martedì 27 ottobre 2009

Hugs

Da quando sono su facebook questo blog è a dieta. Sotto suggerimento (ed incoraggiamento) di giowind continuo ad archiviare qui qualche notizia interessante, ma i commenti sugli eventi personali o meno si sono trasferiti lì...>, dove incontro tante persone molto diverse da me, alcune dall'affetto e dalla tenerezza commovente (me lo spiego con il fatto che non mi conoscono personalmente o mi praticano poco) ed altre con le quali discutiamo anche animatamente. Per me sono contatti tutti molto stimolanti, che mi aiutano a mettere in discussione ciò che penso, a riflettere un po' di più e mi piacerebbe esprimere ad ognuno la mia gratitudine, senza banalizzare con le parole, ma non riesco.
Sappiate almeno che state contribuendo a ravvivare il resto della vita di una banale mamma casalinga, già molto provata nella salute. Vi abbraccio.


Promemoria:
«Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.» Thomas More

lunedì 19 ottobre 2009

Non daranno più ascolto alla verità e andranno dietro alle favole


Santificate pure Obama: i suoi missili da nobel per la pace sono diversi?
"Perché ci sarà un tempo nel quale gli uomini non vorranno più ascoltare la sana dottrina, ma seguiranno le loro voglie: si procureranno molti nuovi maestri, i quali insegneranno le cose che essi avranno voglia di ascoltare. Non daranno più ascolto alla verità e andranno dietro alle favole." (2 Timoteo 4,3-4)
Ci vadano loro ancora dietro babbo natale! Facciano a gara a chi pensa di saperla raccontare meglio! Io tengo famiglia e problemi concreti: so che la mia speranza non mi lascia delusa e sono in buona compagnia: ci sono miliardi di esempi, molto eloquente per tutti è Giovanni Paolo II, ma per chi non vuol vedere...>
Si tengano pure Odifreddi e la Huck...lontano da me!

domenica 18 ottobre 2009

lunedì 12 ottobre 2009

violare le donne come arma di guerra

Gli uomini non hanno mai smesso di farsi guerra, quindi toccherà alle donne la mossa decisiva per costruire la PACE. Orribile la violenza contro le donne in Congo.

mercoledì 7 ottobre 2009

ABORTO: la testimonianza di una donna concepita in seguito a violenza sessuale

Notizia del 19/01/2009 stampata dal sito web www.lucisullest.it

Avete mai sentito qualcuno insultare il prossimo con affermazioni del tipo “Credo che tua madre avrebbe dovuto abortirti”?

Eppure molte persone, talvolta anche in certi ambienti che amano definirsi cattolici, quando si parla di aborto, pur manifestandosi apertamente contrari, si tende a cedere alla tentazione buonista di alcuni ‘distinguo’, il più frequente dei quali è quello del caso di violenza carnale.

Tuttavia ad una attenta riflessione non può sfuggire che quando siamo tentati di aggiungere il fatidico “salvo nei casi di stupro”, magari solo per apparire non troppo intransigenti, in realtà è come se stessimo apostrofando una persona desiderando che fosse morta. Oltretutto una persona innocente: è lo stupratore semmai il colpevole, non certo la vittima della violenza e men che meno la persona che ne diviene il frutto, la quale potrebbe dire “oltre il danno, anche la beffa”.

Ebbene una di queste persone, nate da una violenza sessuale, si chiama Rebecca Kiessling, vive negli Stati Uniti, e oltre ad aver dato vita ad una associazione “pro-life” racconta la sua personale esperienza nel suo sito internet.

Di seguito vi riportiamo uno stralcio tradotto dalla sua pagina personale.
«Sono stata adottata quasi dalla nascita. A 18 anni, ho compreso di essere stata concepita in seguito ad un brutale stupro con la minaccia di un coltello da uno stupratore incallito. Come la maggior parte delle persone, io non avevo mai considerato che l'aborto potesse essere applicato alla mia vita, ma una volta inquadrata la mia situazione, tutto d'un tratto mi sono resa conto che la questione dell’aborto, non solo si sarebbe potuta applicare alla mia vita, ma ha a che fare con tutta la mia esistenza. Era come se potessi sentire l'eco di tutti coloro che, con il più simpatico di toni, dicono, “Beh, tranne nei casi di stupro. . .”, o che, peggio ancora, esclamano: “… particolarmente nei casi di stupro!”.

Tutte queste persone erano là fuori senza neanche conoscermi, ma erano li in piedi ad emettere una rapida e definitiva sentenza sulla mia vita, e tutto ciò solo per il modo con cui la mia vita è stata concepita. Mi sentivo come qualcuno che avesse dovuto giustificarsi per il fatto di esistere, come se avessi dovuto dimostrare al mondo che la mia vita non avrebbe dovuto essere interrotta e che è stata degna di essere vissuta. Ricordo anche di essermi sentita rifiutata come immondizia, perché vi erano persone che paragonavano la mia vita all’ immondizia – Questa era la mia situazione.

Vi prego di comprendere che ogni volta che vi identificate come “pro-scelta” (abortisti), oppure ogni volta che fate eccezione per i casi di stupro, e come se veniste davanti a me, guardandomi negli occhi, per dirmi, “Credo che tua madre avrebbe dovuto abortirti”. È veramente una cosa molto forte. Io non direi mai una cosa simile a qualcuno. Mai direi a qualcuno, “Siccome rivoglio la mia vita com’era prima, allora devi morire subito.” Ma questa è la realtà con cui convivo».

Fonte:
Rebecca Kiessling