel profondissimo Est

http://www.avvenire.it/Chiesa/GERMANIA_201107200713380030000.htm

 di Marina Corradi
Fuori il sole è ancora alto, ma le strade alle otto sono già semideserte. Theater Strasse 29, un vecchio palazzo appena ristrutturato che sa ancora di calce fresca. Delle famiglie neocatecumenali a Chemnitz ciò che più ti colpisce, quando le vedi insieme come questa sera, sono i figli: sei coppie, ciascuna con nove o dodici o anche quattordici ragazzi. In tutto sono una settantina, adolescenti o da poco sposati. E guardi le loro facce, i loro occhi lucenti, e pensi: che meraviglia, e che ricchezza abbiamo perso noi, europei del figlio unico (mentre da una stanza accanto arriva perentorio lo strillo di uno dei primi nipoti). 

Commuove, la piccola folla di ragazzi cristiani stasera a Chemnitz, ex Karl-Marx-Stadt. Perché in quest’angolo di ex Ddr la civiltà nacque, nell’anno 1136, da un pugno di monaci benedettini, che fondarono un’abbazia; e si erano portati dietro delle famiglie cristiane che vivevano attorno al convento e disboscavano le foreste, per farne terra da coltivare; e anche quelle famiglie avevano dieci figli ciascuna. Che la storia possa ricominciare, quando sembra finita? Te lo domandi in questa città silenziosa e spenta, dove un abitante su quattro è vecchio, e spesso solo, e soli sono i figli unici di famiglie disfatte. La gente di qui si volta, se una famiglia neocatecumenale esce con anche solo una metà dei suoi figli. E se un compagno di scuola capita a casa a pranzo, incredulo fotografa con il cellulare la lunga tavolata. 

La missio ad gentes di Chemnitz, composta di due comunità, ciascuna accompagnata da un sacerdote, è formata da due famiglie italiane, due spagnole, una tedesca e una austriaca. I padri, in patria, avevano un lavoro sicuro. Negli anni ’80 partirono per la prima missione. Li mandò il fondatore del Cammino neocatecumenale Kiko Arguello, accogliendo un desiderio di Giovanni Paolo II: cristiani che riportassero il Vangelo nelle periferie delle metropoli occidentali. Andrea Rebeggiani, professore di latino e greco, lasciò con la moglie e i primi cinque figli la sua casa a Spinaceto, periferia sud di Roma, e approdò nel marzo 1987 in una Hannover sommersa da una tempesta di neve. Anche Benito Herrero, ricco avvocato catalano, abbandonò tutto e venne qui, a studiare tedesco alle scuole serali assieme ai profughi curdi. 

E già era una straordinaria avventura. Ma nel 2004 il Cammino neocatecumenale immaginò un altro passo: famiglie accompagnate da un sacerdote si sarebbero trasferite nelle città più secolarizzate, semplicemente per stare tra la gente ed essere il segno di un’altra vita possibile. Una struttura, in sostanza, benedettina. Il vescovo di Dresda, Reinelt, invitò i neocatecumenali a Chemnitz, della ex Ddr forse la frontiera più dura. E di nuovo queste famiglie partirono. 

Non solo i genitori, ma anche i figli, liberamente, uno per uno. «Avevamo solo cinque o sei anni quando abbiamo lasciato il nostro paese – spiega oggi Matteo, figlio di Andrea – ora siamo grandi, questa volta è la nostra missione». Difficile la vita a Chemnitz, in questa provincia povera che sa ancora di Ddr, per dei ragazzi cresciuti all’Ovest. Qualcuno soffre, se ne va. Poi, quasi sempre, ritorna. Dura la vita dei padri, di nuovo in cerca di lavoro a cinquant’anni. Se lo stipendio non basta, si vive degli assegni familiari del welfare tedesco e dell’aiuto delle comunità neocatecumenali di provenienza. In un legame forte: in patria, per queste famiglie le comunità recitano costantemente il rosario; in estate mandano qui i ragazzi, a fare la missione cittadina. (Un’esplosione di allegria per le solitarie vie di Chemnitz, da quei gruppi di adolescenti romani o spagnoli. Discussioni alla porte del cimitero: «Sapete che le ossa dei vostri morti risorgeranno, un giorno?». 

I più, della gente di Chemnitz, alzano le spalle e se ne vanno: «Soprattutto i vecchi, sembrano non tollerare di sentire parlare di Dio»). Ma la vera missione, dice l’avvocato Herrero, «è essere qui». Qui nella vita quotidiana, dietro ai banchi o al lavoro, tra gente che ti guarda e non capisce, che domanda e si stupisce; scontrosa, diffidente, impaurita (quante sette che cercano adepti, per queste strade semivuote). Essere qui: come Maria, 27 anni, maestra in un asilo dove tanti genitori sono già divisi, e testimoniare di una famiglia in cui ci si vuole bene per sempre. 

Come uno dei ragazzi spagnoli, barista d’estate in una gelateria: ha incuriosito il proprietario, che una sera è venuto a sentire la catechesi, e poi è ritornato. Piccolissimi numeri: ma non c’è smania di proselitismo in questa gente. Già lieti d’essere qui: «La missione prima di tutto educa noi e i nostri figli all’umiltà. Non siamo dei superman, ma uomini come gli altri, fragili e paurosi». Paurosi? A noi sembra che ci voglia un coraggio da leoni per mollare tutto e con una nidiata di bambini partire per un paese sconosciuto. 

Da dove viene il coraggio? «Dio – ti rispondono – chiede all’uomo ciò che ha di più caro, proprio come lo chiese ad Abramo, che offrì suo figlio Isacco. Ma se offri tutto a Dio, scopri che lui ti dona molto di più. Ed è fedele, e non ti abbandona». Che storie, fra questi cristiani che invecchiano lietamente in una corte di figli e nipoti. C’è il professore ex sessantottino che a trent’anni si sentiva finito e disilluso, e ora ha 9 figli e 7 nipoti, più 3 in arrivo. C’è l’informatico che da adolescente ha sofferto dell’abbandono del padre, e ha perso la fede; e sa cosa possono avere in testa questi ragazzi di Chemnitz, con i loro affetti divisi. Ragazzi che invidiano i suoi figli: «Che fortuna – dicono spesso – voi tornate da scuola e mangiate tutti assieme. Noi mangiamo soli, o con il gatto», in un lampo di nostalgia di una famiglia vera. ».

Ci sono segni capaci di toccare anche il cuore dei più lontani – dice Fritz Preis, da Vienna – e noi siamo qui per portarli a questa gente». Ma quale motore spinge un così sbalorditivo lasciare ogni certezza? «Io ho fatto tutto questo per gratitudine – risponde l’avvocato catalano – gratitudine per mia moglie, per i figli, per la vita, per tutto quello che Dio mi ha dato». Taci, perché un cristiano "normale", già in affanno con i suoi pochi figli nel suo paese, resta muto davanti alla fede di queste famiglie; testimoni di un Dio che chiede tutto, ma dà molto più di quanto ha ricevuto. Taci, davanti alla serenità delle quattro sorelle laiche che assistono le famiglie nelle necessità quotidiane: «Io volevo semplicemente mettermi al servizio di Dio», dice Silvia, romana, con un sorriso che trovi raramente nelle nostre città. Le vedranno, queste facce, questa singolare letizia, qui, dove non credono più in niente? Quando i neocatecumenali spiegano che sono venuti da Roma e Barcellona, per annunciare che Cristo è risorto, la gente di Chemnitz si ritrae turbata, come disturbata in sonno pesante. Talvolta rispondono: «Vorremmo crederci, ma non ne siamo capaci». 

Due generazioni senza Dio sono tante, per la memoria degli uomini. Ma quando, un giorno, alcuni dei figli del professor Rebeggiani si sono messi a cantare – per la pura gioia di farlo – dal balcone di casa l’antico canto "Non nobis Domine", i vicini si sono affacciati, e sono rimasti ad ascoltare. E una vedova ha chiesto ai ragazzi di cantare lo stesso canto al cimitero, in memoria del marito morto. Così è stato, e fra i presenti uno è si è avvicinato, alla fine: «Da tanto tempo – ha detto – non sentivo qualcosa che mi desse una speranza». Chissà, ti chiedi, se anche per quel pugno di monaci benedettini e di laici arrivati qui nel 1136 non sia cominciata così: con lo stupore di uomini che intravedevano in loro una bellezza, e ne provavano una misteriosa nostalgia.


giovedì 21 luglio 2011

Io vi purificherò

Santificherò il mio nome grande, disonorato fra le genti, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono il Signore — parola del Signore Dio — quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei precetti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. (Ezechiele 36,24-27)


Funerali oggi alle 16 Chiesa Madonna di Fatima

Carmelo Spagnarisi è salito al Padre, vi ringrazio per le preghiere con cui l'avete accompagnato: ora è più vivo di prima!

martedì 19 luglio 2011

Chi vuole preghi per quest'uomo molto provato.

Una preghiera per Carmelo: ha un'emorragia cerebrale che non si arresta. Rosario Livatino, prega per lui e la sua famiglia, per Gesù e Maria.

Per non dimenticare


NEL CUORE ..SEMPRE!!! Gli agenti di scorta del giudice Paolo Borsellino: Palermo, 19 luglio 1992- 19 luglio 211Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonio Vullo. VOGLIAMO RICORDARE I RAGAZZI DI VIA D'AMELIO CON QUESTE FOTO, IN CUI APPAIONO SORRIDENTI, ATTIMI DI VITA VISSUTA, ATTIMI SPENSIERATI DI ANGELI CHE NON VOLEVANO ESSERE EROI MA RAGAZZI COME TUTTI...RAGAZZI SIETE SEMPRE CON NOI...LE VOSTRE IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE!!!

Razionalisti non razionali

Foto della patente con scolapasta in testa per motivi religiosi...>

Qualcuno riesce pure ad acclamarle come conquiste...io sono favorevole che ognuno si scelga il vessillo che lo contraddistingua, sempre che rimanga riconoscibile...e, per me, ANCOR più riconoscibile!!!!

Servizio TG1 sulla beatificazione di Rosario Livatino

lunedì 18 luglio 2011

Certe assurdità distruggono!

Troppi quattro figli
i verdi contro Beckham...>


Il "cattivo esempio" di David Beckham

Vergogna, David Beckham e la moglie Victoria hanno apena messo al mondo il loro quarto figlio. Contribuendo così alla distruzione del pianeta....>

Un consiglio dal blog di Antonio Socci



di Alberto Reggiori “La ragazza che guardava il cielo” 
(Rizzoli, pp. 210, euro 18). E’ una storia vera. E’ un grande libro. Leggetelo questa estate.
Vi appassionerà e vi commuoverà… Vi cambierà! Vi farà vedere – in questo mondo di palloni gonfiati, celebrati dai media – dove sono e chi sono i veri eroi sconosciuti del nostro tempo...>

Sull'incontro di Dusseldorf e dintorni

...avevo trovato queste foto: Missione Norimberga...>

Studi Superiori sulla Donna

L'Istituto di Studi Superiori sulla Donna

sabato 16 luglio 2011

SUPPLICA ALLA BEATA VERGINE DEL CARMELO

O Maria, Madre e Decoro del Carmelo, in questo giorno solenne innalziamo a te la nostra preghiera e, con fiducia di figli, imploriamo la tua protezione.

Tu conosci, o Vergine Santa, le difficoltà della nostra vita; volgi sopra di esse il tuo sguardo e donaci la forza di superarle. Il titolo con il quale oggi ti celebriamo, richiama il luogo scelto da Dio per riconciliarsi con il popolo quando, pentito, volle ritornare a Lui. E’ stato dal Carmelo, infatti, che il profeta Elia innalzò la preghiera che ottenne la pioggia ristoratrice dopo una lunga siccità.

Fu un segno del perdono di Dio, che il santo Profeta annunciò con gioia quando vide levarsi dal mare la piccola nube che in breve ricoprì il cielo.

In quella nuvoletta, o Vergine Immacolata, i tuoi figli hanno visto te, che t’innalzi purissima dal mare dell’umanità peccatrice, e che ci hai dato con Cristo l’abbondanza di ogni bene. In questo giorno sii per noi ancora una volta sorgente di grazie e di benedizioni.

Salve, Regina...

Tu riconosci, o Madre, come simbolo della nostra devozione filiale, lo Scapolare che portiamo in tuo onore; per dimostrarci il tuo affetto tu lo consideri come veste tua e come segno della nostra consacrazione a te, nella particolare spiritualità del Carmelo.

Ti ringraziamo, o Maria, per questo Scapolare che ci hai dato perché ci sia di difesa contro il nemico della nostra anima. Nel momento della tentazione e del pericolo ci richiami il pensiero di te e del tuo amore.

O Madre nostra, in questo giorno che ricorda la tua continua benevolenza verso di noi, ripetiamo commossi e fiduciosi la preghiera che da secoli ti rivolge l’Ordine a te consacrato:

"Fior del Carmelo,
o vite in fiore,
splendore del cielo,
tu solamente sei Vergine e Madre.
Madre mite
e intemerata,
sii propizia ai tuoi devoti,
stella del mare".

Questo giorno che ci riunisce ai tuoi piedi, segni uno slancio nuovo di santità per tutti noi, per la Chiesa e per il Carmelo.

Vogliamo rinnovare con la tua protezione l’antico impegno dei nostri padri, perché anche noi siamo convinti che "ciascuno deve vivere nell’ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore puro e buona coscienza".

Salve, Regina...

E’ grande, o Maria, il tuo amore per i devoti dello Scapolare del Carmelo. Non contenta di aiutarli a vivere la loro vocazione cristiana in terra, ti prendi cura anche di abbreviare loro le pene del purgatorio, per affrettarne l’ingresso in paradiso.

Davvero ti dimostri pienamente madre dei tuoi figli, perché ti prendi cura di loro ogni volta che ne hanno bisogno. Mostra dunque, o Regina del purgatorio, la tua potenza di Madre di Dio e degli uomini e soccorri quelle anime che sentono la pena purificatrice della lontananza da quel Dio ormai conosciuto e amato.

Noi ti supplichiamo, o Vergine, per le anime dei nostri cari e per quanti in vita furono rivestiti del tuo Scapolare, cercando di portarlo con devozione e impegno. Ma non vogliamo dimenticare tutte le altre anime che aspettano la pienezza della visione beatifica di Dio. Per tutte ottieni che, purificate dal sangue redentore di Cristo, siano ammesse quanto prima alla felicità senza fine.

Ti preghiamo anche per noi, specialmente per gli ultimi momenti della nostra vita, quando si decide la scelta suprema del nostro destino eterno. Prendici allora per mano, o Madre nostra, quale garanzia della grazia della salvezza.

Salve, Regina...

Vorremmo domandarti tante altre grazie, o dolcissima Madre nostra! In questo giorno che i nostri padri hanno consacrato alla gratitudine per i tuoi benefici, ti chiediamo di continuare a mostrarti generosa.

Impetraci la grazia di vivere lontani dal peccato. Liberaci dai mali dello spirito e del corpo. Ottienici le grazie che ti chiediamo per noi e per i nostri cari. Tu puoi esaudire le nostre richieste, e abbiamo fiducia che le presenterai a Gesù, tuo figlio e nostro fratello.

Ed ora benedici tutti, Madre della Chiesa e decoro del Carmelo. Benedici il Papa, che in nome di Gesù guida la sua Chiesa. Benedici i vescovi, i sacerdoti e quanti il Signore chiama a seguirlo nella vita religiosa.

Benedici coloro che soffrono nell’aridità dello spirito e nelle difficoltà della vita. Illumina gli animi tristi e riscalda i cuori inariditi. Sostieni quanti portano e insegnano a portare con frutto il tuo Scapolare quale richiamo all’imitazione delle tue virtù. Benedici e libera le anime del purgatorio.

Benedici tutti i tuoi figli, o Madre nostra e nostra consolatrice. Resta con noi sempre, nel pianto e nella gioia, nella tristezza e nella speranza, ora e nel momento del nostro ingresso nell’eternità.
Questo nostro inno di ringraziamento e di lode, diventi perenne nella felicità del Cielo. Amen.

venerdì 15 luglio 2011

Bisogna che la voce di Maria domini su quella dei becchini dell'umanità....

Non abbiate paura di avere bambini. Dovreste piuttosto aver paura di non averne! Più figli avrete meglio sarà! ...>

Che strano re Davide, che tramanda anche le sue gesta ingloriose!

‎*...rallegriamoci con Davide, dicendo: «Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre» (Sal 72,26). 
Dall'opuscolo «Itinerario della mente a Dio» di san Bonaventura  

giovedì 14 luglio 2011

Santa Clelia Barbieri

Il 13 luglio grande festa a Budrie, frazione di san Giovanni in Persiceto vicino a Bologna. Si ricorda la morte di santa Clelia Barbieri, avvenuta il 13 luglio 1870, quando Clelia aveva 23 anni....>

Grazie, Costanza!


di Costanza Miriano
Ho un problema.  Cioè, a dire la verità, adesso che ci penso, ne ho svariati.               Di vario ordine e grado.

Sottomissione di ritorno...>


Il racconto del genio femminile a servizio della Chiesa

Benedetto XVI e le Sante del Medioevo...>

GRAZIE a BXVI e grazie alla Radio Vaticana!!!
Questo blog è nato dall'intento di mettere più in luce il genio femminile: un buon proposito forse troppo spesso trascurato....ma c'è chi provvede ;-)

mercoledì 13 luglio 2011

Frorilegio

Nessuno sa che cos'è la bellezza. L'idea che la gente si fa della bellezza, il concetto stesso di bellezza, mutano nel corso della storia assieme alle pretese filosofiche e al semplice sviluppo dell'uomo nel corso della sua vita personale. E questo mi spinge a pensare che, effettivamente, la bellezza è il simbolo di qualcos'altro. Ma di cosa esattamente? La bellezza è simbolo della verità. Non dico nel senso della contraddizione "verità/menzogna", ma nel senso di cammino di verità, che l'uomo sceglie.
(Andrej Tarkovskij)

Se il tuo Dio è morto, prendi il mio: Cristo vive.

Signore, io vengo a te, perché ho arato il campo in tuo nome. 
Tuo è il raccolto.
Fa’ ancora uso di me, se vi trovi la tua gloria.
(A. de Saint Exupéry)



Se ti affliggi per un rimprovero ingiusto,
ti inorgoglirai per un elogio immeritato.

(Tertulliano)



Si educa molto con quello che si dice,
ancor più con quel che si fa,
molto più con quel che si è.
(Ignazio di Antiochia ) 



I deboli non possono mai perdonare: il perdono è l'attributo dei forti.
(Gandhi)



È meglio essere cristiano senza dirlo che proclamarlo senza esserlo.
(Sant'Ignazio)




L'ideale cristiano non è stato messo alla prova e trovato manchevole: è stato giudicato difficile, e non ci si è mai provati ad applicarlo.
(Gilbert Keith Chesterton)


Come nascono le buone idee?



...e che le brutture affondino in un oceano di bellezza!!! Vincere con il bene il male ;-)

La tragedia è che sono morte.


I liberal sono contro il "femminicidio" ma giustificano il diritto all'aborto...>


Sono stufa marcia della schizofrenia di questa gente dalle mille verità a convenienza e dalla 
scarsa memoria...sempre a convenienza!!! Tagliamo le radici e stiamo seccando ...TUTTI!


Aspetto con ansia il giorno in cui l'AMORE vincerà!!!




 Non è bello vedere il ghiaccio con questo caldo? 

martedì 12 luglio 2011

Capaci d'infinito AMORE

In... visibile: VERSO DI TE

Il rifiuto dell'ospitalità

Il Vangelo del giorno. Commenti e approfondimenti: Martedì della XV settimana del Tempo Ordinario


Il Signore ci avverte del pericolo in cui noi stessi siamo.
Ci mostra la serietà del peccato e la serietà del giudizio.
Non siamo forse, nonostante tutte le nostre parole
di sgomento di fronte al male e alle sofferenze degli innocenti,
troppo inclini a banalizzare il mistero del male?
Ma guardando alle sofferenze del Figlio
vediamo tutta la serietà del peccato,
vediamo come debba essere espiato fino alla fine per poter essere superato.
Il male non può continuare a essere banalizzato
di fronte all’immagine del Signore che soffre.

Card. J. Ratzinger

lunedì 11 luglio 2011

"ma che state a di'?"

non basta andare nella città di santa Caterina per assimilarne la capacità di condottiera e infiammatrice degli animi...>


Ecco, l'empio produce ingiustizia,
concepisce malizia, partorisce menzogna. (dal salmo 7)

Maternità a rischio

Quando una donna è incinta e fuma si dice che questo può far male al bambino.

E fin qui...

Da notare però che quando una donna è incinta e si parla di aborto non si parla più di un bambino. E inoltre l'aborto è molto più dannoso per il bambino che non il fumo. (di Augusto Prinsen)


“Non anteporre nulla a Cristo”

S. BENEDETTO da Norcia, Abate, Patrono d'Europa (festa)


Il Papa: l'Europa si può ricostruire solo a partire dalle sue radici cristiane...>

sabato 9 luglio 2011

Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato...

Letture di oggi...>
Dalla meditazione di San Patrizio:
Rida dunque e mi insulti chiunque vorrà; io non tacerò e non nasconderò «i prodigi e i miracoli» (Dn 6,28) che il Signore che conosce ogni cosa mi ha mostrato, molti anni prima che succedessero. Per questo dovrei rendere senza sosta grazie a Dio, che tanto spesso ha perdonato la mia stupidità e la mia trascuratezza e non si è irritato neanche una sola volta contro di me...>

Sei fatto per amare

venerdì 1 luglio 2011

Concetti sulla musica liturgica

ZENIT - Alcuni equivoci sulla musica per la liturgia (parte I)

Se non si cerca la Verità si rimane schiavi di opinioni da imporre con violenza.

CARITAS IN VERITATE - BENEDETTO XVI

INTRODUZIONE

1. La carità nella verità, di cui Gesù Cristo s'è fatto testimone con la sua vita terrena e, soprattutto, con la sua morte e risurrezione, è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell'umanità intera. L'amore — « caritas » — è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. È una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta. Ciascuno trova il suo bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza: in tale progetto infatti egli trova la sua verità ed è aderendo a tale verità che egli diventa libero (cfr Gv 8,32). Difendere la verità, proporla con umiltà e convinzione e testimoniarla nella vita sono pertanto forme esigenti e insostituibili di carità. Questa, infatti, « si compiace della verità » (1 Cor 13,6). Tutti gli uomini avvertono l'interiore impulso ad amare in modo autentico: amore e verità non li abbandonano mai completamente, perché sono la vocazione posta da Dio nel cuore e nella mente di ogni uomo. Gesù Cristo purifica e libera dalle nostre povertà umane la ricerca dell'amore e della verità e ci svela in pienezza l'iniziativa di amore e il progetto di vita vera che Dio ha preparato per noi. In Cristo, la carità nella verità diventa il Volto della sua Persona, una vocazione per noi ad amare i nostri fratelli nella verità del suo progetto. Egli stesso, infatti, è la Verità (cfr Gv 14,6).

Sacro ♥