venerdì 26 novembre 2010

I carcerati solidali

COLLETTA/ Lettera dal carcere: i detenuti ci raccontano il loro Banco | Pagina 1



 

"Sappiamo che in un mondo dove niente ha valore queste parole possano apparire retorica, ma davvero il nostro augurio è tutta la gioia possibile per i volontari e per chi parteciperà in qualsiasi forma alla Colletta alimentare."

Tagliare le radici e pretenderne i frutti è da folli

COMECE: “SE L'EUROPA SI VERGOGNA DEL CRISTIANESIMO NON AVRÀ FUTURO”


Intervento di monsignor Fisichella davanti agli episcopati europei...>

53° Zecchino d'Oro

mercoledì 24 novembre 2010

La sofferenza e la fede

Primo Piano : Bianca Taliercio: forte nel perdono e nella malattia

Luce del mondo

Se dipendesse dagli uomini la Chiesa sarebbe già affondata da un pezzo.
Ma ci sono tanti segni di speranza, “un fiorire di nuove iniziative” nella Chiesa che non nascono da strutture o burocrazie. “La burocrazia – afferma con forza – è consumata e stanca. Sono iniziative che nascono dal di dentro, dalla gioia dei giovani. Il Cristianesimo forse assumerà un volto nuovo, forse anche un aspetto culturale diverso” perché si trova di fronte ad “una nuova dinamica” ed ha una “forza vitale” che cambia il mondo. E’ una forza piccola perché anche se i cattolici sono un miliardo e 200 milioni – spiega con sant’Agostino – “molti che sembrano stare dentro, sono fuori” in una “sorta di schizofrenia” tra voler appartenere alla comunità ecclesiale ed essere permeati da una mentalità secolarizzata. Anche se è vero pure il contrario: “molti che sembrano stare fuori, stanno dentro”. E in questo contesto guarda “con tristezza” a quei giornalisti cattolici che nei media ecclesiali fanno propri gli slogan della solita critica alla Chiesa. Il Papa, da parte sua, “non ha il potere di imporre nulla”: è solo un uomo che deve “rendere testimonianza a Colui che è stato crocifisso”. E di fronte alle critiche e agli attacchi Benedetto XVI afferma: “Se avessi continuato a ricevere soltanto consensi, avrei dovuto chiedermi se stessi veramente annunciando il Vangelo”. 
Dalla Radio Vaticana...>

martedì 23 novembre 2010

San Gregorio di Agrigento

San Gregorio II di Agrigento Vescovo
591 - 630
Nato ad Agrigento nel 559 e avviato alla carriera ecclesiastica, si entusiasmò per i continui pellegrinaggi che in quel tempo si organizzavano per la Terra Santa, e nel 578 partì per Cartagine. Da qui viaggiò fino a Gerusalemme. Dopo la visita ai luoghi santi, si ritirò per quattro anni in solitudine di studio e di preghiera, e nel 584, rientrò a Gerusalemme. Di là si recò in Antiochia e a Costantinopoli dove la sua fama giunse all'orecchio dell'Imperatore Maurizio. Fu invitato a prendere parte ad un concilio tenuto a Costantinopoli. Giunto a Roma fu consacrato vescovo e destinato alla chiesa agrigentina, dove tornò nel 591. A causa di un'accusa ingiusta fu incarcerato a Roma ma il papa, in un concilio di 150 vescovi per discutere la causa di Gregorio, ne riconobbe l'innocenza. Nel 595 costruì nella sua diocesi un tempio ai Santi Pietro e Paolo. Fondò parecchi collegi per l'istruzione delle donne, aiutato dalla madre. Studioso di teologia e delle scienze fisiche e mediche lasciò molti scritti. Sostenne la teoria del movimento della terra attorno al sole, conciliando la scienza con l'interpretazione della Bibbia. Negli ultimi anni della sua vita si ritirò in solitudine. Morì ad Agrigento nel 630. (Avvenire)
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: Ad Agrigento, san Gregorio, vescovo, che si tramanda abbia commentato i libri sacri, aprendo agli incolti i misteri divini. 

lunedì 22 novembre 2010

Quel coccodrillo di Emma

Dopo aver ascoltato l'elenco di abusi sul corpo delle donne letto da Emma Bonino, stasera alla trasmissione di Fazio su raitre, mi sono chiesta sul mio stato personale di facebook :"Il dispiacere di Emma, che le bimbe siano abortite più dei maschi, a cosa dovrebbe portare?"

Annarosa Rossetto mi ha risposto:  "Ad ammazzare per decreto legge almeno altrettanti maschi, penso. Così non ci sarebbe una prevaricazione maschile!!!" e  "Insomma, ogni aborto di femmina dovrebbe essere obbligatorio uno di un maschio. Estratto a sorte, senza favoritismi naturalmente. Ecco sarebbe una soluzione equa...no?"
Angelo Nocera si domanda: "Cioè, non ho capito...riconosce il diritto del nascituro già dal concepimento solo per le donne?" 
E Giovanni Nocera...>

domenica 21 novembre 2010

Fatima 2010

Donna invisibile

Diritto ad essere e ad esserci come/quando Dio vuole

J'ACCUSE/ Nella Giornata mondiale dei diritti dei bambini manca solo una cosa: l'infanzia | Pagina 1

Il mezzo è il messaggio. (Marshall McLuhan)

Ripercorrendo a grandi tappe le più importanti innovazioni che si sono avute per la diffusione del sapere, quali l’alfabeto (IX secolo a.C.), la stampa (XV secolo d.C.) e internet (XX secolo), che però McLuhan non aveva previsto, possiamo dire che oggi la conoscenza è patrimonio di tutti e si costruisce con la collaborazione di ogni membro della società. A questo scopo, da qualche anno a questa parte, sono sorte delle “comunità di pratica e di apprendimento” che hanno come obiettivo finale il generare conoscenza creata, organizzata e di qualità cui ogni individuo può avere libero accesso. In queste comunità c’è un apprendimento continuo, c’è consapevolezza delle proprie conoscenze, tutti hanno un proprio ruolo, ma le varie posizioni non sono di tipo gerarchico (in quanto la gerarchia impedisce i rapporti tra le persone) ma tutti hanno uguale importanza, perché il lavoro di ciascuno sarà un beneficio per l’intera comunità.
La finalità è il miglioramento collettivo. Chi entra in questo tipo di organizzazione ha in mente un “modello di condivisione”; non esistono spazi privati o individuali, in quanto tutti condividono tutto, perché chi ha conoscenza e la tiene per sé è come se non l’avesse. Le comunità di pratica tendono all’eccellenza, a prendere ciò che di meglio produce ognuno dei loro collaboratori. Ma questo “metodo costruttivista”, che punta ad una conoscenza che si costruisce insieme, rappresenta un modo di vivere, lavorare e studiare che ci è ancora poco familiare. Siamo infatti ancora legati ad una società di tipo individualistico; tra gli uomini c’è competizione e manca quella collaborazione che funge da motore pulsante nelle “comunità di pratica e di apprendimento”.
Ma non c’è da meravigliarsi; come spiega McLuhan, già le lettere fonetiche ed i numeri furono mezzi sufficienti per la frammentazione e la de-tribalizzazione dell’uomo. Con l’avvento della stampa, poi, si ebbe un processo di separazione (o esplosione) delle funzioni mai avutosi in precedenza che si sviluppò rapidamente a tutti i livelli e in tutti i settori; l’essenza formale della pressa tipografica, infatti, consiste “nella capacità di trasferire la conoscenza nella produzione meccanica con la frantumazione di qualsiasi processo in aspetti frammentari da calcolare in una sequenza lineare di parti mobili”. Nella società occidentale allora sorsero il nazionalismo, l’industrialismo, la produzione di massa, l’alfabetismo e l’istruzione universale e lo spirito individualistico. Conseguenze naturali del processo di separazione delle funzioni furono, inoltre, la separazione del pensiero dall’emozione e l’agire senza reagire.
Ma se la stampa nel XV sec. sfidò gli schemi collettivi dell’organizzazione medievale, oggi c’è una nuova sfida in atto: quella tra l’era elettrica e il nostro individualismo frammentato. Ed è proprio in questa era elettrica che trovano la loro giusta ed ovvia collocazione le “comunità di pratica e di apprendimento”. Nell’epoca odierna, infatti, tutti sono sempre e reciprocamente coinvolti e i doni che ci sono stati dati dalla stampa, ovvero il distacco e il non coinvolgimento, ormai sono diventati degli ostacoli da superare.
Stiamo vivendo in una società che barcolla tra l’individualismo e la divisione dei ruoli dell’epoca appena passata e la collaborazione e il villaggio globale tipici dell’era elettrica che sta pian piano affermandosi. Quelli che una volta erano fattori di velocità (la specializzazione, la divisione, la catena di montaggio) oggi sono stati messi in secondo piano dalla tecnologia elettrica; l’informazione si sposta alla velocità dei segnali del nostro sistema nervoso. Con i jets e l’elettricità ci è possibile toccare in poche ore ogni parte del globo (è facile, ad esempio, mangiare a New York, prendere un aereo e digerire a Parigi ); si sta creando una sorta di villaggio globale e, non a caso, oggi si sente parlare così tanto di globalizzazione.
(Tolto da QUI)

Dobbiamo cercare di dire veramente l’essenziale come tale, ma di dirlo con parole nuove.

mercoledì 17 novembre 2010

Queste sono grandi donne!

Pakistan/ Donne cristiane e musulmane insieme per salvare Asia Bibi - Minareti.it

Unione tra realtà del mondo e storia della salvezza

Un'immensa mole di bellezza

Cern: creata ed imprigionata l'antimateria
La speranza è riuscire a risolvere uno dei più grandi rompicapo della fisica contemporanea, ossia perchè al momento del Big Bang la natura ha «preferito» la materia ordinaria all'antimateria. Entrambe sono state infatti prodotte nella stessa quantità (in modo simmetrico) e di conseguenza avrebbero dovuto cancellarsi a vicenda; tuttavia questo non è successo perchè una certa quantità di materia (calcolata in una particella ogni 10 miliardi di particelle di antimateria) è riuscita a sfuggire e grazie a questa rottura della simmetria si è formato il mondo in cui viviamo. Che cosa sia successo effettivamente è ancora un mistero, ma adesso i fisici del Cern hanno strumenti senza precedenti per fare un po' di luce.

Pinocchio

"Pulcinella, Arlecchino e la signora Rosaura sono soltanto burattini, senza speranza. (…) Pinocchio, di legno come loro, marionetta come loro, senza vero dominio di sé come loro, ha un altro destino. (…) La differenza sta tutta nel fatto che Pinocchio ha un padre, prodigiosa eccezione tra i suoi simili. Se ha un padre, ha un destino filiale. (…) Un burattino che ha un padre, è chiamato a essere uomo; un uomo che ha rifiutato il padre, presto o tardi si conforma ai burattini". Giacomo Biffi

Mamma Ursula

Merkel è al massimo ma ha già un'erede dietro, la bella mamma Ursula - [ Il Foglio.it › La giornata ]

martedì 16 novembre 2010

Il peggior agente inquinante: l'odio.

Testimoni del massacro: i racconti di chi era dentro la chiesa a Baghdad
"Ci sono molte catastrofi naturali in questo momento nel mondo che fanno molte più vittime che da noi, ma la causa non è l’odio, e questo fa tutta la differenza." LEGGI QUI...>

La situazione in Italia non è a questo livello eppure è altrettanto inquinata dall'odio.
Berlusconi non lo reggo molto, ma chi non sa fare altro che critica non dimostra di essere migliore...Mi piacerebbe che provassimo a difendere quello che più conta senza scagliare pietre addosso a nessuno. Io sarei anche pronta tante volte, ma Gesù disarma ;)



«Non temere l'ostilità nella difesa della vita»

BXVI riceve gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale

Se il Cristianesimo non serve per salvare le persone ad una ad una (come per i minatori del Cile) a cosa dovrebbe servire? Gesù non ha preteso che Zaccheo si convertisse prima di entrare in casa sua, invece l'incontro con UNO che ti ama così....CAMBIA LA VITA!

IL PAPA HA RICEVUTO GLI INIZIATORI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Beniamino 15

La nostra merenda per i 15 anni di Beniamino =)

venerdì 12 novembre 2010

Come pecore in mezzo ai lupi

Cristiana pakistana condannata a morte per blasfemia: ha osato affermare che Cristo è morto per tutti e persino domandare ad altre donne cosa avesse fatto Maometto per loro...>


Se divampa l'odio i cristiani sono tra i primi a morire ma chi pensa di scamparla è illuso...>


Un’ultima notizia dal “paese modello” di Obama. Nel settembre 2009 il parlamento di Aceh ha approvato all’unanimità l’introduzione della legge islamica. Ecco il titolo del Corriere della sera del 15 settembre: “Sharia in Indonesia, lapidazione per gli adulteri”.
Con buona pace delle Sakineh che ne faranno le spese. Di cui in realtà non frega niente a nessuno in Occidente. In particolare però non frega niente della tragedia dei cristiani, veri agnelli sacrificali.
Non frega niente all’Onu, alla Ue, ai premi Nobel, ai giornali progressisti, alle carlebruni e ai saviani (che non hanno lanciato appelli né fatto monologhi televisivi su questo genocidio censurato). E tanto meno frega a Obama.

mercoledì 10 novembre 2010

Non si sceglie di nascere né...

il colore degli occhi, dei capelli...né dove e quando vivere...

Porto qui da fb alcuni commenti di Annarosa Rossetto: "Poveraccio...è stato pure vivo per anni senza mai averlo deciso: gli capitava e basta. La cosa più tragica è l'accenno alla famiglia: non voglio che viva questo inferno insieme a me. Ma loro sono d'accordo? Non si sa. Non interessa, evidentemente."
"A parte che anche la frase "ho scelto di avere due splendidi figli" è di un assurdo pazzesco: se erano brutti li rimandava al Creatore? Magari se sono malati sì...ma se non vanno bene a scuola come si fa? O se non imparano ad andare in bici e sono antipatici? I figli non si scelgono...capitano come capitano pure con le più sofisticate tecniche biomediche."
"E l'impatto che ha sui malati VERI che sono seguiti dalle loro famiglie? Li farà sentire in colpa per non volerle "liberare" del peso di accudirli..."

«Non curatemi. Il mio bambino deve nascere»

«Quando ha saputo di essere ammalata e che l’alternativa erano le cure o la vita del bambino, mia moglie non ha avuto dubbi. Ha sospeso la chemioterapia e ha aspettato che il nostro piccolo venisse alla luce. Poi ha ricominciato a curarsi ma ormai era troppo tardi».

da Avvenire...>

BXVI: "La bellezza, necessità umana e rivelatrice di Dio"