venerdì 30 novembre 2007

l'aspirina di erode colpisce ancora

SILENZIO OMERTOSO IN VISTA DEL VARO
Pillola abortiva.
E siamo alla 16ª vittima
EUGENIA ROCCELLA
E siamo a sedici. La pillola abortiva Ru486, che forse tra pochi mesi sarà commercializzata in Italia, ha provocato la morte di un’altra donna, che va ad aggiungersi alle quindici di cui abbiamo già dato notizia. Una notizia, però, che quasi nessuno ha raccolto. La grande stampa italiana ha ostinatamente ignorato queste morti, e ha preferito prendere per buono il ritornello ripetuto meccanicamente dai sostenitori della pillola: si tratta di un farmaco assolutamente sicuro, usato in Europa da anni, e l’Italia, autorizzandone la diffusione, non farebbe altro che colmare un vistoso ritardo. Pazienza, ci siamo abituati: che i mezzi di comunicazione di massa filtrino le notizie secondo il proprio orientamento ideologico non sorprende.
Sorprende invece, e soprattutto inquieta, che persino chi ha il compito ufficiale di vigilare sulla sicurezza dei farmaci non disponga di informazioni certe sul numero delle morti.
Nell’ultimo bollettino dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) si può leggere un articolo intitolato «Ru 486: efficacia e sicurezza di un farmaco che non c’è». Lo scopo del pezzo, si legge nel sommario, è di fornire «un aggiornamento dettagliato» sulla pillola abortiva, ma la bibliografia non appare molto aggiornata. Le morti, secondo l’articolo, sarebbero in tutto 9, di cui 6 per sepsi. I conti non tornano: le donne morte per sepsi sono già 9, mentre il totale dei decessi è arrivato, con quest’ultimo tragico caso (ne parliamo diffusamente nell’inserto «è vita») appunto a 16. Non è, però, la sola lacuna dell’articolo citato; anche la contabilità degli eventi avversi non è aggiornata, mentre le percentuali di efficacia si basano su fonti e criteri di valutazione molto discutibili. Nel testo, fra l’altro, non si accenna a uno degli aspetti sanitari più problematici del metodo chimico: circa il 20% delle donne francesi e addirittura il 50% delle inglesi che si rivolgono alle cliniche «Marie Stopes» non si presentano alla visita finale di controllo, e degli esiti dell’aborto non si sa più nulla. Su tutto questo, e su altre informazioni imprecise o incomplete contenute nell’articolo del Bollettino Aifa, torneremo con maggiori dettagli. Oggi vogliamo soltanto ricordare la ragazza di diciott’anni, senza volto, senza nome, senza storia, che è morta grazie alla pillola che i media americani chiamano da tempo «kill pill».
Le 16 donne che hanno pagato così duramente la loro scelta di interrompere la gravidanza, in Europa non hanno mai avuto l’onore di una pagina di giornale. Nessuno ha raccontato la vicenda di Rebecca Tell Berg, sedicenne svedese morta sotto la doccia per una violenta e inarrestabile emorragia, o di Oriane Shevin, figlia del presidente del Comitato nazionale di bioetica francese Didier Sicard. Nemmeno la morte della diciottenne Holly Patterson, che negli Usa ha provocato una campagna di stampa sulle misteriose infezioni letali provocate dal batterio Clostridium, ha avuto eco in Europa. Il velo di silenzio che avvolge i decessi da aborto chimico è così fitto che il New York Times ha avanzato l’ipotesi che le morti possano essere più di quelle di cui con tanta fatica si riesce a sapere qualcosa. Ci auguriamo che l’Agenzia italiana del farmaco, che dovrà esaminare la documentazione scientifica sulla Ru486 per autorizzarne l’eventuale registrazione nel nostro Paese, non si fermi a un approccio superficiale, e svolga in piena trasparenza il proprio compito, offrendo una risposta convincente ai tanti dubbi che la pillola suscita.
Ci auguriamo che l’Agenzia del farmaco non si fermi a un approccio superficiale.


Ru486 a rischio, aumenta la mortalità

martedì 27 novembre 2007

genio musicale


Ma davvero qualcuno riesce a credere che le scimmie prima o poi giungeranno a questo???
Questione di tempo???
Io non posso crederci.

venerdì 23 novembre 2007

ora basta con la distruzione degli embrioni

Che si tratti di una svolta, è inquestionabile.
Ma non so se coloro che hanno investito denari, fatto leggi apposta per favorire questo saranno in grado di riconoscere l’errore e di tornare indietro. Ma almeno gli scienziati che vogliono conseguire risultati, penso che andranno a cercarli laddove si trovano.

lunedì 19 novembre 2007

epifanie di senso

A Te grida il dolore innocente

Mattutino a cura di G. Ravasi su Av

del
17/11/2007
tre nodi
La gioia che dà il mondo è vanità. La aspettiamo con grande desiderio, ma quando arriva, non riusciamo a trattenerla. La tristezza di chi soffre ingiustamente è meglio della gioia di chi ha commesso iniquità. Un'antologia medievale di testi assegna queste parole a s. Agostino, anche se non sono reperibili direttamente nelle opere del celebre vescovo di Ippona a noi giunte. Il filo conduttore è quello della gioia e tre sono quasi i nodi sui quali ci si ferma per una riflessione. Il primo riguarda l'inconsistenza di una felicità troppo facilmente promessa attraverso il successo, il piacere, il benessere. È la gioia mondana che si basa sulle cose. Il famoso poeta inglese George G. Byron diceva: «Non c'è gioia che il mondo possa dare eguale a quella che nega». Detto in altri termini, è più forte la delusione rispetto all'illusione. Ed eccoci subito al secondo nodo del filo della felicità. Essa è come una meteora: appena l'hai afferrata, subito ti sfugge di mano. Anzi, quanto più la tieni stretta, tanto più ti scivola via, quasi come un'anguilla troppo premuta. È una sorta di prova del nostro limite, tant'è vero che la gioia, per essere perfetta, dovrebbe essere infinita e quindi superarci. È per questo che si parla dell'aldilà come di una pace e di una gioia eterna perché allora cadono le frontiere del tempo e dello spazio. Infine, s. Agostino ci mette in guardia contro l'allegria del vincitore. Chi prevarica sugli altri può forse godere, ma non conosce la serenità lieta dell'anima generosa, buona, onesta che ha la coscienza in pace. Tre nodi, dunque, ai quali legare il filo della vera felicità.

(in questo mondo domina la legge della giungla "fare fesso l'altro prima che l'altro faccia fesso te", ma la speranza è portata da chi preferisce subire il male, anziché procurarlo!!! Jo)

e del
16/11/2007
TEORIA E PRATICA
La teoria è quando si sa tutto e non funziona niente. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Un giorno chiesero ad Albert Einstein (1879-1955) quale fosse stato il sogno della sua vita. Egli rispose senza esitazione: «Fare lo stagnino». Al di là del paradosso e del gusto di scandalizzare, il celebre scienziato riconosceva una sostanziale inattitudine pratica che a più riprese aveva dichiarato e comprovato. A lui dobbiamo anche la divertente distinzione tra la teoria e la pratica sopra citata che, pur nella sua esagerazione, ha un'anima di verità. Un eccesso di dottrina può rinchiudere in una sorta di limbo, distaccato dalla concretezza della vita. Tuttavia è altrettanto pericolosa una pura e semplice abilità operativa che non si interroga sul significato di certi atti. Non per nulla sono stati non di rado i veri scienziati a porsi le domande morali quando si affrontavano percorsi pericolosi: si pensi solo alle ricerche nucleari e alla bomba atomica col «caso Oppenheimer», il fisico americano «obiettore di coscienza» proprio nei confronti di una tecnica priva di remore etiche. Oppure pensiamo alle attuali investigazioni nell'orizzonte della vita, della genetica, della neurologia, e così via. Lo specialista che è solo un tecnico spesso procede senza porsi gli interrogativi radicali sul suo agire. Detto questo, comunque, dobbiamo essere capaci di trovare un sia pur delicato equilibrio tra teoria e pratica, così da intrecciare alla ricerca la capacità di rendere un beneficio reale all'umanità. Lo studio nella scuola dev'essere rigoroso, ma pronto anche ad approdare all'azione, alla perizia, all'esperienza concreta.

venerdì 16 novembre 2007

peculiarità femminile

Nelle madri si rivela l'amore gratuito di Dio e se si annebbia il mistero della maternità il mondo precipita nell'inciviltà.

La madre è colei che sulla terra realizza la più bella e la più profonda visibilità del mistero di Dio.

Dio ha voluto nella grande opera della salvezza coinvolgere una madre. Se fosse mancata la madre sarebbe mancato un colore, un colore materno; sarebbe mancato un calore, un calore materno.

Per questo Dio ha voluto che accanto alla croce nel momento del più grande, del più sublime atto di amore, l'amore che contrasta tutto l'odio, tutta la cattiveria, tutta la violenza dell'umanità, ci fosse una madre quasi per tradurlo con il linguaggio materno all'umanità.

Allora è chiaro che se Dio ha voluto accanto a sé una madre, la madre ha un grande ruolo nella storia dell'umanità e nella storia dei popoli, e se entra in crisi, se si annebbia il mistero della maternità, il mondo precipita nell'inciviltà.

Un grande statista, tra l'altro non frequentatore di Chiesa, Clémenceau, ebbe a dire che i popoli vengono educati sulle ginocchia della madre.

Se viene a mancare la madre, e oggi siamo in una crisi della maternità, ci dobbiamo rendere conto e capirne tutto il rischio e la drammaticità, precipita la civiltà: non si riesce più a leggere l'alfabeto della vita, non si riesce più a leggere nemmeno l'alfabeto della religione e viene a mancare una visibilità di Dio, la visibiltà appunto attraverso la madre.

(grazie ad Angelo Comastri)

giovedì 15 novembre 2007

The Baby in the Box


In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza è il titolo del libro di Franco Battiato.

"Le trame dei film e dei tappeti moderni sono pieni di anilina, caro perplesso lettore.
Dal mio osservatorio, sto segnalando, in tutti i modi e con tutti i mezzi, la mia posizione; lanciando segnali d'allarme e qualche antivirus.
Una diossina intellettuale sta decretando il Declino e la Caduta dell'Impero dell'essere umano... e se non avessi qualche speranza lascerei perdere." FRANCO BATTIATO

PAPA: FORMAZIONE INTEGRALE DELLA PERSONA CONDIZIONE PER LA PACE

La "formazione integrale, davanti a Dio e all'uomo, della persona", e in particolare delle donne, è la "condizione necessaria di ogni pace, di ogni riconciliazione": papa Benedetto XVI, nell'udienza generale in Piazza San Pietro, ha come da tradizione rievocato la figura di un Padre della Chiesa e si è soffermato per la seconda volta sulla figura di San Girolamo, traduttore della Bibbia in latino vissuto nella seconda metà del IV secolo. Davanti a circa 15.000 fedeli (tra cui le famiglie di alcune delle vittime di Nassiriya), il pontefice ha parlato dell'importanza della conoscenza della Bibbia per la vita del cristiano: "Leggere le Sacre Scritture - ha detto, citando San Girolamo - è come conversare con Dio". La "quotidiana frequentazione" con la Bibbia, secondo un principio di San Girolamo ripreso dal Concilio Vaticano II, dà "equilibrio all'uomo". Ma questa lettura, ha ammonito il pontefice, non deve essere solitaria, ma effettuata "in comunione con il popolo di Dio e con il magistero della Chiesa". In conclusione della sua catechesi, Benedetto XVI ha voluto sottolineare l'importanza della "formazione integrale" della persona, soprattutto della donna, "un principio - ha aggiunto il pontefice - spesso disatteso nei tempi antichi". In questa ottica, la lettura della Bibbia "ci offre la guida dell'educazione e, così, del vero umanesimo".

mercoledì 14 novembre 2007

Ru 486 aspirina di Erode

Un ragazzo è assurdamente morto per andare ad una partita di calcio.
Molti innocenti continuano a morire nell'indifferenza di tutti e con la complicità di chi vuole spacciare questa licenza di uccidere come diritto delle donne. Qualcuno mi consiglia di non fare del terrorismo psicologico chiamando l'aborto omicidio. Nessuno risponde alla domanda: chi protegge la pillola Ru 486?

domenica 11 novembre 2007

Continua in Italia il dibattito sulla pillola abortiva RU-486

Continua il dibattito in Italia dopo la richiesta formale avanzata all’Unione Europea dall’azienda farmaceutica francese Exelgyn di commercializzare nel Paese la pillola abortiva RU 486. Il prodotto, che per i suoi sostenitori apre la strada ad un “aborto facile”, potrebbe così entrare nella distribuzione in Italia all’inizio del 2008. Ecco in proposito il commento di Eugenia Roccella, editorialista di Avvenire e già portavoce del Family day.

sabato 10 novembre 2007

pregiudizio ideologico

Tratto da Tempi: "I dati fossili confermano, l'uomo è più antico: i più antichi resti di ominidi risalgono a oltre 6 milioni di anni fa, quelli di scimmia a non più di 500 mila. È un pregiudizio ideologico, non un'ipotesi scientifica, quello che fa invertire i termini."

Tratto dal Corriere della sera del 4 novembre 2007 e riportato qui:
"Come ama dire Antonio Continho, immunologo dell'Institut Pasteur, i sassi cadono in terra per la forza di gravità, non perché la selezione naturale ha eliminato tutti quelli che tendevano ad ascendere in alto."

Il fatto - omaggio a Enzo Biagi

Enzo Biagi valeva molto di più e non prendeva i compensi di Michele Santoro (700.000 euro l'anno).

mercoledì 7 novembre 2007

auguri a Daniela!

Quando nasce un bambino è segno che Dio non si è ancora stancato dell'umanità.
(Tagore)

lunedì 5 novembre 2007

quante donne ha amato quest'uomo qui!!!

Andava in discoteca e a cercare prostitute! Molte hanno dichiarato che si sono sentite amate come nessuno mai le aveva amate!!! Lui invece di chiedere "quanto costi?" chiedeva "quanto soffri?"
Grazie don Oreste per la tua voce fuori dal coro.

sabato 3 novembre 2007

è morta Giovanna

Nel giorno in cui siamo invitati a meditare sul senso della nostra breve vita, ricordandoci dei nostri cari defunti, mi ha aiutato leggere sui giornali è morta Giovanna