mercoledì 30 marzo 2011

Sant’Alfonso Maria dei Liguori



Città del Vaticano (da AsiaNews) – Nella nostra epoca, che mostra “segni di smarrimento della coscienza morale e nella quale si deve riconoscere mancanza di stima verso il sacramento della confessione” il pastore di anime e il confessore debbono avere “fedeltà alla dottrina morale cattolica” e  “un atteggiamento caritatevole, comprensivo, dolce” perchè i penitenti possano “sentirsi accompagnati, sostenuti, incoraggiati nel loro cammino di fede e di vita cristiana”.
Lo insegnava sant’Alfonso Maria dei Liguori, il “dottore della Chiesa” la figura del quale è stata illustrata da Benedetto XVI ai 20mila fedeli presenti in piazza san Pietro per l’udienza generale. Nel corso dell’incontro il Papa ha anche lanciato un appello per la riconciliazione in Costa d’Avorio, dove ha annunciato l’invio del cardinale Peter Kodwo Turkson, ghanese, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace “affinché manifesti la mia solidarietà e quella della Chiesa universale alle vittime del conflitto e incoraggi la riconciliazione e la pace”.
Tornando a sant’Alfonso, è stato un “insigne monaco moralista”, ha detto il Papa, al quale siamo “molto debitori” per la sua opera  soprattutto per la gente semplice, e che è autore delle parole e della musica di uno dei canti natalizi più amati: “Tu scendi dalle stelle”.
Del santo napoletano Benedetto XVI ha sottolineato l’attualità in campo morale e in particolare per quanto riguarda il compito del confessore. Ai suoi tempi, ha spiegato, “si era diffusa una interpretazione molto rigorista della vita morale anche a motivo della mentalità giansenista che anziché alimentare la fiducia e la speranza nella misericordia di Dio fomentava la paura e presentava un volto di Dio arcigno e severo, ben lontano da quello rivelatoci da Gesù”. Sant'Alfonso “propone una sintesi equilibrata e convincente tra le esigenze della legge di Dio e i dinamismi della coscienza e della libertà dell'uomo che nell'adesione alla verità e al bene permettono la maturazione e la realizzazione della persona. Ai pastori di anime e ai confessori, raccomandava di essere fedeli alla dottrina morale cattolica, assumendo al contempo un atteggiamento caritatevole, comprensivo, dolce perchè i penitenti potessero sentirsi accompagnati, sostenuti, incoraggiati nel loro cammino di fede e di vita cristiana”.
Alfonso nasce a Napoli nel 1696. Giovane brillante, a soli 16 anni prende la laurea in diritto civile e canonico e diviene l’avvocato più brillante del Foro di Napoli: per 8 anni vince tutte le cause. Tuttavia nel 1723 “indignato per la corruzione e l’ingiustizia dell’ambiente forense” abbandona la professione e decise di diventare sacerdote nonostante l’opposizione del padre. Ha “ottimi maestri” e nel 1726 viene ordinato sacerdote. Nella Congregazione diocesana delle missioni apostoliche ha  inizio la sua missione di evangelizzazione e catechesi tra gli strati più umili della popolazione napoletana.
“Non poche di queste persone, povere e modeste, a cui egli si rivolgeva, molto spesso erano dedite ai vizi e compivano azioni criminali. Con pazienza insegnava loro a pregare, incoraggiandole a migliorare il loro modo di vivere. Alfonso ottenne ottimi risultati: nei quartieri più miseri della città si moltiplicavano gruppi di persone che, alla sera, si riunivano nelle case private e nelle botteghe, per pregare e per meditare la Parola di Dio, sotto la guida di alcuni catechisti formati da Alfonso e da altri sacerdoti, che visitavano regolarmente questi gruppi di fedeli. Quando, per desiderio dell’arcivescovo di Napoli, queste riunioni vennero tenute nelle cappelle della città, presero il nome di ‘cappelle serotine’. Esse furono una vera e propria fonte di educazione morale, di risanamento sociale, di aiuto reciproco tra i poveri: furti, duelli, prostituzione finirono quasi per scomparire”.
  ”Anche se il contesto sociale e religioso dell’epoca di sant’Alfonso era ben diverso dal nostro, le ‘cappelle serotine’ appaiono un modello di azione missionaria a cui possiamo ispirarci anche oggi per una nuova evangelizzazione, particolarmente dei più poveri, e per costruire una convivenza umana più giusta, fraterna e solidale. Ai sacerdoti è affidato un compito di ministero spirituale, mentre laici ben formati possono essere efficaci animatori cristiani, autentico lievito evangelico in seno alla società”.  
Le “cappelle serotine”, furono “una vera e propria fonte di educazione morale, di risanamento sociale, di aiuto reciproco tra i poveri: furti, duelli, prostituzione finirono quasi per scomparire”.  
A 35 anni sant’Alfonso entrò in contatto con contadini e pastori delle regioni interne del regno, che erano povere spiritualmente e materialmente. Nel 1732 fondò la Congregazione religiosa del Santissimo Redentore. “Questi religiosi, guidati da Alfonso, furono degli autentici missionari itineranti, che raggiungevano anche i villaggi più remoti esortando alla conversione e alla perseveranza nella vita cristiana soprattutto per mezzo della preghiera. Ancor oggi i Redentoristi, sparsi in tanti Paesi del mondo, con nuove forme di apostolato, continuano questa missione di evangelizzazione. A loro penso con riconoscenza, esortandoli ad essere sempre fedeli all’esempio del loro santo fondatore”.   Nel 1762 fu nominato vescovo di sant’Agata dei Goti, che lasciò nel 1765 per malattia. “Era un santo esclamo il Pio VI alla notizia della morte, nel 1787. E non si sbagliava”. E’ stato beatificato nel 1816 e canonizzato nel 1787; nel 1817 Pio IX lo ha proclamato dottore della Chiesa e Pio XII nel 1950 lo ha voluto patrono di tutti i confessori e moralisti
Di lui, a conclusione, Benedetto XVI ha sottolineato l’insistenza “sulla necessità della preghiera” e ha ricordato il motto del santo: “chi prega si salva”, ricordano in proposito, l’esortazione di Giovanni Paolo II: “Le nostre comunità cristiane devono diventare scuole di preghiera. Occorre allora che l’educazione alla preghiera diventi un punto qualificante di ogni programmazione pastorale”

Perdere

Lo sbeffeggiamento del povero De Mattei su un video di youtube si commenta da solo con l'aggressività di chi si trastulla con le arroganti posizioni intransigenti che dimostra nei commenti al video. Quando gli intelligentoni, che pensano che non possa leggere a Radio Maria parole non sue per argomentarle dopo con un profondo invito alla riflessione, sapranno dare (e non IMPORRE) risposte a queste domande: «Dov’è la vita che abbiamo perso vivendo? Dov’è la sapienza che abbiamo perso nel sapere tante nozioni?» ???


Leggi  PERDERE su Avvenire

No al pensiero imposto

Ai severi censori e beceri predicatori di castigatissima morale da imporre agli altri, preferisco il ragionare di persone serene; agli spernacchiamenti di coloro che si definiscono razionalisti e si dimostrano buffoni, preferisco il rispetto di chi mi persuade e mi attira.


Fondamentalismo e relativismo, nemici della libertà religiosa e della pace
di Bernardo Cervellera...>



"Date retta a me, vecchio incredulo che se ne intende: il capolavoro della propaganda anti-cristiana è l’essere riusciti a creare nei cristiani, nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza, a instillargli l’imbarazzo, quando non la vergogna, per la loro storia.

A furia di insistere, dalla Riforma fino ad oggi, ce l’hanno fatta a convincervi di essere i responsabili di tutti o quasi tutti i mali del mondo. Vi hanno paralizzati nell’autocritica masochista, per neutralizzare la loro di responsabilità. Femministe, terzomondisti, esponenti di tutte le minoranze, contestatori e scontenti di ogni risma, scienziati, umanisti, filosofi, ecologisti, animalisti, moralisti laici: da tutti vi siete lasciati presentare il conto, spesso truccato, senza quasi discutere.

Non c’è problema o errore o sofferenza della storia che non vi siano addebitati. E così voi, troppo spesso ignoranti del vostro passato, avete finito per crederci, magari per dar loro man forte.

Invece io (agnostico, ma storico con la fissazione dell'oggettività) vi dico che dovete reagire, in nome della verità. Molto più spesso di quanto crediate infatti, non è vero. E se talvolta del vero c’è, è anche vero che, in un bilancio di venti secoli di Cristianesimo, le luci prevalgono prepotentemente sulle ombre. Ma poi: perché non chiedete a vostra volta il conto a chi lo presenta a voi? Sono forse stati migliori i risultati di ciò che è avvenuto dopo? Dei senza Dio? Da quali pulpiti ascoltate, contriti, certe prediche?" 
Leo Moulin, storico, ateo.

lunedì 28 marzo 2011

Il grido di Asia Bibi

"Io cristiana in carcere per la fede
salvatemi, sto morendo ogni giorno"
Parla Asia Bibi, la donna pachistana condannata a morte per blasfemia. "Mi sento soffocare, ogni minuto sembra l'ultimo. Mi sveglio la mattina pensando che forse sarà il mio ultimo giorno"


Da la Repubblica.it

domenica 27 marzo 2011

Ho sete

Ciò che conta non è fare molto, ma mettere molto amore in ciò che si fa.
(Madre Teresa di Calcutta)

sabato 19 marzo 2011

Femminicidio in India

l'allarme del presidente (donna)...>

La Santa Vergine in Giappone

Nostra Signora di Akita è l'appellativo con cui viene venerata Maria, madre di Gesù, in un'apparizione mariana. Il nome della località è quello in cui sono iniziate le apparizioni avute dalla quarantaduenne suor Agnese Katsuko Sasagawa, dell'ordine "Serve dell'Eucaristia": il 12 giugno 1973 cominciò a vedere una luce brillante provenire dal Tabernacolo della chiesa del suo convento, insieme ad angeli in adorazione.
Il 28 giugno una stimmate a forma di croce apparve sulla mano sinistra della suora. Il 6 luglio si verificò la prima di tre apparizioni mariane, accompagnate da messaggi. Tra il 4 gennaio 1975 e il 15 settembre 1981, Agnese assistette inoltre a 101 lacrimazioni, anche di sangue, di una statua della Madonna (fenomeno accertato poi scientificamente dal professor Sagisaka, della facoltà di medicina legale dell'Università di Akita).
Nel 1981 una donna coreana, la signora Chun, ottenne la guarigione immediata da un tumore al cervello in fase terminale, mentre pregava davanti alla statua. A seguito di tale miracolo la Chiesa cattolica, per voce di monsignor John Sojiro Ito, vescovo di Niigata, autorizzò il culto di "Nostra Signora di Akita".
Nel 1988 l'allora cardinale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede presso la Santa SedeJoseph Ratzinger, espresse il giudizio definitivo sulla vicenda, dichiarando che era attendibile e degna di fede.
Le apparizioni e i messaggi
La prima apparizione avvenne il 6 luglio 1973: Suor Agnese, che allora era affetta da una forma di sordità, da cui in seguito sarebbe guarita, vide, nella cappella del suo convento, una statua dellaMadonna illuminarsi e animarsi, e contemporaneamente udì una voce che diceva tra l'altro: "Figlia mia, novizia mia, tu sei stata molto coerente nella fede che hai mostrato. L'orecchio malato è per te qualcosa di molto doloroso, ma ti verrà guarito. Sii paziente. Sacrificati ed espia per i peccati del mondo. Tu sei per me una figlia indispensabile. Fai tuoi i propositi delle Serve del Santissimo Sacramento, prega per il Papa, i vescovi e i preti". Alcune consorelle, entrate nella cappella lo stesso giorno, notarono che sulla mano destra della statua di Maria era apparsa una stigmate a forma di croce, uguale a quella di suor Agnese.
La seconda apparizione si verificò il 3 agosto. Si espone una sintesi del messaggio: "...Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira, il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l'umanità. Con Mio Figlio sono intervenuta tante volte per placare l'ira del Padre. Ho impedito l'arrivo di calamità offrendogli le sofferenze del Figlio sulla Croce, il Suo prezioso sangue e le anime dilette che Lo consolano formando una schiera di anime vittime..."
Il 13 ottobre 1973 avvenne l'ultima apparizione, accompagnata da un messaggio nel quale viene spiegata la natura dell'imminente castigo divino. Questa la sintesi del messaggio: "...Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l'umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima. Il fuococadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell'umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né [sacerdote|preti]] né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti. Le sole armi che vi restano sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno la preghiera del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti. L'opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, e vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loroconfratelli...chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro...Prega molto la preghiera del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano. Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati".

giovedì 17 marzo 2011

150

Cara Italia, ti esprimo i miei più sinceri auguri di tanta serenità, prosperità e unità ♥





Le foto sono state scattate e messe gentilmente a disposizione da Toni



Testo integrale del Messaggio del Papa a Napolitano...>


PREGHIERA DI GIOVANNI PAOLO II
PER L'ITALIA...>


martedì 15 marzo 2011

Sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno. (A. Bergonzoni)





 Darsi tante arie...gonfia, ma non riempie...
Un pallone gonfiato sa ergersi su tante teste ma non per questo ragiona meglio.

Confida in Lui: compirà la sua opera.

Non so proprio come faccia Dio ad avere ancora pazienza, so solo che ne ha tanta con me e così mi attira a Lui per ricevere questa misura di AMORE infinito.

Salmo 37

La sorte del giusto e dell'empio

[1]Di Davide.

Non adirarti contro gli empi
non invidiare i malfattori.
[2]Come fieno presto appassiranno,
cadranno come erba del prato.

[3]Confida nel Signore e fà il bene;
abita la terra e vivi con fede.
[4]Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.

[5]Manifesta al Signore la tua via,

[6]farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.

[7]Stà in silenzio davanti al Signore e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo,
per l'uomo che trama insidie.
[8]Desisti dall'ira e deponi lo sdegno,
non irritarti: faresti del male,
[9]poiché i malvagi saranno sterminati,
ma chi spera nel Signore possederà la terra.

[10]Ancora un poco e l'empio scompare,
cerchi il suo posto e più non lo trovi.
[11]I miti invece possederanno la terra
e godranno di una grande pace.

[12]L'empio trama contro il giusto,
contro di lui digrigna i denti.
[13]Ma il Signore ride dell'empio,
perché vede arrivare il suo giorno.

[14]Gli empi sfoderano la spada
e tendono l'arco
per abbattere il misero e l'indigente,
per uccidere chi cammina sulla retta via.
[15]La loro spada raggiungerà il loro cuore
e i loro archi si spezzeranno.

[16]Il poco del giusto è cosa migliore
dell'abbondanza degli empi;
[17]perché le braccia degli empi saranno spezzate,
ma il Signore è il sostegno dei giusti.

[18]Conosce il Signore la vita dei buoni,
la loro eredità durerà per sempre.
[19]Non saranno confusi nel tempo della sventura
e nei giorni della fame saranno saziati.

[20]Poiché gli empi periranno,
i nemici del Signore appassiranno
come lo splendore dei prati,
tutti come fumo svaniranno.
[21]L'empio prende in prestito e non restituisce,
ma il giusto ha compassione e dà in dono.

[22]Chi è benedetto da Dio possederà la terra,
ma chi è maledetto sarà sterminato.
[23]Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo
e segue con amore il suo cammino.
[24]Se cade, non rimane a terra,
perché il Signore lo tiene per mano.

[25]Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane.
[26]Egli ha sempre compassione e dà in prestito,
per questo la sua stirpe è benedetta.

[27]Stà lontano dal male e fà il bene,
e avrai sempre una casa.
[28]Perché il Signore ama la giustizia
e non abbandona i suoi fedeli;
gli empi saranno distrutti per sempre
e la loro stirpe sarà sterminata.
[29]I giusti possederanno la terra
e la abiteranno per sempre.

[30]La bocca del giusto proclama la sapienza,
e la sua lingua esprime la giustizia;
[31]la legge del suo Dio è nel suo cuore,
i suoi passi non vacilleranno.
[32]L'empio spia il giusto
e cerca di farlo morire.
[33]Il Signore non lo abbandona alla sua mano,
nel giudizio non lo lascia condannare.

[34]Spera nel Signore e segui la sua via:
ti esalterà e tu possederai la terra
e vedrai lo sterminio degli empi.
[35]Ho visto l'empio trionfante
ergersi come cedro rigoglioso;
[36]sono passato e più non c'era,
l'ho cercato e più non si è trovato.

[37]Osserva il giusto e vedi l'uomo retto,
l'uomo di pace avrà una discendenza.
[38]Ma tutti i peccatori saranno distrutti,
la discendenza degli empi sarà sterminata.
[39]La salvezza dei giusti viene dal Signore,
nel tempo dell'angoscia è loro difesa;
[40]il Signore viene in loro aiuto e li scampa,
li libera dagli empi e dà loro salvezza,
perché in lui si sono rifugiati.

venerdì 11 marzo 2011

Dilige et quod vis fac. Ama e fa' ciò che vuoi.

Nunc autem quoniam quem tu imples, sublevas eum, quoniam tui plenus non sum, oneri mihi sum.
Tu sollevi chi riempi; io ora, non essendo pieno di te, sono un peso per me. (Confess. 10, 28, 39)

Florilegio di frasi agostiniane...>

Mimose che non appassiscono

Grazie a te!

martedì 8 marzo 2011

Perseguitati ma non abbandonati

ZENIT - Germania: condannati 35 genitori perché contrari all'educazione sessuale

Toni Spandri, l’allievo di Ratzinger

Alla mamma (donna) tedesca

Giorgio Gibertini Jolly: Oggi 8 marzo festeggio quella mamma (donna) tedesca...: "Tutta notte non ho dormito al solo pensiero di che cosa avrei fatto, piuttosto detto, oggi nel giorno dell'otto marzo (otto marcio) quando e..."

Donne

Napolitano omaggia Franca Viola

Il presidente della Repubblica cita la storia della ragazza di Alcamo come esempio di emancipazione femminile...>

Storie di donne comuni diventate strumenti del Signore

SiciliaInformazioni | 8 marzo, ricordo e confronto Storie di donne comuni diventate strumenti del Signore

Chiesa, singolare femminile...>

Il dottor Bernard Nathanson, famoso ginecologo di New York, può essere considerato tra i padri della legge che liberalizzò l’aborto negli Stati Uniti...>

Maria e la vocazione della donna

L'ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con pienezza



AUGURI A TUTTE! Auguriamoci di portare al mondo la connessione della mente al cuore!

lunedì 7 marzo 2011

Toni Spandri, l'apostolo della nuova evangelizzazione

Accompagnato in processione da tremila persone tra cui tantissimi giovani, il corpo di Antonio Spandri è stato deposto venerdì 4 marzo nel cimitero di Neuer Suedfriedhof, a Monaco, al termine di una cerimonia in cui tutti hanno avuto modo di congedarsi personalmente da lui gettando una manciata di terra sulla sua bara.
Toni è morto improvvisamente e inaspettatamente a Monaco lo scorso 28 febbraio mentre insieme alla moglie Bruna stava leggendo e commentando dei testi sull'iniziazione cristiana.
In mattinata è stato celebrato il funerale di questo apostolo della nuova evangelizzazione nel duomo stracolmo di Nostra Signora di Monaco e il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente emerito del Pontificio Consiglio "Cor Unum", aveva trasmesso il dolore del Santo Padre alla notizia della sua morte. Benedetto XVI aveva conosciuto Toni come suo studente in Germania più di quaranta anni fa e da allora era sempre rimasto in contatto con lui.
"Vi invito tutti a celebrare questa festa - ha detto Bruna dopo avere ringraziato il Cardinale Reinhard Marx per aver inviato il suo vicario generale, monsignor Peter Beer, a presiedere la messa esequiale -. Abbiamo avuto desiderio che i presbiteri fossero rivestiti di bianco, e non di viola, come segno del battesimo ma soprattutto come segno della resurrezione di Gesù Cristo".
"Caro Toni, ti ringrazio per l'amore che hai avuto per me - ha detto Kiko Argüello, iniziatore del Cammino neocatecumenale -. Ti ringrazio soprattutto perché con la tua morte mi hai concesso il dono di farmi pensare alla mia morte e questo mi ha fatto tanto bene. Spero di essere presto con te!".

Condiviso da ZENIT

Sarebbe triste liberarsi della religione di Cristo per fabbricarsene una dell’ateismo

‎"Se parliamo di Dio imitando la forza di Gesù, alcuni si convertono, altri finiscono per crocifiggerci. È il segno che abbiamo parlato bene"
Fabrice Hadjadj...>

Chiara M. ed il suo nuovo blog

La vita? è un viaggio...>
Ringrazio Tanino per la segnalazione!

mercoledì 2 marzo 2011

E' morto a Monaco Toni Spandri


E’

morto improvvisamente lunedì sera nella sua casa, a Monaco di Baviera, Toni Spandri, 67 anni, catechista itinerante del cammino neocatecumenale, lì presente con la famiglia dal 1974. Sposato con Bruna, era padre di 10 figli, di cui una oggi residente a Venezia. Membro della prima comunità di S. Maria Formosa a Venezia, laureato in legge, ha studiato teologia a Tubingen e Regensburg, avendo come professore l’attuale papa Ratzinger. Nei primi anni settanta, conosciuta l’esperienza nascente del cammino, si è adoperato per poter iniziare le catechesi anche nel Patriarcato. Con la moglie Bruna era responsabile delle comunità di Germania e da qualche anno anche dell’Olanda e seguiva la pastorale vocazionale dei seminari “Redemptoris Mater”.
Toni Spandri si può dire che abbia fatto conoscere il Cammino neocatecumenale a Joseph Ratzinger, verso la metà degli anni Sessanta. "Io ero professore a Túbingen - ricordava il futuro Benedetto XVI - e vennero da me alcuni neocatecumeni, tra cui Toni Spandri che è stato poi mio studente per molti anni e che adesso lavora a Monaco. Quei giovani erano toccati dalla scoperta che la Chiesa ha bisogno di un nuovo catecumenato post‑battesímale, che deve realizzare di nuovo l'appropriazione personale e comunitaria del Battesimo in un cammino comune".
"Io, riflettendo sul Battesimo - continua il card. Ratzinger nel corso di un dialogo del 1999 con mons. Stanislao Rylko, Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici - mi ero accorto da tempo che il Battesimo è quasi il sacramento dimenticato nella Chiesa, mentre è il fondamento del nostro essere cristiani. Avendo studiato i Padri, in particolare, avevo appreso da loro come il sacramento si realizzi in un cammino di iniziazione e per questo fui felice che si desse un nuovo inizio di questa esperienza. Quello che il Cammino Neocatecumenale aveva compreso, infatti, era appunto che, anche se siamo battezzati da bambini, dobbiamo entrare nella realtà del nostro Battesimo, dobbiamo in tutta la nostra vita, in tappe diverse, naturalmente, entrare in questa iniziazione alla comunione con Cristo nella Chiesa. Fui felice, quindi, che si aprisse così un cammino di rinnovamento di questa esperienza fondamentale della Chiesa e questo soprattutto in un tempo in cui la famiglia e la scuola non erano già più, come in passato, luoghi di iniziazione alla fede e alla comunione con Cristo nella Chiesa".
In Germania si era dedicato a tempo pieno all'evangelizzazione, viaggiando spesso per tutto il paese. Grazie a lui erano nate comunità anche nella Germania orientale, durante il regime comunista. Faceva parte del Collegio elettivo del Cammino neocatecumenale, organo previsto dallo Statuto per la nomina dell’équipe responsabile internazionale, dopo la scomparsa dei due iniziatori Kiko Argüello e Carmen Hernández.
I funerali avranno luogo venerdì 4 marzo nella cattedrale di Monaco.
Tolto da "Venezia e isole"

Dal diario di bordo di T.M.


Ali alla speranza....>

martedì 1 marzo 2011

PEDIATRI: NO A PARACETAMOLO SE FEBBRE E' BASSA

Washington - No a ibuprofene e paracetamolo ai bambini se hanno solo qualche linea di febbre. L'indicazione viene dagli specialisti dell'American Academy of Pediatrics, che nelle loro nuove linee guida ricordano ai genitori che la febbre non e' una malattia, ma un modo che ha l'organismo di difendersi dalle infezioni. Secondo uno studio della stessa associazione, meta' dei genitori sbaglia nel dare la dose ai propri figli, esponendoli al rischio di effetti collaterali anche gravi.
 "C'e' una specie di fobia della febbre - scrivono - che porta i genitori ad abusare di entrambi i farmaci. Una temperatura corporea un po' piu' alta e' il modo usato dal corpo per difendersi dalle infezioni, e abbassare la febbre anche quando non e' particolarmente alta puo' addirittura prolungare la malattia invece di accorciarla". Il principale errore compiuto dai genitori, scrivono gli esperti, e' non considerare il dosaggio pediatrico, somministrando cosi' ai bambini le stesse dosi degli adulti. Questo puo' portare a un manifestarsi degli effetti collaterali piu' gravi, come l'asma e le ulcere.
 Da AGI salute