sabato 29 novembre 2008

festa della luce

Molti meglio di me sanno spiegare che la festa del Santo Natale di Gesù si festeggiava anche prima della sua nascita, infatti "la luce vera che illumina ogni uomo" (Gv 1,9) è stata attesa da sempre. Diceva Albert Einstein che "Dio non gioca a dadi" ed è verissimo, non solo per ciò che riguarda la costruzione ed il governo dell'universo ma anche per il piano di salvezza che agisce nella storia umana malgrado l'Uomo abbia l'arroganza di farsi lui dio, rimproverandogli però tutte le cose che non gli vanno...
Che cosaccia che siamo senza questa luce! Ci formiamo una coscienza a convenienza e cominciamo a pretendere che gli altri si comportino meglio di noi, condannando tutti come se noi non avessimo niente da farci perdonare...
Basta allontanarsi un po' per non vedere più i nostri difetti e ingigantire quelli degli altri.
Le luminarie natalizie molto spesso sono pacchiane e usate come trappole alla faccia della crisi e del risparmio energetico, ma se ne salvano alcune davvero belle, preparate con arte, amore e senza sfarzo, innegabilmente suggestive come una semplice candela (a me succede di rimanere incantata a guardarne la fiamma).
Riflettevo da tempo su quella luce interiore che riscalda il cuore donando pace (e se ne trova una traccia nel post precedente), perciò rilancio volentieri una bella iniziativa che si concretizza con un segno visibile (siamo fatti anche di materia ed abbiamo bisogno di vedere e toccare =).

giovedì 27 novembre 2008

come una piccola fiamma

Non si tiene in tasca, anche se si perde molto facilmente.
Delicata come la fiamma di una candela - ci riflettevo giorni fa - non la puoi tenere senza cura o correndo. Se però tutte le volte che si spegnerà, facendoti raggelare il cuore, cerchi qualcuno accanto a te con la sua fiamma accesa, potrai a tua volta diffondere anche tu la pace peace shalom paz paix friede سلام мир vrede pokój mir pau miers ειρήνη שלום rauha klid 平和 和平 평화 शांति fred kedamaian.
Ecco quanto afferma qui una rappresentante del genio femminile libanese.

Il Paradiso non è vuoto e non si trova sulla strada per l'inferno!
Una saggia frase, se non erro di S.Agostino, avverte che "E’ meglio camminare zoppicando sulla retta via, che correre sulla strada sbagliata". La rispolvero soprattutto per me.
Aggiungo il video della mia attuale canzone preferita al 51° Zecchino (complimenti ai tanti piccoli ed un po' meno agli adulti che spesso rincretiniscono quando parlano con i bimbi: sono piccoli...mica scemi!)

martedì 25 novembre 2008

so che tutto questo ha un senso che ancora non so

Non sono triste, sono debole. Nelle mie vicissitudini non ho imparato a non soffrire, anzi. Mi ritrovo più fragile e stanca, ma continuo a vantarmene perché sono la prima a stranirmi di quanto questi momenti difficili per me (cooosa vuoi che siiiaaa?) siano i più preziosi di tutta la mia vita. Non preoccupatevi: sono piccoli fastidi, qualcuno mi ha ricordato che ho sopportato cose peggiori...e allora? Il mio istinto è dire BASTA, BASTA, BASTA! Ma "passando per la valle del pianto" ho poi sperimentato che "cambia in sorgente" e che nessuna sofferenza è senza senso, anche se non lo si capisce sempre come avviene nel parto: “La donna quando partorisce è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione, per la gioia che è venuto al mondo un uomo” (Gv 16, 21).
Chi di noi ha potuto contare e misurare le proprie lacrime? Eppure "le mie lacrime nell'otre tuo raccogli" (Sal 56,9) ed è proprio vero che "chi semina nelle lacrime
mieterà con giubilo
" (dal salmo 125).

Dio non esiste: smetti di preoccuparti e goditi la vita!???

"Un grande fautore dell'evoluzionismo ateo ai nostri giorni è l'inglese Richard Dawkins, l'autore del libro "God Delusion", L'illusione di Dio. Egli sta promuovendo una campagna pubblicitaria che si propone di mettere sui bus delle città inglesi la scritta: "Dio, probabilmente, non esiste: smetti di angustiarti e goditi la vita" ("There's probably no God. Now stop worrying and enjoy life"). "Probabilmente": dunque non si esclude del tutto che possa esistere! Ma se Dio non esiste il credente non ha perso quasi niente, se invece esiste il non credente ha perso tutto.

Io mi metto nei panni di un genitore che ha un figlio portatore di handicap, autistico, o gravemente malato, di un immigrato fuggito dalla fame o dagli orrori della guerra, di un operaio rimasto senza lavoro, o di un contadino espulso dal suo campo…Mi domando come reagirebbe a quell'annuncio: "Dio non esiste: smetti di preoccuparti e goditi la vita!".

Lo direste alla madre di Vito?
Questa è una preghiera cantata da chi ha conosciuto il dolore straziante della perdita di un figlio:

venerdì 21 novembre 2008

mercoledì 12 novembre 2008

lunedì 10 novembre 2008

non è linguaggio e non sono parole di cui non si oda il suono (dal salmo 19)

Oggi ho ricevuto un commento ad un post scritto più di un anno fa, non so come l'abbia trovato ma se anche fosse l'"estremo ed unico fior" di questo "inutil" blog mi basta davvero! (cfr Pianto antico di G.Carducci)
Grazie a te Charmaine!

Omaggio a Miriam Makeba

lunedì 27 ottobre 2008

oh Lord i want to be in that number!

The saints go marching in e ci precedono nella lunghissima processione dalla Terra al Cielo con a capo Gesù: è talmente lunga che alcuni sono già arrivati mentre noi ancora camminiamo...
Grazie p.Giovanni per la tua bella testimonianza al Vangelo che hai dato con intelligenza e dolcezza!

lunedì 20 ottobre 2008

anno paolino - lettura di kiko


Ringrazio S.G. per avermi inviato il link su facebook perché non sapevo neanche che Kiko avesse preso parte alla lettura de "la Bibbia giorno e notte".
Qui Kiko racconta la sua esperienza:

domenica 12 ottobre 2008

auguri flash!


Finalmente sono arrivati i tanto desiderati 14 anni di G.B. soprattutto perché giovedì potrà sostenere gli esami per il patentino. Prego gli angeli custodi di tenere in moto le ali.

sabato 11 ottobre 2008

c'è chi parte in quarta?

Mi capita che le frasi fatte ed i luoghi comuni - usati a sproposito - mi suscitino più ilarità delle barzellette...è più forte di me! E comincio a dubitare dell'esistenza del cervello di chi, in nome della tolleranza, voglia eliminare i cristiani, il Papa e...Dio! Poi quella di voler liquidare Dio solo perché non lo riesci a capire...ma io non posso credere ad un dio che entra nel cervello di un uomo!

martedì 7 ottobre 2008

auguri wild rose!


La mia dolce angioletta - sconvolta da un malessere e febbricitante - compie 16 anni!

giovedì 2 ottobre 2008

martedì 30 settembre 2008

sarete odiati

Le critiche ai cristiani, al Papa, ai cattolici sono spesso frutto di grossolana ignoranza e quasi sempre le stesse trite e ritrite. Uff...con l'accusa di interessi politici ecc. ecc. ma come la mettete allora con la triste vicenda di Enrico VIII? Ne ho così tanta noia che non sono riuscita ad occuparmi, in questo blog, del riaccendersi (secondo me non si è mai spento da Gesù Cristo in poi..) dell'odio anticristiano. Vi suggerisco così di seguire quanto pubblica giowind.

corrispondenza amorosa

Nell'attesa di abbracciare per sempre il nostro AMORE, leggiamo le lettere che ci ha mandato e che sono raccolte nella Bibbia.

domenica 28 settembre 2008

amore tramutato in ira e AMORE che dà la vita

Editoriale da Avvenire on line
LÀ IN RIVA ALL’ARNO
BUIO MONUMENTO ALL’AMORE TRAMUTATO IN IRA
DAVIDE RONDONI
Come ha fatto Simone, dopo aver po­steggiato la sua auto in riva all’Arno, a uccidere a martellate i suoi piccoli di 7 e 5 anni? Erano una bambina e un bam­bino. Poi si è dato fuoco insieme ai loro corpi. Come avrà fatto, pensiamo, stor­diti, mentre leggiamo una cronaca fred­da e tremenda di liti con la compagna e madre dei due, di annunci fatti per te­lefono a parenti che, con chissà quale magone e terrore, si sono messi a cer­carli, di case popolari a Pisa, proprio nel­le zone del conte Ugolino che Dante ri­trae divorare i suoi figli...
E viene la tentazione di lasciare là, fissa e perduta nel suo smalto terribile questa storia. Questa ennesima vicenda di san­gue innocente sparso per rancori di a­manti, o di sposi sperduti in un delirio. Verrebbe da distogliere lo sguardo, per non voler nemmeno immaginare cosa sia accaduto dentro l’auto parcheggiata come per una gita. Per non pensare ai due innocenti, che avevano diritto a vivere, a non esse­re sacrificati alla rabbia di un amo­re andato in malo­ra. Avevano solo 5 e 7 anni.
Cos’è un bambino a quella età, come puoi colpirlo? Ver­rebbe da lasciare quell’auto par­cheggiata tra le nebbie della follia, dire solo: sono co­se da pazzi. E di­stogliere lo sguardo, il cuore, per non mo­rire di pena, e di scandalo contro il cielo che, come l’Arno indifferente lì vicino, sembra esser restato lontano da quei due bambini. Invece no, guardare si deve. Non fare finta che queste cose appar­tengano a un altro pianeta da quello in cui siamo, non fingere che non c’entri­no mai nulla con le cose che viviamo di solito. Lasciare quell’auto tra le nebbie della nostra indifferenza sarebbe come condannare ad un’ultima, estrema inu­tilità il sacrificio dei due bambini. Per­ché chiunque di noi sa che c’è sempre un rischio: di distruggere il bene in no­me dell’ira. Di cancellare quel che c’è di buono in un rapporto – d’amore o ami­cizia – a causa di una rabbia, di un ran­core, di un 'aver ragione contro' l’altro. C’è sempre il rischio di 'fare fuori' il be­ne che c’è stato in nome della difficoltà o del dissidio presente. Il rischio di esse­re violenti contro il bene che c’è o che c’è stato, in nome del dissidio presente.
L’auto di Simone, padre colpevolissimo e tristissimo, padre fattosi carnefice, creatore del proprio inferno e anch’egli, però, da compatire come si deve com­patire chi perde la mente, e i suoi due figli, compongono ai nostri occhi una immagine tremenda di ciò che rischia­mo e siamo anche noi, e non di rado. So­no, in quell’auto parcheggiata sull’Arno, il dolente e buio monumento all’amo­re che si tramuta in ira. All’amore che di­viene il suo contrario, quando le prove della vita non sono affrontate con la for­za del perdono o della pazienza. Con le forze dell’amore che non cedono alle forze del possesso e dell’egoismo. Il cie­lo e l’Arno non sono indifferenti a que­sta tragedia. Il cielo parla sempre, con segni e suggerimenti, nei cuori degli uo­mini, ma noi possiamo decidere di non ascoltare. Avrà parlato anche a Simone, ma lui ha scelto di ascoltare per mesi, forse per anni l’ira che in lui cresceva. Ha deciso di nutrire quella – fino a di­venirne pazzo schiavo – invece che a­scoltare il cielo. E l’Arno, dolce fiume di Toscana, ha di certo dato agli occhi dei due piccoli l’ultima bella luce che han­no visto. E ha raccolto le loro lacrime, le ha portate al mare. E al cuore di Dio, mare dei mari, dove il tempo breve e sorridente dei bambini diventa eternità. Quel cuore che è l’unico posto dove la pena immensa di averli persi può chie­dere di non ammattire.

La scelta di AMARE

domenica 21 settembre 2008

cosa succede al CERN?

Dal tg uno serale ho appreso che qualcosa non funziona al CERN ed invece del buco nero si è prodotto un grande flop...ho poco tempo e non linko niente...gradirei qualche delucidazione da Charlie :)
Ho apprezzato la battuta finale della giornalista:"Il Big Bang non è una cosa da tutti..." è proprio vero...è da Dio!

La Bibbia comincia così:"In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse:"Sia la luce!"" BIG BANG

venerdì 19 settembre 2008

pensieri disordinati

Mi piacerebbe avere tra le mani questo libro segnalato da Davide Rondoni, ma non ho mai acquistato online...

Cercando qualcosa sul Dies irae e sull'ira ho trovato questi proverbi:

Se siamo irritati senza motivo, lo siamo sempre perchè il motivo è nascosto in noi e ci è molto scomodo scoprirlo.
Paul Bourget

Sono sempre più sincere le cose che diciamo quando l'animo è irato che quando è tranquillo.
Marco Tullio Cicerone

Non appena nutrita la rabbia muore, è il digiuno che la ingrassa.
Emily Dickinson

Attenzione alla furia di un uomo paziente.
John Dryden

La collera è uno di quei stramaledetti lussi che uno non si può permettere.
Ernest Emingway

Una risposta garbata disarma l'ira, una parola dura eccita la collera.
Salomone

E su

G. K. Chesterton - il blog dell'Uomo Vivo

spigolo volentieri ogni tanto: andate a cercare il cristianesimo nel posto giusto.

giovedì 18 settembre 2008

questa sarei io?

Ecco il mio risulato a --->questo test:
Il tipo estroverso sensazione ha una eccellente capacità di osservare tutto quello che lo circonda. Sa osservare i fatti ed è molto abile nel percepire i bisogni delle persone. È amichevole, cordiale e caloroso. Conosce generalmente molte persone. E' sensibile ai sentimenti degli altri, li capisce facilmente. Ama la compagnia della gente ed è genuinamente interessato alle loro vicende. Ha generalmente una vita sociale intensa. Gli piace divertirsi, ridere e chiacchierare. Gli piace anche essere al centro dell'attenzione. È infatti un bravissimo presentatore e un intrattenitore nato. È un attore naturale. Questa sua simpatia spontanea nei confronti degli altri è ampiamente ricambiata. Tutte queste qualità lo rendono popolare tra i suoi amici e conoscenti. È un ottimista che ama la vita. È attento alla sua apparenza alla quale può dedicare parecchia energia. A un livello più alto, questa caratteristica può renderlo sensibile all'arte e capace di possedere un ottimo giudizio artistico. È una persona concreta, con i piedi per terra. Dato che la sua funzione inferiore è l'intuizione, tende a non valutare a sufficienza le implicazioni future delle sue azioni. Non è un amante dell'agenda! Generalmente apprezza le tradizioni e invecchiando tende a sviluppare delle posizioni conservatrice pur rimanendo in qualche modo giovanile. A volte può essere piuttosto disorganizzato. Non è infrequente che questo tipo sia in ritardo e che faccia fatica a concentrarsi su un solo progetto alla volta (gli piace infatti fare tante cose allo stesso tempo). Può sottovalutare la necessità di analizzare le situazioni andando incontro ad una certa confusione quando deve prendere una decisione. Sul piano lavorativo, i suoi punti di forza sono il pragmatismo, la capacità di gestire e ricordare un gran numero di dati, la sua buona relazione con le "cose", i prodotti concreti. Il suo punto debole risiede forse nell'essere poco interessato o attento alle novità, all'aspetto teorico e analitico dei problemi e a una certa disorganizzazione o mancanza di disciplina. Nelle relazioni di lavoro è molto abile. Sa capire le persone, sa comunicare con loro, sa infondere entusiasmo, è tollerante, distensivo e popolare.


Nella homepage mi ha colpito il pensiero di oggi
Una frase al giorno
"Quasi tutte le nostre colpe sono molto più perdonabili del metodo a cui ricorriamo per nasconderle."
La Rochefoucauld

giovedì 14 agosto 2008

voglia di paradiso


A volte la vita è dura. E' durissima andare avanti e non per il carovita o la malasanità, ma per la propria fragilità :( mi è uscita anche una rima ): però la meta è più di un podio con una medaglia di latta per cui tanti atleti affrontano sacrifici enormi, regalandoci spettacoli mozzafiato: è il Cielo :)

mercoledì 13 agosto 2008

i più belli che abbia mai ricevuto


Sarebbero per il disturbo...ma penso che siamo stati noi a disturbare di più i nostri allegri ospiti per il piacere di stare con loro...GRAZIE a Gianni e Marzia!!!
Video by Wild Rose (Angela):

lunedì 11 agosto 2008

santa Chiara

Buon onomastico a chi porta il nome Chiara!
Significato del nome Chiara : "trasparente, illustre" (latino) e per saperne di più leggi qui.
Tutta la grande famiglia francescana è in festa:

giovedì 7 agosto 2008

No Greater Love


Stiamo ospitando una simpaticissima famiglia con cinque bimbi speciali (nella foto qui sopra a casa del nonno in ordine di età: Davide, Cecilia, Sofia, Francesco Saverio e Priscilla) con i quali i miei figli hanno avuto un' intesa immediata! Rallegriamo il vicinato perchè suppongo che non ci sia una concentrazione simile di bambini nel raggio di molti chilometri, ma mi hanno parlato di un modo per produrre energia dalle onde sonore...se qualcuno più informato può spiegarmi qualcosa...siamo a disposizione come fonte alternativa :D
aggiungo le foto scattate da Daniela ai suoi gioielli FINALMENTE nella casa nuova ed il primo piano del piccolo vichingo:

Ringrazio Cosimo per la segnalazione del video dei nostri tempi :) e vi lascio alla bella
meditazione inviatami dal VDG della Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità:

La confessione è un atto bellissimo, un atto di grandissimo amore. Qui possiamo recarci solo come peccatori, portatori del peccato, e da qui possiamo tornare solo come peccatori perdonati, senza peccato.

La confessione è soltanto l'umiltà messa in atto. Un tempo la chiamavamo penitenza, ma si tratta proprio di un sacramento d'amore, del sacramento del perdono. Quando una breccia si apre fra me e Cristo, quando nel mio amore si apre una fessura, qualunque cosa può venire a riempire questa crepa. La confessione è questo momento in cui permetto a Cristo di togliere da me tutto quanto divide, tutto quanto distrugge. La realtà dei miei peccati deve essere prima. Noi siamo, per la maggior parte, minacciati dal pericolo di dimenticare che siamo peccatori e che dobbiamo recarci alla confessione in quanto tali. Dobbiamo recarci a Dio per dirgli quanto siamo afflitti da quello che abbiamo fatto e che l'ha offeso.

Il confessionale non è il luogo delle conversazioni banali o delle chiacchiere. Solo questo vi risiede : i miei peccati, il mio pentimento, il mio essere perdonato, il modo di vincere le mie tentazioni, di praticare le virtù, di crescere nell'amore di Dio.

liberi liberi siamo noi...

Liberi perché morti, morti perché liberi

martedì 15 luglio 2008

Acqua per Eluana Englaro

Leggi qui ed anche
Ho incontrato Eluana
La mattina apre gli occhi e la sera li chiude, respira da sola e borbotta. “Incapace di relazione attiva con il mondo esterno”. O è il mondo esterno che non è attrezzato a un rapporto con le persone in questo stato?

sabato 12 luglio 2008

al centro dell'attenzione


Di Magdi Cristiano Allam
Cari Amici,
Lancio un appello urgente e forte a mobilitarci per difendere il diritto alla vita di Eluana Englaro, affinché trionfi il valore insopprimibile della sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale quale fondamento della nostra umanità e della nostra civiltà.
Mobilitiamoci testimoniando con la parola la nostra strenua condanna dei boia del relativismo etico che violano incontestabilmente il valore insopprimibile della sacralità della vita, che si sono arbitrariamente auto-attribuiti il diritto di sentenziare che Eluana non debba più continuare a vivere, che Eluana debba essere uccisa cessando di nutrirla. Mobilitiamoci contro questa deriva etica, giuridica e politica che vorrebbe “cosificare” la vita umana, con il tragico risultato che oggi i nostri figli immaginano, come è avvenuto per dei quattordicenni siciliani che non si sono fatti scrupoli ad assassinare una loro coetanea dopo averla stuprata e messa incinta, che la vita umana possa essere impunemente usata, violata e buttata.
Mobilitiamoci affinché Eluana possa restare in vita presso le suore Misericordine che da 14 anni l’accudiscono amorevolmente nella casa di cura “Monsignor Luigi Talamoni” a Lecco, che hanno detto: “Per noi Eluana è una persona e viene trattata come tale. E’ una ragazza bellissima. Vorremmo dire al signor Englaro (il padre) che se davvero la considera morta di lasciarla qui da noi. E’ parte della nostra famiglia”. Mobilitiamoci sostenendo a viva voce che anche per noi Eluana è una persona che ha diritto alla vita e anche per noi Eluana è parte della nostra famiglia. Promuoviamo un’adozione a distanza di Eluana che sia tale innanzitutto nei nostri cuori e che possa, se necessario, trasformarsi in un impegno concreto al fianco delle suore Misericordine che attestano con la loro testimonianza d’amore e di vita l’autentico messaggio di Gesù, che trova piena corrispondenza nei valori assoluti e universali che sostanziano l’essenza della nostra umanità.
Vi esorto a far pervenire a questo sito la vostra adesione a questo appello, indicando il vostro nome e cognome, la vostra e-mail e la motivazione per la quale aderite all’appello.

venerdì 11 luglio 2008

Federica cercava il Paradiso


Da “Libero”, 11 luglio 2008
FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL “PARADISO” SENZA CROCIFISSI… di Antonio Socci

Lloret de Mar come metafora del nostro tempo...
I socialisti di Zapatero hanno annunciato di voler togliere i crocifissi dagli spazi pubblici. Il caso ha voluto che la notizia uscisse in contemporanea con l’assassinio di Federica, proprio in Spagna, a Llorett de Mar, in un divertimentificio che è il nuovo santuario dello sballo giovanile. Dove la discoteca è – come ha spiegato Vittorino Andreoli – la cattedrale pagana di “un grande rito di trasformazione collettiva” che fa dimenticare la vita e la realtà. Gli ingredienti (anche chimici) di questa “nuova religione” sono noti, con il solito comandamento: “vietato vietare”. La felicità si trova davvero lì? E perché Federica ci ha trovato la morte, macellata come un agnello?

Nessuno ci riflette. Nell’euforica Spagna le autorità sembrano preoccupate soprattutto che il delitto non porti pubblicità negativa alla località turistica. E vai con la tequila bum bum, dimentichiamo la povera Federica e via i crocifissi. Anche noi da tempo li abbiamo tolti dai cuori, oltreché dalla vita pubblica. Anzi, l’immagine del crocifisso o quella della Madonna vengono periodicamente dileggiati da sedicenti artisti in nome della libertà d’espressione. Del resto il Papa stesso subisce questa sorte nelle manifestazioni di piazza della sedicente “Italia dei migliori”. E la fede cattolica viene azzannata, senza alcuna obiettività, in programmi televisivi che, se fossero realizzati contro qualsiasi altra religione, scatenerebbero subito l’accusa di intolleranza o razzismo. Contro Gesù Cristo invece sembra che tutto sia permesso.

Poi, quando ci visita il dolore o si consuma la tragedia o assistiamo all’orrore, gridiamo furenti – col dito accusatore – “dov’è Dio?”, “Perché non ha impedito tutto questo?”. Dopo l’ecatombe dell’ 11 settembre a New York si alzò questo stesso grido e una donna, in tutta semplicità, parlando in televisione rispose così: “per anni abbiamo detto a Dio di uscire dalle nostre scuole, di uscire dal nostro Governo, e di uscire dalle nostre vite. E da gentiluomo che è, credo che Lui sia quietamente uscito. Come possiamo aspettarci che Dio ci dia le Sue benedizioni, e la Sua protezione, se prima esigiamo che ci lasci soli?”.

Continuava ricordando quando si lanciò la crociata perché non si voleva “che si pregasse nelle scuole americane, e gli americani hanno detto OK. Poi qualcun altro ha detto che sarebbe meglio non leggere la Bibbia nelle scuole americane. Quella stessa Bibbia che dice: ‘Non uccidere, non rubare, ama il tuo prossimo come te stesso...’, e gli americani hanno detto OK. Poi, in molti paesi del mondo, qualcuno ha detto: ‘Lasciamo che le nostre figlie abortiscano, se lo vogliono, senza neanche avvisare i propri genitori’. Ed il mondo ha detto OK”.

Si girano film e show televisivi che sommergono le anime di fango. E si fa musica che celebra violenza, suicidio, droga o ammicca al satanismo. E tutti trovano questo normale e dicono che è solo un gioco, com’è normale che, secondo le statistiche, un bimbo italiano, prima di aver terminato le elementari, veda in media in tv 8 mila omicidi e 100 mila atti di violenza, ma per carità togliamo la preghiera dalla scuola ché sarebbe un atto di “violenza psicologica”.

”Ora” proseguiva quella donna americana “ci chiediamo perché i nostri figli non hanno coscienza, perché non sanno distinguere il bene dal male, e perché uccidono così facilmente estranei, compagni di scuola, e loro stessi. Probabilmente perché, com’è stato scritto, ‘l'uomo miete ciò che ha seminato’ (Galati 6:7). Uno studente ha ‘sinceramente’ chiesto: ‘Caro Dio, perché non hai salvato quella bambina che è stata uccisa in una scuola americana?’. Risposta: ‘Caro Studente, a Me non è permesso entrare nelle scuole americane. Sinceramente, Dio’ ”. Tutto questo non è solo americano. Dopo Auschwitz una folla di intellettuali accusò Dio: “Dov’eri? Come hai potuto permettere tutto questo?”. Nessuno ricordava quale fu la prima battaglia fatta dal nazismo appena arrivato al potere: la guerra dei crocifissi. Il nuovo regime pretese di spazzar via da tutte le scuole l’immagine di Gesù crocifisso. Fu uno scontro durissimo e la Chiesa fu praticamente lasciata sola a sostenerlo. Dov’erano gli intellettuali? Poi il nazismo, fra il 1939 e il 1940, spazzò via migliaia di “crocifissi viventi”, una eutanasia di massa per 70 mila disabili e malati mentali: ritennero le loro delle vite indegne di essere vissute e dettero loro “la morte pietosa”, ma anche in quel caso la Chiesa fu lasciata quasi sola perché nei cuori il crocifisso era stato spazzato via dalla pagana e feroce croce uncinata. E così alla fine Hitler scatenò la guerra e la Shoah. Dov’era Dio? Era stato cacciato da tempo. E stava agonizzando nei lager con Massimiliano Kolbe, Edith Stein o Dietrich Bonhoeffer, accanto a una moltitudine di croficissi.

Siamo la generazione che ha visto poi consolidarsi nel mondo il più immane tentativo di strappare Dio dai cuori, imponendo l’ateismo di Stato: l’impero comunista che si è risolto nel più colossale genocidio planetario di uomini e popoli. Tutto questo c’insegna qualcosa? No. Noi siamo la generazione che non impara dalle tragedie del suo tempo. E per questo forse sarà destinata a ripeterle. Non abbiamo forse consegnato la costruzione europea a una tecnocrazia laicista e dispotica che ha voluto strappare le radici cristiane dell’albero europeo? Ed eccoci all’inverno demografico, al declino e all’invasione islamica.

Un grande economista come Giulio Tremonti, nel suo celebre libro, ha affermato che il riscatto è possibile solo con una rinascita spirituale. Ma noi siamo “gli uomini impagliati” di Eliot, con la testa piena di vento e il cuore pieno di solitudine. Abbiamo sputato su Gesù Cristo e sulla Chiesa credendo che questo fosse “libertà”, poi ci troviamo soli o disperati e allora puntiamo il dito accusatore sulla presunta “indifferenza” di Dio. Di quel Dio che non cessa un solo giorno di darci il respiro e di farsi incontro a noi.

Siamo la generazione che non sa più dare senso alla vita, né speranza ai propri figli, che vede addensarsi all’orizzonte nubi cupe di crisi planetarie, di guerre, di carestie, ma non afferra la mano della “Regina della Pace”, presente fra noi per salvarci. Perché si ride del Mistero e del soprannaturale, mentre si va da maghi e astrologi, perché si crede ai giornali e a internet e non al Vangelo, perché si irride chi parla di Satana e dell’Inferno, ma si affollano come non mai sette sataniche o esoteriche, perché si venerano le maschere vuote dei palcoscenici e della tv e si disprezzano i santi, perché si crede che libertà sia poter fare qualunque cosa, anziché essere veramente amati.

Questa stagione iniziò nel ’68, quando si cominciò a sparare sulla religione come “oppio dei popoli”, così oggi l’oppio (o la cocaina) è diventata la religione dei popoli, anche di notai, industriali e deputati. Nietsche tuonò contro il crocifisso perché – scrisse – abolì i sacrifici umani che erano il motore della storia pagana. E infatti oggi, cancellato il crocifisso dai cuori, sono tornati i sacrifici umani. Siamo la generazione che ha assistito tranquillamente in 30 anni allo sterminio – con leggi degli Stati – di un miliardo di piccole vite umane nascenti, il più immane sacrificio umano della storia. La generazione che torna a discettare di vite “indegne di essere vissute”, che pretende di trasformare i più piccoli esseri umani in cavie da laboratorio, che esige – specialmente “in nome della scienza” - che tutto sia permesso. In effetti “se Dio non c’è, tutto è permesso”. Ma con quali conseguenze?

L’abbiamo visto nel recente passato. E siccome non ne traiamo le conseguenze lo vediamo nel presente e ancor più lo vedremo nel futuro. Qualcuno ha osservato: “Strano come sia semplice per le persone cacciare Dio per poi meravigliarsi perché il mondo sta andando all'inferno”.

contro la condanna a morte di Eluana

Stavo proprio per scrivere il mio appello, quando mi arriva questo link da Chiara Novella:
"La situazione di Eluana, che richiede di essere rispettata nella sua singolarità, suscita, tra gli altri, due ordini di interrogativi. Il primo, di carattere etico, richiede di tenere in considerazione anzitutto la fondamentale distinzione tra l’accanimento terapeutico, chiaramente non presente in questa circostanza, e il dovere di alimentazione. Eluana, come ognuno di noi, ha bisogno di acqua, cibo e cura della persona. L’altro interrogativo, di carattere giuridico, non presenta per ora elementi sufficienti per essere adeguatamente valutato. Ci auguriamo che si reagisca non in base ad approcci emotivi e strumentali, ma considerando in modo pacato e ponderato i molteplici elementi in gioco, anzitutto la vita e la dignità della persona."

[...]

"È arrivata da noi nel 1994 - ricorda la religiosa misericordina -. Erano stati i genitori a cercarci, perché era nata qui e il padre diceva: “Desidero che chiuda gli occhi dove è venuta alla luce”. Quando ci fu chiesto di ricoverarla, nutrivamo delle riserve. Sapendo che la ragazza era in coma, pensavamo di non essere attrezzate sufficientemente per poterla accudire. Ma quando la nostra suora infermiera e un nostro medico sono andati a visitarla nel precedente ricovero, hanno capito subito che non necessitava di null’altro rispetto all’alimentazione con il sondino».

Eluana, seppure in stato vegetativo, non è stata mai lasciata sola, è inserita in una rete di relazioni: le fanno visita i famigliari, vengono anche alcuni conoscenti. «C’è una rete di relazioni intorno a lei, non è abbandonata. Spesso ad accompagnarla in giardino sulla carrozzina sono i genitori. Regolarmente vengono due amiche della ragazza», racconta suor Albina.

Ora le religiose della clinica “Talamoni” rimangono in attesa: «Per ora non ci hanno ancora comunicato nulla. Ovviamente noi non lasciamo entrare nessuno. Non sospenderemo mai l’alimentazione. Nel caso, venga il padre a prenderla: fino ad allora la ragazza starà qui. Anche se vorremmo dire al signor Englaro che se davvero la considera morta di lasciarla qui da noi. Eluana è parte anche della nostra famiglia».
Quando le parole degli altri esprimono quello che penso anch'io, non ho alcun problema a rilanciarle come un ripetitore.
Nutro la speranza che Terri Schiavo interceda per lei e la sua famiglia perchè Eluana Englaro non diventi la Terri Schiavo italiana!

giovedì 10 luglio 2008

mercoledì 9 luglio 2008

Il sorriso dei bambini è la forza delle mamme

di emanuela grasso

Il sorriso dei bambini oltre a intenerire e rallegrare le mamme, attiva anche una particolare area del cervello: la concentrazione di serotonina, un neurotrasmettitore, aumenta ogni volta che le mamme vedono i propri figli ridere. Lo ha dimostrato una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sull'ultimo numero della rivista Pediatrics. I ricercatori hanno mostrato a circa trenta donne alla prima gravidanza una serie di foto di bambini piccoli che sorridono. Tra queste foto vi era, per ciascuna donna, anche quella del proprio figlio. Mentre osservavano queste immagini i ricercatori, attraverso la risonanza magnetica funzionale, hanno registrato l'attività cerebrale delle neomamme. Quando le giovani madri incrociavano con il viso sorridente del proprio figlio le aree associate allo striato, al lobo frontale e alla zona ventrale della sostanza nigra aumentavano il rilascio di serotonina che, tra le altre cose, controlla l'umore e la cui riduzione è spesso collegata a episodi depressivi e ad altri disturbi psichiatrici anche gravi. "Il rapporto tra la madre e il figlio è essenziale per il corretto sviluppo emotivo del bambino. In alcuni casi, però, quello che si ritiene essere un'empatia naturale tra madre e figlio non si sviluppa; capire il meccanismo di reazione cerebrale della madre al sorriso, o al pianto del proprio figlio può aiutarci a capire cosa non funziona quando le madri, per esempio, rifiutano il proprio figlio e non sono in grado di stabilire un rapporto con il neonato", hanno dichiarato gli autori dello studio. "Di solito, però, le madri di fronte al sorriso dei loro bimbi provano una sensazione di appagamento e si sentono molto forti sia emotivamente che fisicamente, merito della serotonina da un lato e del rapporto speciale con il figlio dall'altro", conlcudono i ricercatori.

Fonte: Strathearn L et al. What's in a Smile? Maternal brain responses to infant facial cues. Pediatrics 2008; 122: 40-51.

venerdì 4 luglio 2008

la preghiera le ha dato la forza

video


LA FINE DELL’INCUBO
(da Avvenire di oggi)

«Ringrazio Dio per questo bellissimo momento». La prima notte da donna libera a casa della mamma. Da Bogotà l’ex candidata presidenziale vola a Parigi
Ingrid riabbraccia i figli: è un miracolo
«Ho resistito pensando a Lorenzo e Melanie. Ora bisogna avviare la riconciliazione con le Farc»

DA LIMA MICHELA CORICELLI
« Sono cresciuti, sono belli. Melanie or­mai è una donna. Lorenzo è così al­to ». Li ha abbracciati e riabbraccia­ti, non riusciva a staccarsi da loro. Ha aspettato troppo a lungo: sei anni di prigionia. Ingrid Be­tancourt è finalmente accanto ai suoi figli.
Pensare a loro l’ha spinta ad andare avanti du­rante l’infinito e crudele sequestro delle Farc: «Quante volte ho desiderato uscire dalla giungla solo per vivere questo momento». «È un mira­colo, un miracolo», continuava a ripetere l’ex o­staggio, a 24 ore dalla sua liberazione. «Sono rimasta viva per riabbracciare i miei figli. Ringrazio Dio per questo bellissimo momen­to ». Ha parlato come ma­dre, ma anche come poli­tica. «Dobbiamo pensare subito a come agire. E la prima cosa da fare è lan­ciare un appello a Chavez e Correa (presidenti di Ve­nezuela ed Ecuador, ndr)
perché si ristabilisca la fi­ducia con il presidente U­ribe ». Dopo mesi di aspre tensio­ni regionali, in un clima avvelenato proprio dal­le Farc, i presidenti di Colombia, Ecuador e Ve­nezuela devono tornare al dialogo. L’unità in­ternazionale – in particolare sudamericana – è fondamentale per sconfiggere la guerriglia.
La sua prima notte da donna libera, a casa del­la madre, Yolanda Pulecio, è trascorsa insonne. Non ha chiuso occhio. «Siamo arrivati a casa mol­to tardi la sera – ha raccontato il marito, Juan Carlos Lecompte – e siamo stati assorbiti da u­na lunga conversazione. Ci ha raccontato i tristi particolari della sua prigionia».
Una ferita profonda che, secondo gli esperti, gli ex sequestrati non superano immediatamente. Ma Lecompte è ottimista: «Sta molto bene, è ge­nerosa di spirito e molto lucida. La prigionia ha lasciato delle conseguenze sulla sua salute, ma non è grave. La sua anima è forte».
Lo ha dimostrato fin dal primo minuto in cui è scesa dalla scaletta dell’aereo militare che l’ha portata a Bogotà. «Accompagnatemi in primo luogo nel dare grazie a Dio e alla Vergine», ha detto la Betancourt. Aveva ancora la divisa mili­tare, gli stivaloni di gomma nera, la treccia rac­colta di chi non ha potuto tagliarsi i capelli per anni. Stretto in mano, il rosario che pregava quo­tidianamente. Poi sono arrivati i ringraziamenti per tutti: per l’esercito co­lombiano, per chi ha pre­gato per lei e gli altri rapi­ti, per la famiglia, il presi­dente Álvaro Uribe, il co­raggioso ministro della Difesa Juan Manuel San­tos, la stampa. Le Farc – ha insistito – devono co­minciare «il cammino della riconciliazione, del­la pace». Quanto all’operazione militare – ha detto com­mossa – «è stata perfetta». «Non c’è stato un so­lo sparo, non hanno ucciso nessuno». Anche le organizzazioni non governative dei diritti uma­ni, spesso critiche con l’esecutivo colombiano, hanno riconosciuto che l’operazione è stata pu­­lita, impeccabile. Sempre accanto agli altri undici ex ostaggi co­lombiani (i tre contractor statunitensi erano già volati verso gli Usa), la Betancourt è stata rice­vuta al palazzo presidenziale da Uribe. E qui il presidente, che con la liberazione ha guadagna­to uno straordinario successo nazionale e inter­nazionale, ha lanciato un nuovo messaggio ai guerriglieri: «Invitiamo le Farc a fare la pace. Ab­biamo mantenuto sempre la disponibilità: ini­zino liberando i sequestrati che restano ancora nelle loro mani», ha detto il capo dello Stato, e­logiando l’esercito. È stata «un’epopea militare e un omaggio ai di­ritti umani», ha sottolineato. Come hanno spie­gato i vertici militari colombiani, è stata una ve­ra trappola per le Farc: un bluff organizzato da mesi. Il generale Jaime Padilla de Leon ha rac­contato che l’operazione «Scacco» prevedeva co­munque un «piano B», in caso di fallimento. For­tunatamente non è stato necessario.
«Un’operazione brillante», ha detto anche Wa­shington. Gli Stati Uniti, ha dichiarato ieri la por­tavoce della Casa Bianca, Dana Perino, sapeva­no del blitz colombiano, ma Bogotà non aveva bisogno di nessun permesso americano. «Ne e­ravamo al corrente, ma questa è stata un’opera­zione elaborata e realizzata dalla Colombia, con il nostro pieno appoggio. Non hanno avuto bi­sogno della nostra luce verde».
Dopo Bogotà, Parigi. La Betancourt non dimen­tica tutto quello che ha fatto la sua seconda pa­tria: gli sforzi diplomatici, gli appelli di Nicolas Sarkozy in Tv, l’attenzione di Jacques Chirac al­la sua famiglia (spesso criticata), l’interesse del­la stampa. Libera, «più magra» ma forte – come ha detto il marito – è partita ieri sera per la Fran­cia. «Intendo ringraziare il presidente Sarkozy e tutti i francesi che da sempre sono stati il nostro sostegno, la nostra luce, il nostro faro».

martedì 1 luglio 2008

credersi giusti disprezzando gli altri

purtroppo ci caschiamo tutti :(
cambiamo strada :)

Perché, diciamo la verità, per ciascuno di noi i disonesti, i profittatori, gli opportunisti e i puttanieri (o le puttane) sono sempre “gli altri”. E ognuno di noi istintivamente si mette nel novero delle persone che fanno il proprio dovere, le persone perbene. Ebbene, i santi fanno l’esatto opposto.
(Antonio Socci)

giovedì 19 giugno 2008

Approvati gli statuti del Cammino Neocatecumenale


Sono stati approvati in via definitiva dalla Santa Sede gli statuti del Cammino Neocatecumenale, una tra le realtà ecclesiali più dinamiche nate sulla scia del Concilio Vaticano II.

Gli iniziatori del Cammino, gli spagnoli Kiko Argüello e Carmen Hernández, insieme a padre Mario Pezzi hanno tenuto a Roma la prima conferenza stampa sulla storia di questo nuovo itinerario di iniziazione cristiana degli adulti.

Pochi i cambiamenti introdotti dagli statuti: si potrà continuare a ricevere la comunione, sotto le due specie, e senza processione dei fedeli, che dovranno però ricevere il pane azzimo in piedi.

La Santa Sede ha accettato che prima dell'omelia, durante la celebrazione eucaristica, ciascuno dei partecipanti possa pronunciare alcune parole per spiegare in che modo riceve la Parola di Dio.

Sono previste quindi delle brevi “monizioni” prima delle Letture e rimarrà lo scambio della pace prima dell'Eucaristia, come accade con il rito ambrosiano.

Benedetto XVI ha poi disposto che rimanga fissata negli statuti la procedura per eleggere il successore di Kiko Argüello che dovrà sempre essere un laico.

domenica 15 giugno 2008

La Chiesa è la comunità dei peccatori che credono all’amore di Dio


[...]"è utile riflettere che i dodici Apostoli non erano uomini perfetti, scelti per la loro irreprensibilità morale e religiosa. Erano sicuramente credenti, pieni di entusiasmo e di zelo, ma segnati dai loro limiti umani, talora anche gravi. Dunque, Gesù non li chiamò perché erano già santi, ma affinché lo diventassero. Come noi. Come tutti i cristiani”. (Papa Benedetto a Brindisi)

Mi fa (sol la si do...direbbe mio figlio che studia flauto traverso:) ripensare alla celebre affermazione di santa Teresa di Lisieux:
"Gesù non chiede grandi azioni, ma soltanto l’abbandono e la riconoscenza,,

vi consiglio...

...una visita qui!
Non perdetevi il punto rosso!!!

causa nostrae laetitiae ora pro nobis


Mons. Negri: "Troverete tanto odio..."

Troverete tanto odio perché l'uomo in questo tempo ha una terribile volontà di odio verso Cristo e verso la Chiesa: dalla banalizzazione dei grandi suggerimenti morali, all'attacco indiscriminato alla vita, alla dignità, al diritto che gli uomini hanno di vivere in modo dignitoso, libero e intelligente. Tutto questo è sotto tiro: la società si vanta di stare compiendo l'ultimo e più blasfemo tentativo di negare la presenza di Cristo e la tradizione che da Cristo ha influito nella vita del nostro popolo... Siate baldanzosi, non per la vostra forza, ma baldanzosi in colui e per colui che vi dà forza... chiedete alla Madonna che vi aiuti a fare questo miracolo, come in qualche modo ha aiutato suo Figlio a fare il miracolo (vedi nozze di Cana ndr).

Disparità nel sistema scolastico italiano
di Luigi Illiano, Il Sole 24 Ore, 7 giugno 2008. Il problema non è di rapporto tra Stato laico e Chiesa cattolica, è in gioco il diritto all'istruzione. Il conto è semplice. Lo Stato spende oltre 6.500 euro all'anno per alunno, dalle elementari alle superiori. Mentre per ogni studente delle paritarie la cifra statale erogata è di 500 euro. La differenza è di 6mila euro. È proprio questa disparità di trattamento a provocare le proteste del circuito privato, che raccoglie circa un milione di ragazzi.

Egemonia
Nel giugno 2008 il neo-ministro della cultura, Sandro Bondi, veniva intervistato dal direttore del settimanale "Tempi", Luigi Amicone. Questi gli chiedeva, dal momento che Bondi era stato sentito elogiare personalità di sinistra come Moretti e Eco, se aveva intenzione o meno di porre rimedio all'egemonia culturale gramsciana che imperversa in Italia praticamente dal dopoguerra. Il ministro rispondeva che sarebbe assurdo pensare di proporre una nuova egemonia di segno diverso ma sempre finalizzata al potere. Proprio così: assurdo. Ebbene, qualcuno dovrà far sapere al ministro che la gente ha votato il suo schieramento giusto per far cessare un'egemonia e imporne un'altra di segno diverso.


http://www.caffarra.it

6 giugno 2008 - Conferenza sul tema «Educazione e famiglia»
«[...] Vorrei chiedervi un piccolo sforzo di immaginazione. Immaginiamo di essere su un aereo in volo, immaginiamo che per un guasto si renda necessario un atterraggio di fortuna, e che ciò avvenga in un'isola sconosciuta a tutti i passeggeri. Quali domande ci faremmo? Almeno le seguenti tre: dove siamo arrivati? Questo territorio è abitato da altri ed è ospitale o invivibile? Per quanto tempo prevediamo di doverci rimanere? Questo evento immaginario è una delle metafore più potenti di che cosa è l'arrivo nel mondo di una nuova persona umana, di un bambino».

Caro Vasco, sono i preti e le suore a fare davvero una vita spericolata…
La gioia vera abita lì ed è ignota ai sudditi della religione del consumo, dell'apparire e del dominio. Che scambiano per gioia l'eccitazione illusoria, congestionata e fasulla dei concerti rock. Di questa religione mondana, diffusa a livello planetario, le star, i cantanti sono i sacerdoti. Talvolta gli idoli. Anche il cantante bolognese lo è. Non a caso c'è un libro dedicato a lui che si intitola "dio Vasco" (Valentina Pigmei, "dio Vasco", Editore Arcana, 2003). Sono i guru, i sacerdoti e i profeti dei nuovi dogmi. Ormai i veri "preti" di oggi sono loro. Calano dall'alto dei loro palchi il loro Verbo e folle in delirio lo bevono acriticamente.

domenica 18 maggio 2008

nuovo vescovo


Benvenuto al nostro nuovo pastore!

ringrazio il mio angelo

Un'attenzione così spasmodica da un uomo toglierebbe il fiato...però
a me fa pensare al mio angelo custode discreto ed efficiente...chissà cosa ne pensa Cosimo...

Every Breath You Take

Sting

every breath you take
every move you make
every bond you break
every step you take
i'll be watching you

every single day
every word you say
every game you play
every night you stay
i'll be watching you
o can't you see
you belong to me
how my poor heart aches with every step you take

every move you make
every vow you break
every smile you fake
every claim you stake
i'll be watching you

since you've gone i been lost without a trace
i dream at night i can only see your face
i look around but it's you i can't replace
i feel so cold and i long for your embrace
i keep crying baby,baby please

o can't you see
you belong to me
how my poor heart aches with every step you take

every move you make
every vow you break
every smile you fake
every claim you stake
i'll be watching you
every move you make
every step you take
i'll be watching you.....


Ogni Respiro Che Fai

Ogni respiro che fai
Ogni movimento che fai
Ogni legame che rompi
Ogni passo che fai
Io starò a guardarti.

Ogni singolo giorno
Ogni parola che dici
Ogni gioco che fai
Ogni notte che rimani
Io starò a guardarti.

Oh non riesci a vedere
Che mi appartieni?
Quanto soffre il mio povero
cuore ad ogni passo che fai.

Ogni movimento che fai
Ogni promessa che tradisci
Ogni sorriso che fingi
Ogni barriera che innalzi
Io starò a guardarti.

Da quando te ne sei andata mi sono smarrito senza lasciar traccia..
Sogno di notte, riesco solo a vedere il tuo viso.
Mi guardo intorno ma sei tu che non posso sostituire.
Io continuo a piangere, piccola, piccola ti prego...

Ogni movimento che fai
Ogni promessa che rompi
Ogni sorriso che fingi
Ogni barriera che innalzi
Io starò a guardarti.

Ogni movimento che fai
Ogni promessa che rompi
Ogni sorriso che fingi
Ogni barriera che innalzi
lo starò a guardarti

sabato 17 maggio 2008

Florilegio di frasi agostiniane

De quotidianis rebus nemo reddit rationem, et exigis a me de miraculis rationem.
Nessuno sa dare la spiegazione delle cose che capitano tutti i giorni, e tu pretendi da me la spiegazione dei miracoli.

Melius est cor sanum quam grande caput.

Un cuore integro è migliore di una testa importante.

Qui se dicit scire quod nescit, temerarius est; qui se negat scire quod scit, ingratus est.
Chi afferma di sapere ciò che non sa, è un temerario; chi dice al contrario di non sapere ciò che invece sa, si mostra ingrato.

In domo tua timebis latrones; domui Dei murus ipse Deus est.
A casa tua avrai paura dei ladri; se invece la casa sarà di Dio, Dio stesso le farà da muro.

Obsecro vos, fratres: si obliti estis vestri, miseremini mei.
Vi scongiuro! Anche se non v'importa di voi stessi, abbiate almeno compassione di me.

Turba premit, fides tangit.
La folla preme, la fede tocca.

Psalterium meum, gaudium meum.
Il mio salterio è la mia gioia.
(non conosco i fratelli di Cremona, ma il loro ballo ad Assisi esprime gioia)

Quandiu exterior homo corrumpitur ut interior renovetur de die in diem, tempus est crucis.
Tutto il tempo in cui si corrompe l'uomo esterno, perché si rinnovi di giorno in giorno quello interiore, è il tempo della croce.

Itaque martyres non facit poena, sed causa.

Ciò che fa i martiri non è la pena, ma la causa.

Deus Christus patria est quo imus; homo Christus via est qua imus.
Cristo Dio è la patria dove siamo diretti; Cristo uomo è la via per la quale procediamo.

martedì 13 maggio 2008

sms a wild rose

Mia figlia riceve un sms che le strappa una risata e viene a leggermelo e nonostante pensassi che a me non poteva far ridere (non so perchè, ma questo era il mio atteggiamento) la risata scappa anche a me, per cui lo rendo pubblico sperando che possa regalare altre risate...altrimenti fate finta di niente...forse tu le sapevi...io no e se ne sai tante potresti anche raccontarmele...:)

(Naturamente era pieno di abbrevzn ed io invece lo metto per e s t e s o !)

Dubbi esistenziali:

1. Se il mio capo si droga, io sono un tossico-dipendente?
2. Se lavorare fa bene, perchè non lo lasciano fare agli ammalati?
3. Le tende da sole soffrono di solitudine?
4. Vecchioni da ragazzo si chiamava Jovanotti?
5. Perchè si chiama sala parto se ha solo nuovi arrivi?

Anche questo video mi ha divertito quanto il mimo di piazza Navona di cui però non mi restano che poche immagini...

lunedì 12 maggio 2008

dai frutti si riconosce l'albero

L'albero che produce frutti buoni ha bisogno tempo e cure per crescere ed inoltre necessita di essere difeso dall'inquinamento per continuare la sua produzione genuina, soprattutto nella sostanza.

domenica 11 maggio 2008

se non ho l'AMORE, sono niente!

Gesù risorto che appare agli Apostoli dice:"Pace a voi!"
(cfr vangelo di pentecoste Gv 20,19-23)
Sa bene che non abbiamo Pace (e neanche Amore) e viene a portarla Lui perchè ci manca e chi la desidera la riceverà, ma chi odia e vuole guerra non gli appartiene.
"Che mi baci
coi baci della sua bocca:
più dolce del vino è il tuo amore,
il tuo nome
è unguento che si versa:
per questo
ti aman le fanciulle.
Portami insieme a te, usciamo:
attirami dietro a te, corriamo!
Celebreremo i tuoi amori
più del vino,
oh quanto è bello amarti!
Mostrami tu amato del mio cuore
dove tu vai a pascolare
affinchè io non sia vagabonda
dietro ad altri compagni."
(Cantico dei Cantici 1,2s)


Inno alla carità di san Paolo (1 Cor. 13,1-13)
"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!"


La carità è Dio.
Noi vasi da riempire e perciò prima da svuotare e pulire.
Vasi di creta, affinchè sia manifesto che la sublimità di questo AMORE viene da Dio e non da noi. (cfr 2 Cor 4,6-12)




Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni padre dei poveri,
vieni datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
sana ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
Amen.

La missione dello Spirito Santo
Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo
(Lib. 3, 17, 1-3; SC 34, 302-306)

Il Signore concedendo ai discepoli il potere di far nascere gli uomini in Dio, diceva loro: «Andate, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19). E' questo lo Spirito che, per mezzo dei profeti, il Signore promise di effondere negli ultimi tempi sui suoi servi e sulle sue serve, perché ricevessero il dono della profezia. Perciò esso discese anche sul Figlio di Dio, divenuto figlio dell'uomo, abituandosi con lui a dimorare nel genere umano, a riposare tra gli uomini e ad abitare nelle creature di Dio,
operando in essi la volontà del Padre e rinnovandoli dall'uomo vecchio alla novità di Cristo.
Luca narra che questo Spirito, dopo l'ascensione del Signore, venne sui discepoli nella Pentecoste con la volontà e il potere di introdurre tutte le nazioni alla vita e alla rivelazione del Nuovo Testamento. Sarebbero così diventate un mirabile coro per intonare l'inno di lode a Dio in perfetto accordo, perché lo Spirito Santo avrebbe annullato le distanze, eliminato le stonature e trasformato il consesso dei popoli in una primizia da offrire a Dio. Perciò il Signore promise di mandare lui stesso il Paraclito per renderci graditi a Dio. Infatti come la farina non si amalgama in un'unica massa pastosa, né diventa un unico pane senza l'acqua, così neppure noi, moltitudine disunita, potevamo diventare un'unica Chiesa in Cristo Gesù senza l'«Acqua» che scende dal cielo. E come la terra arida se non riceve l'acqua non può dare frutti, così anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai portato frutto di vita senza la «Pioggia» mandata liberamente dall'alto.
Il lavacro battesimale con l'azione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti nell'anima e nel corpo in quell'unità che preserva dalla morte. Lo Spirito di Dio discese sopra il Signore come Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di scienza e di pietà, Spirito del timore di Dio (cfr. Is 11, 2). Il Signore poi a sua volta diede questo Spirito alla Chiesa, mandando dal cielo il Paraclito su tutta la terra, da dove, come disse egli stesso, il diavolo fu cacciato come folgore cadente (cfr. Lc 10, 18). Perciò è necessaria a noi la rugiada di Dio, perché non abbiamo a bruciare e a diventare infruttuosi e, là dove troviamo l'accusatore, possiamo avere anche l'avvocato. Il Signore affida allo Spirito santo quell'uomo incappato nei ladri, cioè noi. Sente pietà di noi e ci fascia le ferite, e dà i due denari con l'immagine del re. Così imprimendo nel nostro spirito, per opera dello Spirito Santo, l'immagine e l'iscrizione del Padre e del Figlio, fa fruttificare in noi i talenti affidatici perché li restituiamo poi moltiplicati al Signore.

sabato 10 maggio 2008

torta casalinga

La foto di gruppo è sparita a causa delle batterie scariche...questa è la torta che ha voluto Paolo: pan di spagna fatto da papi con la nutella, i pupi e gli m&m sopra. Ai miei bimbi non piace nè la panna nè la crema se non di ricotta e nei cannolicchi...

mercoledì 7 maggio 2008

relativismo etico = io mi faccio i fatti miei

quel tipo in Austria pensava di farsi i fatti suoi...era sua figlia...e tutti attorno si facevano i fatti propri...anche in Birmania/Myanmar i governanti ritengono che siano fatti loro...

giovedì 1 maggio 2008

The miracle of LOVE

Non ho voluto abortire a spese dello Stato.
Ho rifiutato l'unico "aiuto"...(ho saputo come invece viene trattata una puerpera in Olanda!!!) ma adesso mi godo il "lusso" di una ricchezza inestimabile!

martedì 29 aprile 2008

santo genio femminile senese


Oggi la Chiesa celebra : S. Caterina da Siena vergine e dottore della Chiesa compatrona dell’ Europa(1347-1380)
Giovanni Paolo II
Lettera apostolica per il 6° centenario del transito di Santa Caterina da Siena, 29/04/1980 ( © Libreria Editrice Vaticana)

Santa Caterina da Siena: una vita mistica e una vita di azione


Le condizioni d'Italia e dell'Europa non erano felici, quando venne alla luce in Siena, nel 1347, la piccola Caterina. Già si profilava all'orizzonte la tristemente famosa «peste nera», che l'anno dopo infierì dovunque e seminò la desolazione e la morte in ogni paese e quasi in ogni famiglia. Altri mali funestavano il mondo civile, come le guerre, particolarmente quella dei cento anni tra Francia e Inghilterra, e le incursioni delle compagnie di ventura. Nel mondo religioso tutto quel secolo è riempito, per tre quarti, dal soggiorno dei Papi in Avignone, e poi dal grande scisma d'occidente, che si prolungò fino al 1417. Figlia di un tintore di panni, penultima di 25 nati, Caterina prese molto presto coscienza dei bisogni del mondo e, attratta dall'ideale apostolico domenicano, volle entrare nelle file del terz'ordine o, come allora si diceva in Siena, tra «le mantellate», le quali, pur non essendo suore né vivendo in comunità, portavano l'abito bianco e il mantello nero dell'ordine dei predicatori...

Le si raggruppava poi intorno una varia accolta di discepoli d'ogni ceto, attratti dalla sua pura fede e dalla schietta accoglienza della parola di Dio, senza mezzi termini e senza compromessi... Il progresso spirituale culminò con lo sposalizio nella fede, che poteva sembrare il sigillo di una vita votata all'isolamento e alla contemplazione. Invece il Signore, nel darle l'anello invisibile, intendeva unirla a sé nelle imprese del suo regno. La popolana ventenne vedeva ciò in termini di separazione dallo Sposo celeste, ma egli invece la rassicurava che intendeva stringerla di più a sé «mediante la carità del prossimo», cioè contemporaneamente sul piano della mistica interiore e su quello dell'azione esteriore o della «mistica sociale», com'è stato detto...

Passò dalla conversione di singoli peccatori alla riconciliazione tra persone o famiglie avversarie; alla rappacificazione fra città e repubbliche... L'impulso del maestro divino svelò in lei come un'umanità d'accrescimento. Per lei, figlia d'artigiani e donna senza lettere, cioè senza scuola né istruzione, la visione del mondo e dei suoi problemi superò enormemente i limiti del suo quartiere, fino a progettare la sua azione in termini mondiali.

lunedì 28 aprile 2008

certezza

Dice S. Paolo che lo Spirito divino rende testimonianza al nostro spirito che siamo figli di Dio.
Questa è la fede: lo Spirito di Cristo penetrando dentro di te rende testimonianza al tuo spirito
che tu sei figlio di Dio.
Questa testimonianza o c'è o non c'è. Allora io piangevo perché sentivo all'improvviso dentro
di me la certezza che Dio c'è, c'è come Padre, come Amore verso di me. Qualcuno me lo
stava garantendo, in una zona più profonda della ragione, più profonda dell'intuizione, in una
zona più profonda, il più intimo di te stesso: lo spirito dell'uomo, l'anima.
Lì nell'anima profonda lo Spirito di Cristo rende testimonianza, sigilla.
(Kiko)



CHARLES DE FOUCAULD
si interrogava sulla vita interiore e sulla spiritualità. Entrava nelle chiese - senza fede - e continuava a ripetere una strana preghiera: "Mio Dio, se esisti, fa' che ti conosca".

"Non appena ho creduto che Dio esisteva, ho capito che non potevo vivere se non per lui..."

"Con il solo fatto che celebrerò la Messa..., renderò a Dio una gloria immensa e agli uomini il bene più grande".

lunedì 21 aprile 2008

dubbio

Partire è un po' morire...e rimanere?
Non mi sento molto in forma e nel mio lento muovermi di oggi vengo assalita da preoccupazioni ansiogene al solo pensiero di dover preparare le valigie per tutta la famiglia...ma "chi è causa dei suoi mal, pianga se stesso!" m'ha rintuzzato la mia metà: in effetti sono stata io ad entusiasmarmi all'idea (l'occasione MERITA) e sapendo che ben poche energie avanzano alle impegnative giornate di una mamma a tempo pieno (N.B. una casalinga non viene considerata neanche forza lavoro ed invece un disoccupato sì!!!) mi crogiolo in tardive, e perciò inutili, remore.

partiremo alle h 24:00

ma so che non me ne pentirò

venerdì 18 aprile 2008

ONU/UNO, palazzo di vetro e di carta

One life, but we're not the same, we get to
Carry each other, carry each other
One

UNO è il villaggio globale, purtroppo però pieno di dolorose lacerazioni.
E sarà pieno di carte sui diritti umani e denunce di violazioni sugli stessi il famoso palazzo di vetro dell'ONU/UNO, come siamo ovunque pieni di troppe inutili carte scritte, ma un evento nuovo ha acceso la speranza (a quanto pare non solo a me!) che la grande famiglia umana, malgrado la vastità e la complessità dei problemi, abbia proprio voglia di lavorare affinchè i buoni propositi di pace e di bene per tutti i popoli non rimangano per sempre illusioni.
Per i cristiani poi la speranza è certezza, perché Cristo è la nostra speranza e chi ne ha fatto esperienza sa bene che non è un'illusione perché è anche la nostra felicità sin da ora.
Altro che chiacchiere!

domenica 13 aprile 2008

ora basta chiacchiere


Dopo tante promesse...aspettiamo i fatti!
Sono andata a votare: il mio dovere l'ho fatto e adesso mi aspetto che lo facciano anche coloro a cui toccherà governare l'Italia!!! Ricordate Dante? “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta..."