sabato 29 settembre 2007

Allattare in pubblico Indignazione fuori posto


da Editoriali di Martedi 25/09/2007

«Allattare è la cosa più naturale del mondo e non deve offendere nessuno». Così ieri le donne che protestavano al Prado. Un gesto provocatorio per ribadire l'assoluta ordinarietà di un gesto connesso non solo alla fisiologia ma anche alla bellezza e al mistero della maternità. Le proteste contro l'allattamento in pubblico non sono casi isolati. Anche da noi succede spesso che qualcuno si faccia cogliere dall'inquietudine per una giovane madre che allatta. Come è ormai scombinato il nostro comune sentire. Ci scandalizziamo di fronte a un seno che dona la vita e restiamo indifferenti per l'ordinaria pornografia televisiva.

venerdì 28 settembre 2007

per essere solidali al popolo birmano

rilancio la proposta che va su sms e divulgata dal tg1 di indossare domani un capo di abbigliamento rosso

giovedì 27 settembre 2007

Risposte di amore straordinario alla ordinaria eutanasia prenatale

Siamo ad un bivio e possiamo scegliere: vogliamo costruire la civiltà dell'amore o andiamo avanti con questa cultura di morte?

Vi suggerisco di meditare con questa intervista.

Comprendo che dietro ci sono scelte drammatiche e forse non tutti se la sentono, ma per questo trovo meno terribile persino abbandonare un bimbo anonimamente in un ospedale che trucidarlo prima di nascere!!! E purtroppo alcuni passano anche da provette e frigoriferi!

martedì 25 settembre 2007

LA PROLISSITÀ

logo Mattutino a cura di G. Ravasi (oggi cedo a lui la parola _Jo)


L'arte dello scrivere è omettere, omettere, omettere.
Prima che a scrivere imparate a pensare.
Devo confessarlo io per primo: nella mia vita ho scritto un piccolo oceano di parole e qualche volta mi propongo di entrare in quel silenzio che diventa purificazione e dieta dell’anima. Anche perché, prima o poi, sarà la natura stessa a condurmi a quell’orizzonte di quiete, attraverso la vecchiaia, la debilità della mente e l’allontanamento dei lettori o degli ascoltatori. Oggi, però, non voglio parlare solo a me stesso, ma un po’ a tutti, anche a coloro che al massimo hanno scritto solo i temi in classe, quand’erano alunni, o qualche lettera. Innanzitutto assegniamo la paternità alle due frasi che ho citato: la prima è di uno che sapeva scrivere e bene, Robert L. Stevenson, sì, l’inventore ottocentesco del dott. Jekyll e di mister Hyde o dell’Isola del tesoro; l’altra è del poeta francese del ’600 Nicolas Boileau.
La lezione valida per tutti è una sola: bisogna essere attenti al rischio della verbosità, della prolissità, dell’eccesso. Certo, questo vale innanzitutto per i predicatori e gli oratori che spesso danno in lunghezza ciò che non sanno in profondità. Ma c’è anche una chiacchiera comune che diventa prevaricazione e indiscrezione. Non si dice di essere laconici e taciturni sempre, ma guai a scivolare sulla china dei logorroici e dei parolai. In quel fiume grigiastro, da un lato, spesso s’annida la serpe di una parola sbagliata o cattiva, e d’altro lato, si manifesta – come dice Boileau – l’assenza di pensiero. La sobrietà è una dote della vita ma anche del linguaggio.


lunedì 24 settembre 2007

Living

(daZENIT.org).- Di fronte alla imperante logica del profitto, il Papa ha invitato a realizzare una “conversione” dei beni economici finalizzata non al tornaconto personale, ma ai bisogni dei più poveri.
Questa domenica, prima della preghiera dell'Angelus da Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha approfondito il Vangelo odierno, dicendo che “il denaro non è ‘disonesto’ in se stesso, ma più di ogni altra cosa può chiudere l’uomo in un cieco egoismo”.
Allo stesso modo, però, ha precisato, “il profitto è naturalmente legittimo e, nella giusta misura, necessario allo sviluppo economico”.
Tuttavia, - ha spiegato il Papa - “l’emergenza della fame e quella ecologica stanno a denunciare, con crescente evidenza”, cosa succede “se a prevalere è la logica del profitto”.

Mattafix - Living Darfur

sabato 22 settembre 2007

dopo Miss Italia parliamo VERAMENTE di donne!

La Santa Sede prepara un congresso mondiale sulla donna

Per celebrare i vent’anni della lettera di Giovanni Paolo II “Mulieris Dignitatem”


CASTEL GANDOLFO, giovedì, 20 settembre 2007 (ZENIT.org).- “Donna e uomo, l’humanum nella sua interezza”: è il titolo del grande congresso che il Pontificio Consiglio per i Laici sta preparando per celebrare i vent’anni della lettera apostolica di Giovanni Paolo II “Mulieris Dignitatem” (1988-2008).

L’incontro si svolgerà a Roma dal 7 al 9 febbraio ed è organizzato dalla dottoressa Rocío Figueroa, incaricata del settore donna del suddetto dicastero, presieduto da monsignor Stanislaw Rylko.

“Abbiamo voluto che venissero donne dai cinque continenti – ha spiegato la Figueroa a ZENIT –; verrà una delegata per ogni Conferenza Episcopale e ci saranno rappresentanti e leader di associazioni cattoliche che promuovono la donna nella Chiesa e vari movimenti e nuove comunità. Ci saranno anche accademiche che riflettono sul tema della donna come teologhe, filosofe e psicologhe”.

Il congresso conterà sulla partecipazione di 250 persone – su invito – e avrà come sfondo la lettera di Giovanni Paolo II: “Questa lettera apostolica è una pietra miliare nel magistero pontificio; è la prima volta che un documento pontificio affronta specificamente il tema della donna”.

Il programma, del quale non sono stati ancora annunciati gli oratori, inizierà con un bilancio sulla lettera “Mulieris Dignitatem” e proseguirà con una conferenza su “Gesù di Nazareth, Maria e le donne nel Vangelo e nella comunità delle origini”.

Seguiranno un laboratorio su “cristianesimo e promozione della donna” e una conferenza sull’antropologia, e vari dibattiti in cui si affronteranno la promozione della dignità della donna in Asia, il ruolo della donna nella trasmissione della fede in Africa, la tutela della dignità della donna nella società tecnologica e consumistica (America del Nord) e la formazione integrale della donna (America Latina).

“Uno degli obiettivi sarà quello di approfondire i nuovi paradigmi culturali come la riduzione della femminilità a oggetto di consumo, l’ideologia di genere o il rifiuto della maternità e della famiglia, oltre alla donna nel mondo del lavoro”, ha aggiunto la Figueroa, dottoressa in Cristologia presso la Pontificia Università Gregoriana.

La Figueroa ha ricordato a ZENIT che anche Benedetto XVI ha manifestato in varie occasioni l’apprezzamento della Chiesa per il contributo della donna: “Basta citare la catechesi nell’udienza generale del 14 febbraio 2007, dedicata proprio alla donna e alla sua responsabilità ecclesiale dalle prime comunità cristiane ad oggi”.

lunedì 17 settembre 2007

a scuola!

fuochi a Loreto 2007 ma i loro occhi brillano ancor di più


Mia figlia ha trascorso qui la sua prima notte in sacco a pelo insieme ai tantissimi giovani che si sono massacrati a camminare con i loro pesanti zaini per circa 10 chilometri all'andata e altrettanti al ritorno e non sono tornati delusi; non tanto per lo spettacolo televisivo imposto, ma per la carica di quella vera gioia, espressa in continui canti e danze, che hanno portato con sè. Dite pure quel che volete, ma io non ho mai visto nessuno tornare dalle tanto sospirate vacanze o uscire da uno dei cosiddetti luoghi di divertimento con una espressione così felice. Questa felicità esiste e possiamo gustarla senza pagarla a caro prezzo in assurdi paradisi artificiali, ma in una semplicità di vita che non si piega al nichilismo.

sabato 15 settembre 2007

oggi è la festa della croce gloriosa

La Chiesa celebra oggi la Festa della Santa Croce. Una ricorrenza che ha la sua origine a Gerusalemme, nel 326, quando Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino. ritrovò i resti della Croce di Cristo, nei pressi del Calvario.

Tutti la maledicono; la Chiesa la esalta. Dice San Paolo: "Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani".“Ma che senso ha esaltare la Croce? – si era chiesto il Papa nell’Angelus del 17 settembre dell’anno scorso - Non è forse scandaloso venerare un patibolo infamante?”:

“I cristiani, però, non esaltano una qualsiasi croce, ma quella Croce che Gesù ha santificato con il suo sacrificio, frutto e testimonianza di immenso amore. Cristo sulla Croce ha versato tutto il suo sangue per liberare l'umanità dalla schiavitù del peccato e della morte. Perciò, da segno di maledizione, la Croce è stata trasformata in segno di benedizione, da simbolo di morte in simbolo per eccellenza dell'Amore che vince l'odio e la violenza e genera la vita immortale. ‘O Crux, ave spes unica! O croce, unica speranza!’. Così canta la liturgia”.

Strettamente collegata alla Festa dell'Esaltazione della Santa Croce è la memoria della Madonna Addolorata, che si celebra domani. Maria è ai piedi della Croce accanto a Gesù morente. “Il suo dolore – dice il Papa - forma un tutt'uno con quello del Figlio”:

“È un dolore pieno di fede e di amore. La Vergine sul Calvario partecipa alla potenza salvifica del dolore di Cristo, congiungendo il suo ‘fiat’, il suo ‘sì’, a quello del Figlio. Cari fratelli e sorelle, spiritualmente uniti alla Madonna Addolorata, rinnoviamo anche noi il nostro ‘sì’ al Dio che ha scelto la via della Croce per salvarci. Si tratta di un grande mistero che è ancora in atto, fino alla fine del mondo, e che chiede anche la nostra collaborazione. Ci aiuti Maria a prendere ogni giorno la nostra croce e a seguire fedelmente Gesù sulla via dell'obbedienza, del sacrificio e dell'amore”.

Sergio Centofanti per RV

martedì 11 settembre 2007

Holy Mother hear this prayer


Holy Mother

Eric Clapton

Holy mother, where are you?
Tonight I feel broken in two.
I’ve seen the stars fall from the sky.
Holy mother, can’t keep from crying.

Oh I need your help this time,
Get me through this lonely night.
Tell me please which way to turn
To find myself again.

Holy mother, hear my prayer,
Somehow I know you’re still there.
Send me please some peace of mind;
Take away this pain.

I can’t wait, I can’t wait, I can’t wait any longer.
I can’t wait, I can’t wait, I can’t wait for you.

Holy mother, hear my cry,
I’ve cursed your name a thousand times.
I’ve felt the anger running through my soul;
All I need is a hand to hold.

Oh I feel the end has come,
No longer my legs will run.
You know I would rather be
In your arms tonight.

When my hands no longer play,
My voice is still, I fade away.
Holy mother, then I’ll be
Lying in, safe within your arms.

Santa Madre

Santa Madre, dove sei?
Stanotte mi sento spezzato in due
Ho visto le stelle cadere dal cielo
Santa Madre, non riesco a smettere di piangere

Oh, ho bisogno del tuo aiuto in questo momento
Fammi superare questa notte solitaria
Ti prego dimmi quale strada prendere
Per ritrovare me stesso

Santa Madre, ascolta la mia preghiera
In qualche modo so che sei ancora qui
Ti prego inviami un pò di pace nella mente
Cancella questa sofferenza

Non posso aspettare, non posso aspettare
Non posso aspettare ancora a lungo
Non posso aspettare, non posso aspettare
Non posso aspettarti

Santa Madre, ascolta il mio pianto
Ho bestemmiato il tuo nome migliaia di volte
Ho sentito la rabbia correre nella mia anima
Tutto ciò di cui ho bisogno é una mano da stringere

Oh, sento che la fine é venuta
Le mie gambe non correranno più per molto
Sai che preferirei essere
Nelle tue braccia stanotte

Quando le mie mani* non porteranno più a nulla
La mia parola é "Mi fermo"*, lentamente scompaio
Santa Madre, allora vorrei
Essere disteso al sicuro tra le tue braccia


Note :
*In relazione alle mani di Poker (gioco di carte).

i figli fanno bene alla salute!

YES KID!

altro che NO KID

lunedì 10 settembre 2007

16 sweet years



Ad ottobre compiamo 16 anni di matrimonio. Vi piacciono i miei piccolini? A me tantissimo...sono la mamma! Se avessi ascoltato i ragionevoli consigli non esisterebbero, ma quanto sono contenta oggi di non essermi fermata dopo aver avuto la prima femminuccia e poi il maschietto come una famiglia standard!



giovedì 6 settembre 2007

Madre Teresa davanti a tutto il mondo mentre riceveva il Nobel per la Pace nel 1979 “L’aborto mette in pericolo la pace nel mondo"


La lettera che segue è quella che Madre Teresa indirizzò al Movimento per la vita” il 31 maggio 1992:

“Cari amici di tutta Italia, Gesù viene in mezzo a noi ancora una volta come bambino – come bambino non nato – e i suoi non lo accolgono. Gesù divenne un fanciullo in Betlemme per insegnarci ad amare il bambino. Il bambino non nato – il feto umano – è un membro vivente della razza umana, come me e te, creato ad immagine e somiglianza di Dio per grandissime cose: amare ed essere amato.
Perciò non c’è più da scegliere una volta che il bambino è stato concepito. Una seconda vita – un altro essere umano – è già nel grembo della madre.

Distruggere questa vita con l’aborto è omicidio, anzi, peggio di ogni altro assassinio.
Poiché chi non è ancora nato è più debole, il più piccolo e il più misero della razza umana, e la sua stessa vita dipende dalla madre – dipende da te e da me – per una vita autentica. Se il bambino non ancora nato dovesse morire per delibera volontà della madre, che è colei che deve proteggere e nutrire quella vita, chi altri c’è da proteggere?

Questa è la ragione per cui io chiamo i bambini non ancora nati “ i più poveri tra i più poveri”. Se una madre può uccidere il suo stesso figlio nel suo grembo, distruggere la carne della sua carne, vita della sua vita e frutto del suo amore, perché ci sorprendiamo della violenza e del terrorismo che si sparge intorno a noi?
L’aborto è il più grande distruttore di pace nel mondo – il più grande distruttore dell’amore.

La mia preghiera per ciascuno di voi è che possiate battervi per Dio, per la vita e per proteggere il bambino non ancora nato.

Madre Teresa